Qui si parla di Rockenroll in modo leggero ma, spero, non superficiale. Rockabilly, bluesrock, punk, dark, hard, heavy(poco) funk, jazz, R&B, Ska, folk, grunge, di tutto un pop. Qui non troverete scomuniche a questo o quell'altro, o settarismi degni di qualche setta religiosa od ideologica ma solo spunti per ascoltare, divertirsi o riflettere su ciò che è rockenroll anzi uockenuoll, come direbbe Paola Maugeri. Buon divertimento!
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martedì 28 giugno 2016
La violenza contro la musica : il caso di Christina Grimmie
Qualche giorno fa si è consumata l'ennesima brutale tragedia causata dalla vendita faciel delle armi in USA: un presunto "fan ha ammazzato una giovanissima cantante, Christina Grimmie, una delle partecipanti al popolare show "the Voice".
Voglio essere chiaro , di questo omicidio non è responsabile solo l'esecutore materiale, ma tutto il sistema giudiziario e politico degli USA, un paese che pretende di insegnare agli altri la democrazia ma dovrebbe, molto probabilmente, impararla dagli altri.
Un omicidio che colpisce ancora una volta, dopo i fatti di Parigi del novembre 2015, la musica, i suoi fan, ed i suoi protagonisti.
L'odio e la violenza sono contro la musica perché la musica è un messaggio di unione e pace che travalica i paesi, i continenti, le classi sociali, le divisioni di genere. Per questo i fanatici di tutti i tipi (ripeto di tutti i tipi) la odiano.
Ricordiamo Christina e il suo sogno spezzato con la sua voce, il suo talento, la sua govinezza.
lunedì 3 agosto 2015
Perché comprare i Cd è cosa buona e giusta
Questo manifesto, trovato sulla bacheca di Jello Biafra (ex cantante del gruppo punk dei Dead Kennedys, attore, produttore ed attivista) è assolutamente condivisibile.
Credo che la moda (tale è, e tale va definita) di scaricare illegalmente, abbia rovinato la musica.
Il perché è molto semplice:la musica è un prodotto, costa tempo e soldi imparare a suonare strumenti, o a cantare, chi lo fa compie un investimento. registrare costa soldi e tempo, gli artisti fanno una professione e il loro impegno e la loro professionalità va remunerata. Punto. Paghiamo il caffè, la cioccolata, la coca-cola. la birra, le scarpe i vestiti, i telefonini (che non sono nemmeno indispensabili) Abbiamo i soldi per comprare l'iphone o l'Ipod ma non quelli per comprare le canzoni che ci ascoltiamo con l'Iphone o l'Ipod? ma siamo seri!!
Questa moda di scaricare (perché in Internet si condivide tutto, perché internet si basa sulle informazioni e pretendere un pagamento sarebbe una limitazione delle informazioni e quindi dei diritti, come se scaricare l'ultimo singolo di Britney Spears fosse un diritto...) ha voluto dire una cosa sola: il peggioramento della musica, per il semplice motivo che le grandi case discografiche, vedendo i loro margini di profitto in pericolo, hanno puntato sui nomi e gli stili più sicuri, quindi sulle cose più "commerciali" e banali, mentre le piccole case discografiche non hanno avuto le risorse per investire e sviluppare i talenti giovani. Da questo è quindi dipeso un peggioramento nella quantità e nella qualità delle proposte, che ha investito tutti i settori. Anche nella musica mainstream abbiamo avuto un netto peggioramento basti pensare a quali erano le canzoni di successo fino al 2008 circa e quali sono le attuali. Le case discografiche sono corse ai ripari, hanno promosso leggi restrittive sul download (giustamente) senza ritoccare però la folle politica dei prezzi che ha spianato la strada al download illegale, e hanno creato le piattaforme streaming come spotify. Queste piattaforme servono ad incrementare i guadagni delle case discografiche, allontanando molte persone dal download illegale, maggiormente contrastato e ormai, forse, passato di moda. Però non servono molto agli artisti, che guadagnano pochissimo da queste piattaforme (e personalmente penso che ben abbia fatto Taylor Swift, che ha avuto successo alla faccia di Spotify) e poco servono alla musica poichè non educano il pubblico ad un ascolto attento e informato, ma si basano più sul consumare a spizzichi e e bocconi dettagli di musica, ascoltata in low quality e distrattamente.
Io continuo a pensare che il modo migliore di ascoltare musica sia comprare i cd (o gli LP, se siete appassionati di tale formato che va indubbiamente rispettato e non messo da parte). Leggere i testi, chi ha scritto o arrangiato o prodotto il pezzo, chi suona nel disco etc. E poi a me piace sentire l'odore della carta, avere fra le mani il pezzo, vedere le foto dei booklet e leggere le note, tutto questo ti avvicina alla musica, capisci come è stato realizzato il disco, insomma vivi la musica, non la consumi soltanto. E la fai vivere a tua volta.
Credo che la moda (tale è, e tale va definita) di scaricare illegalmente, abbia rovinato la musica.
Il perché è molto semplice:la musica è un prodotto, costa tempo e soldi imparare a suonare strumenti, o a cantare, chi lo fa compie un investimento. registrare costa soldi e tempo, gli artisti fanno una professione e il loro impegno e la loro professionalità va remunerata. Punto. Paghiamo il caffè, la cioccolata, la coca-cola. la birra, le scarpe i vestiti, i telefonini (che non sono nemmeno indispensabili) Abbiamo i soldi per comprare l'iphone o l'Ipod ma non quelli per comprare le canzoni che ci ascoltiamo con l'Iphone o l'Ipod? ma siamo seri!!
Questa moda di scaricare (perché in Internet si condivide tutto, perché internet si basa sulle informazioni e pretendere un pagamento sarebbe una limitazione delle informazioni e quindi dei diritti, come se scaricare l'ultimo singolo di Britney Spears fosse un diritto...) ha voluto dire una cosa sola: il peggioramento della musica, per il semplice motivo che le grandi case discografiche, vedendo i loro margini di profitto in pericolo, hanno puntato sui nomi e gli stili più sicuri, quindi sulle cose più "commerciali" e banali, mentre le piccole case discografiche non hanno avuto le risorse per investire e sviluppare i talenti giovani. Da questo è quindi dipeso un peggioramento nella quantità e nella qualità delle proposte, che ha investito tutti i settori. Anche nella musica mainstream abbiamo avuto un netto peggioramento basti pensare a quali erano le canzoni di successo fino al 2008 circa e quali sono le attuali. Le case discografiche sono corse ai ripari, hanno promosso leggi restrittive sul download (giustamente) senza ritoccare però la folle politica dei prezzi che ha spianato la strada al download illegale, e hanno creato le piattaforme streaming come spotify. Queste piattaforme servono ad incrementare i guadagni delle case discografiche, allontanando molte persone dal download illegale, maggiormente contrastato e ormai, forse, passato di moda. Però non servono molto agli artisti, che guadagnano pochissimo da queste piattaforme (e personalmente penso che ben abbia fatto Taylor Swift, che ha avuto successo alla faccia di Spotify) e poco servono alla musica poichè non educano il pubblico ad un ascolto attento e informato, ma si basano più sul consumare a spizzichi e e bocconi dettagli di musica, ascoltata in low quality e distrattamente.
Io continuo a pensare che il modo migliore di ascoltare musica sia comprare i cd (o gli LP, se siete appassionati di tale formato che va indubbiamente rispettato e non messo da parte). Leggere i testi, chi ha scritto o arrangiato o prodotto il pezzo, chi suona nel disco etc. E poi a me piace sentire l'odore della carta, avere fra le mani il pezzo, vedere le foto dei booklet e leggere le note, tutto questo ti avvicina alla musica, capisci come è stato realizzato il disco, insomma vivi la musica, non la consumi soltanto. E la fai vivere a tua volta.
martedì 31 dicembre 2013
Il meglio ed il peggio del 2013
Come d'uopo a fine anno anch'io compilo le mie classifiche, ma almeno con la coscienza che queste sono le mie preferenze personali, e limitate a ciò che ho ascoltato per intero, e non per sentito dire, più cià che avrei dovuto ascoltare con più attenzione e mi riprometto di fare nel futuro
andiamo quindi con le classifiche del meglio ed anche del peggio dell'anno
TOP TEN CD
1) Manic Street Preachers -Rewind The Film
2) -Diane Birch -Speak a little Louder
3) Paramore- Paramore
4) Avril Lavigne - Avril Lavigne
5) Queens of the Stone Age -Like Clockwork
6) John mayer -Paradise Valley
7) Sheryl Crow -Feels Like Home
8) Katy Perry - Prism
9) Billy Bragg - Tooth and Nail
10) Billie Joe & Norah Jones - Foreverly
TOP 3 Video
1) Katy Perry - Unconditionally
2) Avril Lavigne - Rock & Roll
3) Mika& Ariana Grande - Popular Song
Worst Cd
Lady gaga - Artpop
Esordio pop più sopravvalutato
Lorde - Pure Heroin
Gruppo rock più sopravvalutato
Arcade Fire
Disco più deludente
Beyoncé -- Beyoncé
Da Ascoltare meglio
Pearl jam, Placebo, Sarah jaffe,
andiamo quindi con le classifiche del meglio ed anche del peggio dell'anno
TOP TEN CD
1) Manic Street Preachers -Rewind The Film
2) -Diane Birch -Speak a little Louder
3) Paramore- Paramore
4) Avril Lavigne - Avril Lavigne
5) Queens of the Stone Age -Like Clockwork
6) John mayer -Paradise Valley
7) Sheryl Crow -Feels Like Home
8) Katy Perry - Prism
9) Billy Bragg - Tooth and Nail
10) Billie Joe & Norah Jones - Foreverly
TOP 3 Video
1) Katy Perry - Unconditionally
2) Avril Lavigne - Rock & Roll
3) Mika& Ariana Grande - Popular Song
Worst Cd
Lady gaga - Artpop
Esordio pop più sopravvalutato
Lorde - Pure Heroin
Gruppo rock più sopravvalutato
Arcade Fire
Disco più deludente
Beyoncé -- Beyoncé
Da Ascoltare meglio
Pearl jam, Placebo, Sarah jaffe,
sabato 28 dicembre 2013
Su "Beyoncè", o di come il pop divori se stesso
Come forse qualcuno di voi saprà, è uscito " a sorpresa" la scorsa settimana il nuovo"self titled" disco di Beyoncé, cioè a dire chesi chiama appunto Beyoncé (lamoda dell'anno, lei arriva buona ultima).
Il disco è uscito, inizialmente, solo su Itunes (non è la prima nemmeno in questo) e viene definito un visual cd poichè ogni canzone è accompagnata da un video (ed in fondo, anche qui, non fa molto di diverso da quello che accade per certi dischi di successo da cui vengono tratti 7-8 video).
Qual'è la novità? Nessuna, tranne che B, dichiara che la sua è una "dichiarazione artistica"-
MI mancava questa dichiarazione...
Sia chiaro, apprezzo Beyoncé, è una cantante dal talento straordinario, anche se talvolta mal indirizzato o mal sfruttato, ma qui mi è scaduta tanto.
Ne ho le scatole piene di musicisti e cantanti che, per darsi un tono e "credibilità artistica" cercano al di fuori di quello che è il loro specifico campo d'attività questa "credibilità". In fondo la musica è un'arte, e quindi un musicista dovrebbe cercare di fare al meglio quello.
Cercare nelle arti visive, o in quelle cinematografiche, o altro una credibilità vuol dire ammettere implicitamente che non se ne ha alcuna nel proprio campo.
Poniamo che un pittore faccia una mostra. può anche abbellirla con una musica di sottofondo, oppure organizzare un ricevimento con cibarie, ma non è per questi elementi esterni che la sua opera andrebbe valutata.
IL punto più ridicolo di questa tendenza è stato Artpop di Lady Gaga (e chi, senno?) che ha urlato al mondo che lei ha omaggiato l'arte del pianeta, che l'arte è nel pop e il pop nell'arte per poi defecare un pessimo disco con una copertina simpatica, ma per nulla artistica.
Andy Warhol, quello vero, fece la cover dei Velvet Underground, ma lui in quel progetto c'era coinvolto, e non è la cover quella che ha fatto la storia. La copertina di London Calling dei Clash, con Paul Simonon che spacca il basso, è quanto di più artistico ci si possa aspettare da una cover, ma Paul Simonon, che era uno studente d'arte, disegnava magliette e pantaloni della band, e quella moda è rimasta per decenni, eppure i Clash non hanno mai preteso di "fare "arte", facevano parlare chitarre e batterie. In Origin of Simmetry, capolavoro dei Muse, ci sono interessanti rappresentazioni grafiche, ma è lamusica quella che lo rende un capolavoro indescrivibile. L'ultimo dei Manic Street Preachers ha bellissimi quadri, ma anche qui, la musica parla per sé.
Il disco di Beyoncé è invece di gran lunga il suo peggiore, poche idee e tutte già sentite.
Poi sul piano commerciale ha fatto, almeno negli USA, il botto.
Però si tratta di marketing, non d'arte, sorry.
Il disco è uscito, inizialmente, solo su Itunes (non è la prima nemmeno in questo) e viene definito un visual cd poichè ogni canzone è accompagnata da un video (ed in fondo, anche qui, non fa molto di diverso da quello che accade per certi dischi di successo da cui vengono tratti 7-8 video).
Qual'è la novità? Nessuna, tranne che B, dichiara che la sua è una "dichiarazione artistica"-
MI mancava questa dichiarazione...
Sia chiaro, apprezzo Beyoncé, è una cantante dal talento straordinario, anche se talvolta mal indirizzato o mal sfruttato, ma qui mi è scaduta tanto.
Ne ho le scatole piene di musicisti e cantanti che, per darsi un tono e "credibilità artistica" cercano al di fuori di quello che è il loro specifico campo d'attività questa "credibilità". In fondo la musica è un'arte, e quindi un musicista dovrebbe cercare di fare al meglio quello.
Cercare nelle arti visive, o in quelle cinematografiche, o altro una credibilità vuol dire ammettere implicitamente che non se ne ha alcuna nel proprio campo.
Poniamo che un pittore faccia una mostra. può anche abbellirla con una musica di sottofondo, oppure organizzare un ricevimento con cibarie, ma non è per questi elementi esterni che la sua opera andrebbe valutata.
IL punto più ridicolo di questa tendenza è stato Artpop di Lady Gaga (e chi, senno?) che ha urlato al mondo che lei ha omaggiato l'arte del pianeta, che l'arte è nel pop e il pop nell'arte per poi defecare un pessimo disco con una copertina simpatica, ma per nulla artistica.
Andy Warhol, quello vero, fece la cover dei Velvet Underground, ma lui in quel progetto c'era coinvolto, e non è la cover quella che ha fatto la storia. La copertina di London Calling dei Clash, con Paul Simonon che spacca il basso, è quanto di più artistico ci si possa aspettare da una cover, ma Paul Simonon, che era uno studente d'arte, disegnava magliette e pantaloni della band, e quella moda è rimasta per decenni, eppure i Clash non hanno mai preteso di "fare "arte", facevano parlare chitarre e batterie. In Origin of Simmetry, capolavoro dei Muse, ci sono interessanti rappresentazioni grafiche, ma è lamusica quella che lo rende un capolavoro indescrivibile. L'ultimo dei Manic Street Preachers ha bellissimi quadri, ma anche qui, la musica parla per sé.
Il disco di Beyoncé è invece di gran lunga il suo peggiore, poche idee e tutte già sentite.
Poi sul piano commerciale ha fatto, almeno negli USA, il botto.
Però si tratta di marketing, non d'arte, sorry.
venerdì 2 gennaio 2009
La top del 2008
Visto che tutti fanno quelle patetiche classifiche di fine anno, mi ci metto pure io.
Naturalmente il parere è soggettivo e condizionato da quello che ho sentito o non sentito durante l'anno.
andiamo
Dischi migliori
1) The Vincent Black Shadow - El monstruo
2) Pink- Funhouse
3) Billy Bragg - Mr Love and Justice
4) Gabriella Cilmi - Lessons to be learned
5) Sheryl Crow - Detour
Singolo
Gabriella cilmi - Sweet about me
Rivelazione internazionale
Gabriella Cilmi
Duetto
Alicia Keys- Joe White - Another Way to die
Video: Paramore - Decode
Rivelazione Italiana
The Niro
Concerto
Bruce Springsteen 25-6 Stadio Meazza, Milano
A proposito del sondaggio di Repubblica: non pretendo che compaiano fra le opzioni TVBS o Billy Bragg, e fors nemmeno i Kooks, ma che non compaiano Sheryl Crow Alanis Morissette e addirittura Pink è veramente ridicolo.
Poi chissà che c'entrano Dido, Duffy e i Tings Tings col rock...
Naturalmente il parere è soggettivo e condizionato da quello che ho sentito o non sentito durante l'anno.
andiamo
Dischi migliori
1) The Vincent Black Shadow - El monstruo
2) Pink- Funhouse
3) Billy Bragg - Mr Love and Justice
4) Gabriella Cilmi - Lessons to be learned
5) Sheryl Crow - Detour
Singolo
Gabriella cilmi - Sweet about me
Rivelazione internazionale
Gabriella Cilmi
Duetto
Alicia Keys- Joe White - Another Way to die
Video: Paramore - Decode
Rivelazione Italiana
The Niro
Concerto
Bruce Springsteen 25-6 Stadio Meazza, Milano
A proposito del sondaggio di Repubblica: non pretendo che compaiano fra le opzioni TVBS o Billy Bragg, e fors nemmeno i Kooks, ma che non compaiano Sheryl Crow Alanis Morissette e addirittura Pink è veramente ridicolo.
Poi chissà che c'entrano Dido, Duffy e i Tings Tings col rock...
domenica 9 novembre 2008
Sui parametri estetici nel mondo del Pop-Rock
Perché diciamo che un dato brano musicale è bello, o di qualità? quali sono i parametri estetici o qualitativi che ci spingono ad affermare un dato giudizio su questo o quell'altro brano o artista.
Spesso questi parametri sono misteriosi, o sono dati dal "sentito dire". Molte persone tendono a fidarsi del parere dei cosidetti esperti, oppure ad affidarsi a quello che va per la maggiore, ovvero il gusto comune, rinunciando a trovare una propria via, un proprio gusto estetico, e a svilupparlo.
Secondo me non c'è invece niente di più bello dello sviluppare una propria idea, un proprio gusto.
MI sono chiesto spesso cosa è che mi piaceva.
Stante il fatto che tutti siamo più o meno influenzati da amici, conoscenze e mass-media, che molte scelte sono casuali, e che quindi non esiste nulla di oggettivo (non stiamo parlando di scienza!)alcuni parametri possono essere trovati.
Generalmente considero come riuscite le canzoni orecchiabili, fatte in modo semplice, seppure non semplificato o semplicistico, con quella giusta dose di raffinatezza che va a completare il disegno musicale senza appensantirlo.
L'orecchiabilità di un pezzo non è dato dalla ripetitività del ritornello, o dal fatto che un pezzo ti entra in testa perché te lo mandano 100.000 volte, ma dalla capacità di toccare quelle corde che portano l'ascoltatore ad apprezzare il pezzo pressochè al primo ascolto.
Gli americani hanno un'espressione per designare questo tipo di brani,ovvero "catchy" che significa letteralmente pezzo che ti afferra.
Ad un ascolto più attento si potrà poi decostruire il brano nelle sue varie parti, la strofa, il ritornello, il bridge, e vedere come il pezzo sia costruito.
In particolare l'abilità del compositore risiede nella capacità, oltre che di fare qualcosa di orecchiabile, di costruire il brano in modo da portarlo lentamente (o velocemente, casomai) al suo climax espressivo.
Ci sono pezzi che basano il proprio fascino sull'attacco, magari un riff di chitarra particolarmente riuscito, altri che invece lavorano più di fino costruendo man mano l'atmosfera.
Altri ancora si basano sulla capacità di cambiare ritmo o avere variazioni armoniche. Tutti questi sono metodi per arrivare al cosidetto climax espressivo, ovvero quel momento in cui la canzone esprime pienamente le sue potenzialità.
Ovviamente poi altri parametri possono essere dati dalla originalità della musica, dalla interpretazione canora o strumentale, da sottigiliezze come l'uso di certi arrangiamenti piuttosto che altri, da piccoli dettagli che possono sfuggire agli ascolti frettolosi fatti con l'Ipod mentre si è sul metrò, che è la ragione per la quale io preferisco di gran lunga l'ascolto casalingo con cuffia.
Poi il gusto personale è sempre quello che fa inevitabilmente da guida, però è vero che il gusto può anche essere compensato da considerazioni più oggettive, da parametri che, grosso modo, diano una base a questo, o viceversa lo temperino.
Spesso questi parametri sono misteriosi, o sono dati dal "sentito dire". Molte persone tendono a fidarsi del parere dei cosidetti esperti, oppure ad affidarsi a quello che va per la maggiore, ovvero il gusto comune, rinunciando a trovare una propria via, un proprio gusto estetico, e a svilupparlo.
Secondo me non c'è invece niente di più bello dello sviluppare una propria idea, un proprio gusto.
MI sono chiesto spesso cosa è che mi piaceva.
Stante il fatto che tutti siamo più o meno influenzati da amici, conoscenze e mass-media, che molte scelte sono casuali, e che quindi non esiste nulla di oggettivo (non stiamo parlando di scienza!)alcuni parametri possono essere trovati.
Generalmente considero come riuscite le canzoni orecchiabili, fatte in modo semplice, seppure non semplificato o semplicistico, con quella giusta dose di raffinatezza che va a completare il disegno musicale senza appensantirlo.
L'orecchiabilità di un pezzo non è dato dalla ripetitività del ritornello, o dal fatto che un pezzo ti entra in testa perché te lo mandano 100.000 volte, ma dalla capacità di toccare quelle corde che portano l'ascoltatore ad apprezzare il pezzo pressochè al primo ascolto.
Gli americani hanno un'espressione per designare questo tipo di brani,ovvero "catchy" che significa letteralmente pezzo che ti afferra.
Ad un ascolto più attento si potrà poi decostruire il brano nelle sue varie parti, la strofa, il ritornello, il bridge, e vedere come il pezzo sia costruito.
In particolare l'abilità del compositore risiede nella capacità, oltre che di fare qualcosa di orecchiabile, di costruire il brano in modo da portarlo lentamente (o velocemente, casomai) al suo climax espressivo.
Ci sono pezzi che basano il proprio fascino sull'attacco, magari un riff di chitarra particolarmente riuscito, altri che invece lavorano più di fino costruendo man mano l'atmosfera.
Altri ancora si basano sulla capacità di cambiare ritmo o avere variazioni armoniche. Tutti questi sono metodi per arrivare al cosidetto climax espressivo, ovvero quel momento in cui la canzone esprime pienamente le sue potenzialità.
Ovviamente poi altri parametri possono essere dati dalla originalità della musica, dalla interpretazione canora o strumentale, da sottigiliezze come l'uso di certi arrangiamenti piuttosto che altri, da piccoli dettagli che possono sfuggire agli ascolti frettolosi fatti con l'Ipod mentre si è sul metrò, che è la ragione per la quale io preferisco di gran lunga l'ascolto casalingo con cuffia.
Poi il gusto personale è sempre quello che fa inevitabilmente da guida, però è vero che il gusto può anche essere compensato da considerazioni più oggettive, da parametri che, grosso modo, diano una base a questo, o viceversa lo temperino.
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