Come d'uopo a fine anno anch'io compilo le mie classifiche, ma almeno con la coscienza che queste sono le mie preferenze personali, e limitate a ciò che ho ascoltato per intero, e non per sentito dire, più cià che avrei dovuto ascoltare con più attenzione e mi riprometto di fare nel futuro
andiamo quindi con le classifiche del meglio ed anche del peggio dell'anno
TOP TEN CD
1) Manic Street Preachers -Rewind The Film
2) -Diane Birch -Speak a little Louder
3) Paramore- Paramore
4) Avril Lavigne - Avril Lavigne
5) Queens of the Stone Age -Like Clockwork
6) John mayer -Paradise Valley
7) Sheryl Crow -Feels Like Home
8) Katy Perry - Prism
9) Billy Bragg - Tooth and Nail
10) Billie Joe & Norah Jones - Foreverly
TOP 3 Video
1) Katy Perry - Unconditionally
2) Avril Lavigne - Rock & Roll
3) Mika& Ariana Grande - Popular Song
Worst Cd
Lady gaga - Artpop
Esordio pop più sopravvalutato
Lorde - Pure Heroin
Gruppo rock più sopravvalutato
Arcade Fire
Disco più deludente
Beyoncé -- Beyoncé
Da Ascoltare meglio
Pearl jam, Placebo, Sarah jaffe,
Qui si parla di Rockenroll in modo leggero ma, spero, non superficiale. Rockabilly, bluesrock, punk, dark, hard, heavy(poco) funk, jazz, R&B, Ska, folk, grunge, di tutto un pop. Qui non troverete scomuniche a questo o quell'altro, o settarismi degni di qualche setta religiosa od ideologica ma solo spunti per ascoltare, divertirsi o riflettere su ciò che è rockenroll anzi uockenuoll, come direbbe Paola Maugeri. Buon divertimento!
martedì 31 dicembre 2013
sabato 28 dicembre 2013
Su "Beyoncè", o di come il pop divori se stesso
Come forse qualcuno di voi saprà, è uscito " a sorpresa" la scorsa settimana il nuovo"self titled" disco di Beyoncé, cioè a dire chesi chiama appunto Beyoncé (lamoda dell'anno, lei arriva buona ultima).
Il disco è uscito, inizialmente, solo su Itunes (non è la prima nemmeno in questo) e viene definito un visual cd poichè ogni canzone è accompagnata da un video (ed in fondo, anche qui, non fa molto di diverso da quello che accade per certi dischi di successo da cui vengono tratti 7-8 video).
Qual'è la novità? Nessuna, tranne che B, dichiara che la sua è una "dichiarazione artistica"-
MI mancava questa dichiarazione...
Sia chiaro, apprezzo Beyoncé, è una cantante dal talento straordinario, anche se talvolta mal indirizzato o mal sfruttato, ma qui mi è scaduta tanto.
Ne ho le scatole piene di musicisti e cantanti che, per darsi un tono e "credibilità artistica" cercano al di fuori di quello che è il loro specifico campo d'attività questa "credibilità". In fondo la musica è un'arte, e quindi un musicista dovrebbe cercare di fare al meglio quello.
Cercare nelle arti visive, o in quelle cinematografiche, o altro una credibilità vuol dire ammettere implicitamente che non se ne ha alcuna nel proprio campo.
Poniamo che un pittore faccia una mostra. può anche abbellirla con una musica di sottofondo, oppure organizzare un ricevimento con cibarie, ma non è per questi elementi esterni che la sua opera andrebbe valutata.
IL punto più ridicolo di questa tendenza è stato Artpop di Lady Gaga (e chi, senno?) che ha urlato al mondo che lei ha omaggiato l'arte del pianeta, che l'arte è nel pop e il pop nell'arte per poi defecare un pessimo disco con una copertina simpatica, ma per nulla artistica.
Andy Warhol, quello vero, fece la cover dei Velvet Underground, ma lui in quel progetto c'era coinvolto, e non è la cover quella che ha fatto la storia. La copertina di London Calling dei Clash, con Paul Simonon che spacca il basso, è quanto di più artistico ci si possa aspettare da una cover, ma Paul Simonon, che era uno studente d'arte, disegnava magliette e pantaloni della band, e quella moda è rimasta per decenni, eppure i Clash non hanno mai preteso di "fare "arte", facevano parlare chitarre e batterie. In Origin of Simmetry, capolavoro dei Muse, ci sono interessanti rappresentazioni grafiche, ma è lamusica quella che lo rende un capolavoro indescrivibile. L'ultimo dei Manic Street Preachers ha bellissimi quadri, ma anche qui, la musica parla per sé.
Il disco di Beyoncé è invece di gran lunga il suo peggiore, poche idee e tutte già sentite.
Poi sul piano commerciale ha fatto, almeno negli USA, il botto.
Però si tratta di marketing, non d'arte, sorry.
Il disco è uscito, inizialmente, solo su Itunes (non è la prima nemmeno in questo) e viene definito un visual cd poichè ogni canzone è accompagnata da un video (ed in fondo, anche qui, non fa molto di diverso da quello che accade per certi dischi di successo da cui vengono tratti 7-8 video).
Qual'è la novità? Nessuna, tranne che B, dichiara che la sua è una "dichiarazione artistica"-
MI mancava questa dichiarazione...
Sia chiaro, apprezzo Beyoncé, è una cantante dal talento straordinario, anche se talvolta mal indirizzato o mal sfruttato, ma qui mi è scaduta tanto.
Ne ho le scatole piene di musicisti e cantanti che, per darsi un tono e "credibilità artistica" cercano al di fuori di quello che è il loro specifico campo d'attività questa "credibilità". In fondo la musica è un'arte, e quindi un musicista dovrebbe cercare di fare al meglio quello.
Cercare nelle arti visive, o in quelle cinematografiche, o altro una credibilità vuol dire ammettere implicitamente che non se ne ha alcuna nel proprio campo.
Poniamo che un pittore faccia una mostra. può anche abbellirla con una musica di sottofondo, oppure organizzare un ricevimento con cibarie, ma non è per questi elementi esterni che la sua opera andrebbe valutata.
IL punto più ridicolo di questa tendenza è stato Artpop di Lady Gaga (e chi, senno?) che ha urlato al mondo che lei ha omaggiato l'arte del pianeta, che l'arte è nel pop e il pop nell'arte per poi defecare un pessimo disco con una copertina simpatica, ma per nulla artistica.
Andy Warhol, quello vero, fece la cover dei Velvet Underground, ma lui in quel progetto c'era coinvolto, e non è la cover quella che ha fatto la storia. La copertina di London Calling dei Clash, con Paul Simonon che spacca il basso, è quanto di più artistico ci si possa aspettare da una cover, ma Paul Simonon, che era uno studente d'arte, disegnava magliette e pantaloni della band, e quella moda è rimasta per decenni, eppure i Clash non hanno mai preteso di "fare "arte", facevano parlare chitarre e batterie. In Origin of Simmetry, capolavoro dei Muse, ci sono interessanti rappresentazioni grafiche, ma è lamusica quella che lo rende un capolavoro indescrivibile. L'ultimo dei Manic Street Preachers ha bellissimi quadri, ma anche qui, la musica parla per sé.
Il disco di Beyoncé è invece di gran lunga il suo peggiore, poche idee e tutte già sentite.
Poi sul piano commerciale ha fatto, almeno negli USA, il botto.
Però si tratta di marketing, non d'arte, sorry.
giovedì 26 dicembre 2013
Recensioni. Gabriella Cilmi The Sting
Gabriella Cilmi – The
Sting
Finalmente è uscito il terzo disco di Gabriella Cilmi, che a
soli 16 anni aveva stupito il mondo con il singolo Sweet about me ed un
conseguente straordinario disco di debutto Lessons to be learned.
A questo era seguito l’abbastanza deludente “Ten”, disco
orientato verso la dance e l’electro-pop, non del tutto disprezzabile, ma certo
lontano dalle vere passioni musicali e dalle ispirazioni di
Gabriella.Liberatasi dal contratto con la Universal, Gabriella ha fatto la scelta
coraggiosa di autogestirisi immagine e musica, ed ha realizzato questo
ambizioso disco.
Disco che, devo dire, non trovo completamente riuscito. Se da un lato è apprezzabile
la coerenza ed il coraggio della giovane italo-australiana, e la cura
complessiva nella realizzazione del disco, dall’altro non si può notare come
The Sting soffra di alcune debolezze. Nei suoi momenti migliori (Simmetry. Left
with someone else)il ritmo è pulsante e trascinante e sembra di essere tornati
ai tempi di Lessons o delle cose migliori di Ten; oppure la musica crea
un’atmosfera affascinante in cui il cantato di Gabriella emerge in modo
significativo (Sweeter in History, Don’t look back). Alle volte, però,
soprattutto nella iniziale Highway e nella parte finale del disco, Gabriella si
fa prendere un po’ la mano dal manierismo, sia musicale che canoro, il ritmo
rallenta, la musica scema riducendosi ad un puro tappeto percussivo( Not Sorry)
le canzoni diventano involute e, diciamolo, un po’ noiose, ed il modo di
cantare della bella australiana, basato su toni esageratamente bassi e sussurrati,quasi una specie di sospiro,
diventa lezioso fino alla noia.
Questo non compromette il giudizio complessivamente positivo
sul disco, però mi auguro che in futuro Gabriella torni a sfoggiare la sua
distinta e bella voce senza intellettualismi o manierismi di sorta.
lunedì 23 dicembre 2013
Recensioni: Manic street preachers – Rewind the film
I Manic Street Preachers sono uno dei pochi gruppi che ho
sempre seguito fedelmente, tra gli alti e bassi della loro carriera musicale, e
che reputo un gruppo decisamente sottovalutato da critica e pubblico a favore
di gruppi decisamente meno dotati sul piano artistico e creativo.
Questo disco segna una sorta di seconda rinascita del
gruppo. La prima è quella che avvenne con il disco Everything must go nel 1996,
in cui il gruppo volle proseguire dopo l’improvvisa scomparsa del
chitarrista-compositore-poeta Richey Edwards. Da allora gli MSP misero da parte
il loro armamentario punk e provocatorio per dirigersi verso lidi più pop, che
hanno toccato il loro vertice espressivo con Know your Enemy del 2001 e Save
the Tiger del 2007. Da allora un paio di prove più manieriste che convinte facevano
pensare che il gruppo vivesse ormai in un limbo musicale, in attesa di essere
riposto nel solaio del rock per poi venire riciclato ogni tanti anni.
Questo disco è la smentita di tutto questo. Difficile descrivere la musica
che è contenuta ma si può dire che molte canzoni hanno una impostazione folk(This sullen Welsh Heart ,4
Lonely Roads), ma questa si trasforma in arrangiamenti strumentali sontuosi
come in Rewind The Film o la monumentale 30 Year War o danno sfogo alla propria
creatività con la strumentale Manorbier, mischiano rock ed elettronica in Tokio
Skyline. Ma non si pensi ad un disco pretenzioso, il lato pop del gruppo emerge
potente in canzone macchiate di soul come Show me the Wonder o l’anti-inno di Anthem
for a lost a cause o ancora As Holy as the Soil, dove l’ombra dei Fabolous Four
si affaccia prepotente, mentre qualcosa dei vecchi Manics sia ritrova in 3 ways
to see despair.
Insostanza sicuramente uno dei loro migliori dischi in
assoluto e credo tra i migliori e più significativi usciti quest’anno.
venerdì 20 dicembre 2013
The Boomtown Rats - Someone's Looking At You
I Boomtown Rats sono un gruppo irlandese Punk-New Wave formatosi a Dublino nel 1975. Aderirono inconsapevolmente al movimento punk, pur rimanendone orgogliosamente ai margini, Difatti la loro musica, seppure punk per schiettezza ed immediatezza, era decisamente più "Pop" di quella della maggior parte dei gruppi punk allora in voga. I loro primi tre dischi sono dei veri gioiellini, poi diventarono forse troppo pop e persero un po' il filo della matassa. Il loro leader, Bob Geldof, passò alla storia come organizzatore di Bandaids, la grande iniziativa benefica che coinvolse tutte le popstar e rockstar dell'epoca. e che culminò nel grande concerto del luglio 1985.
Poi preoseguì con una dignitosa carriera solista.
I Boomtown Rats, rimangono uno dei gruppi sottovalutati degli anni 80, come dimostra questa loro splendida canzone tratto dall'album "The fine art of Surfacing" del 1979.
giovedì 19 dicembre 2013
recensioni : John Mayer –Paradise Valley
Sesto disco in
studio di John Mayer, che si destreggia tra atmosfere country e chitarre
dolcemente blues, Paradise Valley è un disco molto gradevole all’ascolto,
oserei dire un disco di easy listening, eppure ascoltandolo bene si notano
molte sottigliezze strumentali. Dalla ritmata ed allegra Wildfire attraverso ballate
più riflessive come I will be Found o Badge and gun, John Mayer riesce ad
intrattenere l’ascoltatore senza mai annoiare. Tutte le canzoni sono scritte da
John Mayer tranne “Call Me The Breeze” cover di un brano di JJ Cale, e Who You
Love, scritta e cantata insieme a Katy Perry, fidanzata di John. L’altro duetto
del disco è Wildfire (non è la
canzone di apertura) con Frank Ocean. IL brano più bello è proprio il duetto
con Katy Perry, le voci dei due si completano alla perfezione, e la voce di
Katy è veramente bellissima, direi una bella coppia anche artisticamente. Altri
pezzi che mi sembrano particolarmente riusciti la già citata call me the Breeze
e On The way home, ma quasi tutti i pezzi sono soddisfacenti.
martedì 3 dicembre 2013
Video: Paramore- Daydreaming
I Paramore hanno sfornato uno dei più bei dischi dell'anno: il loro autointitolato cd (sembra una moda quest'anno) è frizzante, innovativo, mai noioso e profondo al tempo stesso. Questa è una delle canzoni più catchy del disco, con le sue melodie a metà fra i Cranberries ed i mitici Blondie.
Il video in sé per sé non è un granchè, ma ci ricorda che razza di fantastico animale da palcoscenico sia Hayley Williams
mercoledì 27 novembre 2013
Joe Jackson - One More Time
Joe Jackson Ha attraversato più di 30 anni di carriera musicale, tra alti e bassi, passando con disinvoltura fra i generi più disparati, dalgli esordi New Wave dove mischiava sapientamente Reggae e rock, al Jazz, suo primo e grande amore, al pop di classe, ed ancora al rock, alla sperimentazione, alle colonne sonore di film fino a ritornare ai suoi primi amori, ovvero jazz e rock. Qui lo vediamo in piena era "new Wave" con One More Time, rock energetico e di prima classe.
martedì 26 novembre 2013
Manic Street Preachers - Anthem for a Lost Cause
Gallesi, i MSP non hanno mai tradito né le loro idee socialiste e libertarie, né la loro terra ed il loro popolo. Tornano su uno dei più importanti avvenimenti sociali degli ultimi 30 anni, lo sciopero che i minatori gallesi intrapresero, venendo sconfitti, contro la politica antisindacale di Margaret Thatcher.
Il video illustra la durezza della lotta senza retorica, ma con molta dolcezza, mischiando intelligentemente personale e politico, ed il titolo non nasconde la realtà della sconfitta storica per il movimento sindacale ed operaio non solo inglese. Ma rivendica con orgoglio e lucidità che certe battaglie vanno combattute, anche se si sa che sono cause perse, perché la vittoria non sta nel vincere, ma nell'affermare la propria dignità, nel rimanere a testa alta qualsiasi cosa accada.
martedì 19 novembre 2013
Recensioni: Diane Birch - Speak a Little Louder
Diane si era segnalata quattro anni fa con un interessante e
piacevole lavoro, che riprendeva la musica west coast degli anni 70 sporcandola
leggermente di accenni soul e Rithm&Blues, intitolato The Bible Belt, con
la quale si era fatta conoscere ed apprezzare dalla critica e dal pubblico più
attento.
Ora torna con questo nuovo Cd, che riconferma e, se
possibile, rafforza le impressioni positive del primo album. A differenza di
molte altre sue colleghe della scena “indie” o “alternative” Diane non indulge
arrogantemente in atteggiamenti musicalmente elitari, ma lavora sulla materia
della musica pop senza inutili e falsi snobismi, riuscendo a coniugare qualità
e raffinatezza della composizione con una vena pop che rende estremamente
gradevoli materiali sonori che sarebbero altrimenti ostici.
Così nel disco troviamo brani come Lighthouse, dalle cadenze
sofficemente electro-pop, non troppo dissimili dagli ultimi lavori di Ellie
Goulding o Katy Perry, o All The
Love You got un brano splendidamente
pop, si accompagnano a pezzi come Superstars o Play It On, basati sul
pianoforte e sull’ottima vocalità di Diane, mentre brani comi Pretty in pain ,
Diamonds in the Dust e Hold on a little Longer si riallacciano alle sonorità
del primo disco, ma c’è spazio per pezzi come Love and War e la splendida
Frozen Over che trasudano di Soul e RnB da tutti i pori.
Ci troviamo quindi di fronte ad un disco di assoluto
livello, variegato e piacevole, un disco che non riesco a smettere di
ascoltare, nonostante altri ottimi dischi da me comprati, e ritengo il miglior
disco dell’anno fino ad oggi, Straconsigliato.
sabato 9 novembre 2013
Recensione di Avril Lavigne
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Pensavo, o meglio temevo, che Avril avrebbe cercato il
successo facile, oppure che si sarebbe ripiegato su se stessa mettendosi a
scimmiottare il proprio passato. Per fortuna il disco ha fugato questi timori,
e presenta una Avril Lavigne rinata, che propone un nuovo lato di se stessa
senza però tradire il suo passato e le sue caratteristiche.
Quinto disco della cantautrice e rocker canadese. Arrivando
dopo un disco come Goodbye Lullabye, molto coraggioso e molto bello, ma anche poco compreso, si presentava come
un disco difficile.
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Il disco inizia con Rock’n Roll un pezzo di Power Pop alla
Joan Jett che omaggia la vita ribelle e l’anticonformismo, con un ritornello
irresistibile ed un rude assolo di chitarra.
Here’s to Never Growing Up è una dichiarazione di intenti,
la voglia di non crescere mai, e omaggia chiaramente la sua prima hit Complicated.
17 è un pezzo nostalgico che parla di amori adolescenziali,
un poco stile The One that Got Away di Katy Perry, ma con un ritmo più
sostenuto ed un arrangiamento migliore
Bitchin Summer è un pezzo che sembra uscito da Let Go, altro
pezzo adolescenziale ed estivo,
Il trittico successivo è veramente di altissimo livello ed
inizia con Let Me Go, duetto con il cantante dei Nickelback, nonché neomarito
Chad Kroeger, una ballata possente e romantica, le voci di Avril e Chad si
fondono alla perfezione dando luogo ad una delle canzoni migliori dell’album.La
track successiva intitolata Give you What you Like è ancora più intimista, è una tenue
ballata, dagli accenti tra il country ed il psichedelico, la voce di Avril è
splendida e ascoltarla produce dei veri brividi.Non si fa tempo a tirare il
fiato che la voce profonda di Marylin Manson ci introduce a Bad Girl, il pezzo
più rock dell’album, ancora più trascinante di RocknRoll in cui la voce di
Avril sorretta da chitarre elettriche ci trasporta in una sorta di viaggio
infernale. Irresistibile!
La track successiva intitolata Hello Kitty ci sorpende ancora, seppure non in senso
totalmente positivo. Difatti è una stravagante excursus nella musica
techno/elettronica, un misto fra Kesha e PSY. Divertente ma dopo un paio di
minuti annoia.Il disco riprende quota con You aint seen Nothin Yet, un pezzo
pop/rock veloce e spensierato anche qui con un ritornello fantastico.
Meno convincente Sippin On Sunshine, altra summer songs che
scorre senza particolari emozioni.
Dopo un paio di passaggi a vuoto però il disco si risolleva
con un’altra tripletta.
La prima canzone della serie è Hello Heartache, che si apre con un
insolito coro, che ricorda quasi le colonne sonore dei film italiani anni 70
(c’è da scommetterci che piacerà a Quentin Tarantino) e prosegue con una
ritmica abbastanza veloce, per poi variare diverse volte nel ritmo e
nell’intensità. Veramente sorprendente.
Falling Fast è una canzone stile la Alanis Morrisette di
Jagged Little Pill splendidamente interpretata da Avril.
Il disco si chiude degnamente con Hush Hush, altra
bellissima ballata di pianoforte
In definitiva è un disco che non delude,e come i precedenti
lavori di Avril è un eccellente disco, anche se gli manca qualcosa ancora per
essere un capolavoro. Penso che un pezzo rock in più al posto di qualche summer
songs sarebbe stato meglio, e mi chiedo per quale ragione preferire una
stravaganza come Hello Kitty alla preannunciata Fly, una ballata a cui pare
Avril tenesse molto.
I pregi però sono molti di più, è un disco molto più vario
dei dischi precedenti, che soffrivano tutti (con l’eccezione di Let GO) di una
certa monocromaticità.
Ci sono almeno 4-5 canzoni che meritano di entrare in una
top ten delle migliori canzoni di Avril, la produzione è pressoché perfetta ed
alcune cose (la parte finale di Let Me GO, l’attacco di Bad Girl, la intro di
Hello Heartache) sono geniali. Infine Avril dimostra di essere una cantante coi
fiocchi, passando da un genere all’altro e dando spessore con la sua voce,
capace di passare dagli acuti più alti
e “rock”a toni bassi e intimisti con supefacente disinvoltura, alla sua
musica.
Forse questo disco non andrà in vetta alle classifiche, di
certo è destinato a rimanere a lungo nei nostri cuori.
lunedì 28 ottobre 2013
In memoria di Lou Reed
Come credo saprete tutti, ieri è morto Lou Reed.
Si sono sprecate pagine di giornali con sopra il solito banale titolo "Lou Reed il poeta del rock".
Banalizzazioni, ovvietà...
Penso che Lou Reed sia uno che il rock lo abbia vissuto, sulla sua pelle, sul suo viso. Le sue rughe erano una cartina geografica, erano una specie di viaggio nelle emozioni, nelle delusioni, nelle speranze, nelle passioni e pure nella mancanza di passione. Lou Reed non era un raffinato intellettuale come lo vogliono far passare, Lou era quello che diceva" un accordo è buono, due sono meglio, tre è Jazz". Lou aveva un cuore Rock'n Roll.
E il resto è noia....
Si sono sprecate pagine di giornali con sopra il solito banale titolo "Lou Reed il poeta del rock".
Banalizzazioni, ovvietà...
Penso che Lou Reed sia uno che il rock lo abbia vissuto, sulla sua pelle, sul suo viso. Le sue rughe erano una cartina geografica, erano una specie di viaggio nelle emozioni, nelle delusioni, nelle speranze, nelle passioni e pure nella mancanza di passione. Lou Reed non era un raffinato intellettuale come lo vogliono far passare, Lou era quello che diceva" un accordo è buono, due sono meglio, tre è Jazz". Lou aveva un cuore Rock'n Roll.
E il resto è noia....
domenica 27 ottobre 2013
recensioni: Katy Perry- Prism
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Tutto il disco è pervaso dalla voglia di esprimere i propri
pensieri ed aspirazioni, e l’idea principale è quella di fare entrare i
sentimenti negativi per trasformarli in qualcosa di positivo come in un prisma,
un caleidoscopio musicale di emozioni e stili diversi.
Analizzerò in breve le canzoni
1)Roar: canzone straconosciuta: un bel pezzo pop-rock di
rivendicazione della propria autostima.
2)Legendary Lovers: un pezzo sognante che si accende in un ritornello pop-rock sostenuto che si unisce a percussioni che odorano di ritmo latino
3)Birthday: Un pezzo di Rithm & Blues come non se ne
sentiva da parecchi anni, molto gradevole
4)Walking on Air: pezzo dance, carino, un poco assomigliante
a Waiting for tonight di Jennifer Lopez ma non particolarmente interessante
5)Unconditionally: un pezzo di grandissima presa emotiva che
racconta l’amore, inteso nella sua accezione più varia e vera come accettazione totale dell’altra persona, un pezzo che
richiama i primissimi pezzi di Katy, dove la cantante californiana si strappa
letteralmente l’anima dal petto e la offre all’ascoltatore. Semplicemente
magnifico, il miglior pezzo dell'album e forse il suo in assoluto
6)Dark Horse: UN pezzo dove si mischiano tipiche cadenze
dell’Hip/hop con soluzioni musicali di tipo più sognante, creando un contrasto
molto interessante
7)This is How we do: l’unico pezzo che onestamente non mi
piace, alquanto inutile
8)International Smile: Pezzo ritmato e veloce basato su un
basso pervasivo dedicato a Mia Moretti. Sfizioso
9)Ghost: atmosfere più soul che poi si accendono in un
ritornello molto orecchiabile per questo brano che parla di amori svaniti come
fantasmi.
10)Love Me: brano dalle atmosfere ancora delicate, in cui le
percussioni sono usate in modo da accompagnare la voce evocativa di Katy in un
viaggio sentimentale
11)This Moment: brano caratterizzato da una forte batteria
elettronica e da tastiere, che ricorda un po’ gli Eurithmics, un pezzo che
migliora con gli ascolti, come molti altri
12) Double Rainbow Pezzo coscritto con Sia Furler, ancora
caratterizzato da atmosfere soffuse, ancora più introspettivo dei precedenti,
altro pezzo chemigliora con gli ascolti
13) By The Grace of God: l’altro vertice del disco insieme
alla già citata Unconditionally, un pianoforte e la voce di Katy per raccontare
la risalita di Katy dall’abisso della depressione nella quale era precipatata
dopo la fine della sua relazione
matrimoniale. Bella fino alle lacrime e Katy dà un’interpetazione magistrale
14) Spiritual: pezzo coscritto con il neofidanzato John
Mayer. Molto diversa dal duetto che si trova sul disco di John, e sinceramente
un po’ deludente, anche se si fa ascoltare.
15) It Take sTwo, canzone scritta insieme ad Emily Sandè è
forse quella che ricorda di più l’epoca di One of The Boys o le canzoni del suo primo periodo
16) Choice your Battles. Altra canzone scritta con Gregg
Wells, ed altra canzone di impatto emotivo, basato su un tessuto percussiovo che ipnotizza l'ascoltatore 8
Alla fine un lavoro dove Katy dimostra di essere maturata
come donna ed artista, anche se non privo di difetti e contraddizioni, ma
comunque la riconferma come non una semplice popstar, ma come un’artista sempre
più conscia del proprio valore.
Voto 8,5
giovedì 24 ottobre 2013
Ketevan: recensione del disco di Katie Melua
Katie Melua : Ketevan
Sesto disco in studio per la cantante e compositrice di
origine Georgiana.
I disco precedente, Secret Symphonies, mi aveva
entusiasmato, ed è con grande interesse che ho ascoltato questo suo ultimo
lavoro. Dalle anticipazioni che erano state fatte trapelare sembrava un’altra
ottima, prova, e a conti fatti non ne sono deluso- Il disco segue, grossomodo,
l’impostazione del precedente disco, con qualche variazione. Katie aveva
sottolineato un suo maggior approccio rock, ma a conti fatti credo si tratti di
una esagerazione. C’è qualche pezzo un po’ più ritmato, direi blues, ma certo
non rock. Secret Symphonies mi era piaciuto perché era riuscito nell’intento di
fare un disco musicalmente complesso ma molto orecchiabile. Diciamo che in
questo disco la cosa riesce meno bene. Alcuni pezzi risultano un tantino
pesanti all’ascolto, e questo è diciamo il difetto maggiore, visto che per il
resto il disco risulta molto accurato, gradevole, e Katie dimostra ancora di
più le sue eccellenti doti vocali. Tra i pezzi si segnalano Love is a Silent
Thief, con un giro di basso blues, Shiver and Shame, il pezzo più rock-blues del
disco, e le ballate acustiche The Love i’m Frightened e Where does the Ocean Go?
Un disco che ben rappresenta la musica di Katie, che ne
esalta la bravura vocale, e che si situa degnamente nella sua discografia. 8,5
lunedì 14 ottobre 2013
Recensioni: Sheryl Crow : Feels Like Home
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Ottavo disco in studio della bella Sheryl. e ancora una
volta la cantautrice del Missouri non delude.
Il disco ha un certo sapore country, ma è anche sorretto da
una robusta vena rock che lo porta ad assomigliare ai primi lavori, e questo è
certamente un bene. Sheryl Crow è invecchiata, come tutti,ma è invecchiata
bene, sia dal punto di vista della musica che dei testi. Se la musica varia da
ballate lievemente country (Give it to me, Waterproof Mascara) a pezzi più rock
(Shotgun, Call me when I’m Lonely) o a canzoni come Easy che richiamano lo stile
rock/country dei primi dischi, i testi affrontanto temi personali ma con un
occhio, spesso ironico e disincantato, sul reale. Così in Crazy Ain’t original
Sheryl prende atto che ogni forma di trasgressione è stata fagocitata in un
conformismo che la rende banale e patetica “Entrare ed uscire dalla
riabilitazione non è la vergogna che era un tempo…e tutte quelle nonne con le
loro plastiche cosmetiche che fanno il loro meglio per far sembrare che stiano
ancora al liceo…tutte le cose che puoi pensare sono già state fatte prima, la
pazzia non è più originale”. Oppure in Nobody’s business, in cui rivendica il
diritto alla privacy in tempi di gossip e social network, o ancora in Best of times,
dove sbeffeggia la globalizzazione ed il cosmopolitismo forzato e limitato alle
sole merci.
Ci sono anche dei piccoli ritratti di persone, come in Home
coming Queen dedicata ad una ex reginetta di bellezza e al passare ineluttabile
del tempo. Mentre Home Sick e Stay at home mother sono due dolci e toccanti
ballate che chiudono degnamente un ottimo disco
Voto 8,5
domenica 13 ottobre 2013
Pretty Reckless - Since You're Gone Live
Ed ecco i Pretty Reckless il gruppo capitanato dalla bellissima Taylor Mommsen live con Since You're Gone eseguita durante un recentissimo concerto a Los Angeles. tra non molto dovrebeb uscire il loro nuovo album
giovedì 10 ottobre 2013
Kings of Leon - Supersoaker
Ultimo singolo dei KOL, tratto dal nuovo cd Mechanical Bull, ritorno dopo la crisi ed il travaglio degli ultimi anni.
sabato 5 ottobre 2013
Diane Birch - All The Love You Got
Diane Birch, nata il 24 Gennaio 1983 nel Michigan, è una delle voci più interessanti dell'attuale panorama musicale internazionale. Scoperta da Prince nel 2006, Diane ha sempre dimostrato un grabde amore per la musica soul ma sopratutto per la musica della West Coast e songwriter come Carole King, Cat Stevens, Kackson Browne. Segnalatasi all'attenzione di critica e pubblico nel 2009 con The Bible Belt, torna oggi, dopo quattro anni di quasi silenzio, rotto solo dalla pubblicazione dell'EP The Velveteen Age con un nuovo lavoro, anticipato da un paio di canzoni a cui si aggiunge questa All The Love You Got, che sembra promettere molto bene per il nuovo disco in uscita a breve
domenica 15 settembre 2013
Placebo - Loud Like Love
I Placebo sono un terzetto inglese che ha in qualche modo riportato in auge certe atmosfere del glam-rock anni 70, senza esserne una semplice fotocopia sbiadita.
Ritornano dopo qualche tempo con un singolo e relativo Cd entrambi titolati Loud Like Love, che si preannunciano nel solco della loro tradizione, quindi un rock lirico ed emozionale, e dal singolo e dai primi ascolti delle preview mi sembra piuttosto riuscito
Ritornano dopo qualche tempo con un singolo e relativo Cd entrambi titolati Loud Like Love, che si preannunciano nel solco della loro tradizione, quindi un rock lirico ed emozionale, e dal singolo e dai primi ascolti delle preview mi sembra piuttosto riuscito
venerdì 13 settembre 2013
Manic Street Preachers - Show me the Wonder
I Manic Street Preachers sono un gruppo che amo/odio, ma da cui non riesco a staccarmi.
I loro primi tre dischi sono stati per me qualcosa di incredibile, e anche se poi hanno avuto alti (molti) e bassi (qualcuno) rimangono una delle band più interessanti del mondo.
Certo, adesso non hanno più quelle carica provocatoria e punk degli inizi, sono molto più pop, però alle volte sanno ancora graffiare o tirare fuori delle squisitezze, come questa canzone, che sembra più che una canzone una fetta di quelle torte al cioccolato che solo i britannici (loro sono gallesi) sanno fare. e con una bella tazza di thé (o una birra dolce se preferite) sono perfette.
I loro primi tre dischi sono stati per me qualcosa di incredibile, e anche se poi hanno avuto alti (molti) e bassi (qualcuno) rimangono una delle band più interessanti del mondo.
Certo, adesso non hanno più quelle carica provocatoria e punk degli inizi, sono molto più pop, però alle volte sanno ancora graffiare o tirare fuori delle squisitezze, come questa canzone, che sembra più che una canzone una fetta di quelle torte al cioccolato che solo i britannici (loro sono gallesi) sanno fare. e con una bella tazza di thé (o una birra dolce se preferite) sono perfette.
giovedì 12 settembre 2013
Sheryl Crow, nuovo singolo ed album
Sheryl Crow, una della cantautrici più brave e famose degli anni 90 (diciamo pure la più brava, Alanis Morrissette permettendo) torna dopo un paio di anni con un nuovo album.
La canzone si chiama Callin' me whem I'm Lonely, ed è tratta dal cd Feels like Home, composto da 12 tracce.
Non vi sono particolari novità di suono, forse pare tornata ad una veste un po' più rock rispetto alle ultime canzoni più influenzate dal country. D'altro canto non si vede perché cambiare quando gli abiti musicali che si indossano si adattano perfettamente alla propria voce e personalità
ed ecco Callin me when I'm lonely Live
La canzone si chiama Callin' me whem I'm Lonely, ed è tratta dal cd Feels like Home, composto da 12 tracce.
Non vi sono particolari novità di suono, forse pare tornata ad una veste un po' più rock rispetto alle ultime canzoni più influenzate dal country. D'altro canto non si vede perché cambiare quando gli abiti musicali che si indossano si adattano perfettamente alla propria voce e personalità
ed ecco Callin me when I'm lonely Live
sabato 7 settembre 2013
Katie Melua. teaser di presentazione di "Ketevan" il nuovo album
Katie Melua è una delle cantanti più brave e raffinate dell'intero panorama musicale. Le sue canzoni spaziano da generi sofisticati come il jazz o la musica sinfonica, arrivando al blues, al rock, al pop. Ha una voce perfetta, priva di sbavature, capace di coprire un ampia gamma di note e toni, mancante magari nella potenza, ma adattissima al tipo di musica che fa. In questo lungo teaser presenta il nuovo disco Ketevan, che mi pare avere tutte le carte in regola per essere uno dei suoi migliori dischi ed un appuntamento da non mancare.
lunedì 26 agosto 2013
Avril Lavigne difende il Rock'n Roll nel suo ultimo video
Il nuovo singolo di Avril Lavigne si chiama Rock'n Rol e noi di It's only rock'n roll non potremmo essere più contenti. Primo perché Avril ci piace, anzi la adoriamo e la consideriamo une delle poche artiste che nel suo ambito (genericamente considerato Pop) vada rispettata, avendo avuto le palle di andare contro la sua casa discografica nella realizzazione di quel piccolo (e misconosciuto) capolavoro che si chiama Goodbye Lullaby (ok il singolo What the Hell e relativo video non erano sto granché, ma erano il prezzo da pagare per poter pubblicare il cd così come era stato concepito dalla cantautrice canadese), perchè ha un volto pulito, perché dedica il suo tempo libero alla sua fondazione che aiuta ragazzi disabili, perchè ha uno spirito rock indomabile che la porta pure a sposare musicisti rock (Chad Kroeger dei Nickelback dopo Derrick Wibley dei SUM41).
In secondo perchè finalmente sentiamo una canzone con il titolo Rock'nRoll e che esalta lo spirito del rock'n roll dopo tante smenazzate pop, world, cantautorali, e sopratutto pseudo rap (pseudo rap, i Public Enemy erano ben altro dai patetici rapper nostrani.
La musica deriva abbastanza chiaramente da quell'altro inno che fu "I love Rock'nRoll" originariamente scritto dal gruppo The Arrows nel 1975 e poi portato al successo nel 1982 da Joan Jett. La canzone è una rivendicazione dello spirito del rock, del fregarsene del giudizio altrui, delle mode, ed essere liberi.
Allo stesso modo il video che lo illustra è controcorrente, folle, fumettistico e deliberatamente "demenziale". Liberamente ispirato alle striscie di Tank Girl (da cui fu tratto un film con Naomi Watts e Lory Petty nella parte di Tank Girl) ci mostra una Avril intenta a combattere contro una specie di mostro che rappresenta il nemico del rock. Divertente e spensierato è il video più originale e riuscito di Avril Lavigne e si mangia a colazione quella tamarrata pretenziosa di Applause di Lady Gaga, vuoto e involontariamente comico.
Quindi godiamoci questo spensierato inno al rock'n roll sperando che un suo successo riporti nelle radio e nelle classifiche la musica che fu dei Beatles, dei Clash e Dei Ramones.
In secondo perchè finalmente sentiamo una canzone con il titolo Rock'nRoll e che esalta lo spirito del rock'n roll dopo tante smenazzate pop, world, cantautorali, e sopratutto pseudo rap (pseudo rap, i Public Enemy erano ben altro dai patetici rapper nostrani.
La musica deriva abbastanza chiaramente da quell'altro inno che fu "I love Rock'nRoll" originariamente scritto dal gruppo The Arrows nel 1975 e poi portato al successo nel 1982 da Joan Jett. La canzone è una rivendicazione dello spirito del rock, del fregarsene del giudizio altrui, delle mode, ed essere liberi.
Allo stesso modo il video che lo illustra è controcorrente, folle, fumettistico e deliberatamente "demenziale". Liberamente ispirato alle striscie di Tank Girl (da cui fu tratto un film con Naomi Watts e Lory Petty nella parte di Tank Girl) ci mostra una Avril intenta a combattere contro una specie di mostro che rappresenta il nemico del rock. Divertente e spensierato è il video più originale e riuscito di Avril Lavigne e si mangia a colazione quella tamarrata pretenziosa di Applause di Lady Gaga, vuoto e involontariamente comico.
Quindi godiamoci questo spensierato inno al rock'n roll sperando che un suo successo riporti nelle radio e nelle classifiche la musica che fu dei Beatles, dei Clash e Dei Ramones.
mercoledì 31 luglio 2013
Sara Bareilles - Brave
Sara Bareilles è una brava quanto poco conosciuta cantautrice californiana che ha fatto uscire da poco un nuovo album intitolato The Blessed Unrest che si è piazzato in seconda posizione nella billboard 200, ignorato invece nel resto del mondo. Peccato che il mondo la ignori, ha una bella voce, fa della musica discretamente orginale ed orecchiabile e testi intelligenti, come in questa Brave che parla del coraggio di dire ciò che si pensa e in cui si crede.
venerdì 26 luglio 2013
Recensioni: Billy Bragg - Tooth and Nail
Tooth and Nail è il nuovo disco di Billy Bragg: registrato in soli cinque giorni nello studio di registrazione di Joe Henry da una band formata da Jay Bellerose alla batteria e percussioni, Greg Leisz alle chitarre, mandolino, Dobro e strumenti a corde, David Pith al basso Patrick Warren alle tastiere ed organo, oltre che Billy alla voce ed alla chitarra e prodotto da Joe Henry,
Il disco inizia con la intima January song,prosegue poi con la più ritmata No One Knows Nothing Anymore in cui Billy punta li dito sulla attuale ideologia economicista, che spiega tutto con l'economia senza in reatà spiegare nulla e far comprendere nulla.
-Cosa succede se i mercati crollano?
Se i numeri non crescono?
cosa succede se non c'è nulla,nessun vaso d'oro da trovare? solo ciechi che guidano altri ciechi?-
Handyman Blues è un pezzo che odora di un leggero sapore di blues in cui Billy spiega alla sua amata che è bravo a scrivere canzoni e poesie ma molto meno coi lavori domestici.
I ain't got no Home è una sorta di proseguimento di Mermaid Avenue, si tratta infatti di un pezzo di Woody Guthrie che parla di solitudine e povertà, e Bllly rende in modo assolutamente magnifico l'atmosfera triste ma non rassegnata del brano del grande autore folk americano.
Swallow my pride è una accorata canzone dove Billy fa ammenda dei suoi peccati verso la propria donna.
Do Unto Others è un'altro pezzo in bilico fra folk e blues che cita la bibbia ed il passaggio " tratta gli altri come vorresti che trattassero te"
"Troppa gente che vuol primeggiare e non si cura dei danni che procura agli altri"
Over You, il cui testo per la prima volta non è scritto da Billy ma si deve a Joe Henry,torna a musicalità più sostenute, sempre macchiate di blues
Goodbye goodbye è una canzone di addio splendida e toccante al tempo.
There will Be a Reckoning è il pezzo più rock dell'album ed il mio preferito, batteria e chitarre con l'intervento delle tastiere costruiscono un'atmosfera epica che esplode nel ritornello, il testo è una presa di posizione contro le intolleranze e la diffidenza che caratterizzano la vita moderna.
Più pacata e blandamente blues Chasing Rainbows
Your Name on My Tongue è caratterizzata dal pianoforte e da una batteria molto vivace
Tomorrow's going to be a better day chiude il disco con atmosfere più rilassate ed ottimiste.
Dopo 30 anni deal suo esordio con Life's a riot… Billy è sempre lo stesso, il cantore allo stesso tempo di storie molto personali e di speranze e ideali molto più generali e condivisi, che riesce a far coincidere con molto buon senso, molta abilità musicale ed un pizzico di humour.
Insomma imperdibile come sempre.
martedì 23 luglio 2013
Avril Lavigne, come non crescere mai (e per fortuna!)
Here's to Never Growing Up!, singolo uscito ad aprile di Avril Lavigne, è una canzone meno superficiale di quel che può sembrare. Dietro all'atteggiamento da Peter Pan in gonnella del rock, il look sbarazzino che cita chiaramente quello del folgorante esordio di Complicated, c'è la voglia di una ragazza ormai donna di 28 anni di non arrendersi al passare del tempo ma soprattutto la voglia di non invecchiare mai, di sperimentare sempre qualcosa di nuovo, di prendere la vita con quel tanto di spensieratezza ed incoscienza che sono necessari sempre, ancora più necessari col trascorrere del tempo, il non perdere mai quella voglia di divertirsi e di dire "affanculo al mondo, affanculo ai problemi viviamo il nostro tempo qui ed adesso!"
Che è poi quello che vorremmo dire tutti noi, almeno noi che non pensiamo di avere già un piede nella fossa.
e quindi..Here's to Never Growing up!"
Che è poi quello che vorremmo dire tutti noi, almeno noi che non pensiamo di avere già un piede nella fossa.
e quindi..Here's to Never Growing up!"
Il ritorno di Gabriella Cilmi
Gabriella Cilmi, classe 1991, australiana di orgini decisamente italiane, stupì il mondo nel 2008 con un esordio di quelli indimenticabili. Lessons to be learned è infatti uno di quei dischi che non possono lasciare indifferenti, non solo per la giovanissima età dell'autrice, ma anche per il talento e la passione che lo caratterizzavano. Un mix di soul, pop, rock, blues con sfumature jazz e new wave, ed una bella e promettente voce a contornare il tutto.Il disco ebbe un discreto successo, soprattutto con il singolo Sweet about me, e venne anche ben accolto dalla critica. Poi, nel 2010, Gabriella tornò con Ten, un disco altrettanto sorprendente, ma in senso più negativo che positivo. In effetti il sottoscritto, come molti altri, rimase stupito dal vedere una dichiarata ammiratrice dei Led Zeppelin e della musica rock dichiarare di amare Gloria Gaynor e Donna Summer e cercare di emularne le gesta musicali. Sebbene il disco fosse abbastanza valido nel suo genere, risultò indigesto a gran parte dei suoi ammiratori, e fallì anche sul piano commerciale, che era poi il verso senso dell'operazione.
Ora, 3 anni dopo, mollata la vecchia casa discografica, evidentemente non immune da colpe, Gabriella ritorna con un nuovo look ed una nuova ed interessante proposta musicale.
Capelli corti, look da Nouvelle Vague francese, e musica adeguatamente sofisticata e "soul" seppure in modo molto moderno. Il primo assaggio è stato Sweeter in History, ed ora, ad anticipare di un paio di mesi l'uscita del Cd, ecco il nuovo singolo e video, chiamato The Sting.
lunedì 15 luglio 2013
It's only rock'n roll sta tornando....
Ebbene sì, dopo 4 anni di stop penso che sia tornato il momento di riattivare questo blog, ho un bel po' di arretrati da smaltire, cose da dire, da fare ascoltare, luoghi comuni da combattere, stay tuned, stay free....
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