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sabato 1 aprile 2023

Lone Justice: un gruppo da riscoprire

 I Lone Justice furono una band che ebbe una breve per quanto gloriosa storia. Fondati nel 1982 dal chitarrista  Ryan Hedgecock e dalla cantante e chitarrista Maria McKee incisero due dischi,l'omonimo Lone Justice nel 1985 seguito l'anno successivo da Shelter, per poi sciogliersi nel 1987 dopo svariati cambi di formazione. I dischi ebbero uno scarso successo sfiorando solo la top50 americana, pur avendo svariate ottime critiche. Il gruppo proponeva sostanzialmente un sagace country rock, con influenze rockabilly e punk, e sicuramente aveva il suo  punto di forza nella voce e nella presenza scenica della cantante Maria McKee, che poi intraprenderà una carriera solista più soddisfacente, ma non certo di grande successo. 

Una dimostrazione del talento e della capacità Live di Maria e Co. la si può vedere in questo raro Live di Soap soup and salvation (sapone, zuppa e salvezza) forse il loro pezzo migliore



martedì 22 novembre 2022

novità: Maggie Lindemann- Cages

 Maggie Lindemann è una giovane cantautrice/musicista di 24 anni, autrice di una manciata di singoli, un Ep ed un Cd appena uscito dal titolo Suckerpunch uscito nel settembre di questo 2022. La texana ha fra le sue fonti di ispirazione Avril Lavigne,  Paramore, Evenescence e No doubt, direi decisamente delle buone fonti, e, pur avendo iniziato nel campo Pop, si è velocemente trasferita nel a lei più congeniale cmapo del Pop-punk/Alternative, che sta avendo in questo 2022 una vera rinascita sotto la spinta di artisti come Yungblood, Machine Gun  Kelly e la già citata Avril Lavigne, che hanno ridato vita ad un movimento he sembrava ormai sparito. IN questo singolo Cages, la piccola Maggie picchia duro il giusto, proponendo un mix di momenti punk duri con alcuni sprazzi più melodici, e appunto pop, una miscela molto gradevole e divertente. Certo si vede che è andata a lezione da Avril, fin dallo skater che appare nel video, oltre che i bracciali borchiati, Niente da dire si copia sempre dai migliori (o dalle migliori in questo caso)




martedì 20 ottobre 2020

Salvati dal passato: Drain the Blood dei The Distillers

 

Metà degli anni 2000: Il punk stava vivendo un momento imprevisto di glorificazione e persino successo commerciale. Dato per morto dalla gran parte dei suoi protagonisti degli anni 70 e ridotto ad una specie di parodia underground, fatta di rumore ed estremismo musicale e politico fine a se stesso, a metà degli anni 90 risorge grazie fondamentalmente ai Green Day che gli restituiscono l'anima pop. Ed è subito una esplosione di gruppi dai No Doubt ai Sum41. Uno degli ultimi gruppi a salire sul treno, quando forse ormai era passato, sono la band dei Distillers. Capitanati dalla sexy Brody Dalle, che ha tutto, dal fisico, ai tatuaggi a (soprattutto ) la voce, per interpretare in modo convincente il ruolo che ricopre, il gruppo produce un ruvido ma alle volte anche melodico rock'n roll (il punk è rock'n roll allo stato puro, finiamola con le cazzate snobistiche !). Questo video è in qualche modo il loro manifesto ed ilustra perfettamente tutti i luoghi comuni del "genere": periferia di una (grande?) città, il ragazzi entrano nel sottosuolo (underground) attraverso il tombino, come se scappassero da qualcuno o qualcosa, in puro stile 1997 fuga da New York.  L'inquadratura degli occhi di Brody che lo richiude è iconica. Ed iconica è pure l'inquadratura delle chiappe sode della stessa la scena successiva. Da lì è solo puro rock'n roll senza orpelli nè giustificazioni intellettuali.


lunedì 8 luglio 2019

Gabriella Cilmi Nuovo singolo

Correva l'anno 2008 ed una piccola e giovanissima australiana di origini italiane cantava una canzone dall'irresistibile ritornello che  recitava "Nothing Sweet about me ". Quella ragazza si chiamava Gabriella Cilmi, e arrivò in cima alle classifiche dei più importanti paesi con quella canzone e l'album che la conteneva, Lessons to be learned.
Quello stesso anno Gabriella trionfò agli ARIA, i premi discografici australiani, aggiudicandosi ben 5 premi. Due anni più tardi ci riprovava con Ten, un Cd che la mostrava con una nuova veste musicale, passando dal soul tinto di rock e blues del fortunato esordio ad una musica decisamente più pop e dance. Seppure il cd non fosse scadente, di certo deludeva le aspettative di chi pensava di aver trovato l'erede di Janis Joplin, a cui Gabriella si ispirava non troppo lontanamente. I risultati commerciali furono anche peggiori di quelli artistici. Poi la scelta di tagliare i ponti con la casa discografica, cercando una nuova purezza e spontaneità con un album, The Sting autoprodotto e senza i troppi compromessi  precedenti. I risultati artistici furono interessanti ma discontinui, e senza l'appoggio di una casa discografica il lavoro non ebbe il successo che meritava. Dopo un periodo con il gruppo fondato dal fratello ,gli All kings and Queen, ecco che Gabriella ci riprova con un nuovo (per ora) singolo, intitolato Ruins, he torna alle atmosfere di Lessons: soul emotivo e trascinante, sottolineato ed avvalorato da una voce che ha guadagnato con gli anni maturità.
Forse il successo di un tempo è irripetibile, ma questo brano merita davvero (più di) un ascolto.
Garantito.


lunedì 26 dicembre 2016

Best songs 2016: le migliori 20 canzoni del 2016- seconda parte

Seconda parte: arriviamo alle magnifiche 10:

Numero 10: Sarah Packiam- Lonely Lady
Sarah è tanto sconosciuta quanto brava: questa è più o meno l'unica canzone che ha fatto uscire quest'anno ed è, più o meno, un capolavoro

Numero 9 Sarah Jarosz- Lost Dog
Sarah è la migliore cantautrice folk attuale. e questo Lost Dog, tanto minimalista quanto magnifico, ne è una prova lampante

Numero 8: Katie Melua -If you are so beautiful
Canzone natalizia presa dalla tradizione dell'Est europa, da ascoltare ad occhi chiusi e lasciarsi trasportare in paesaggi da incanto


Numero 7: Katy Perry -Rise
Con questo brano, intenso e solenne, Katy Perry dimostra di essere ben di più della ennesima "reginetta del Pop". La storia mi darà ragione


Numero 6 Alicia Keys- Halleluja 
Alicia Keys ha fatto un disco bellissimo, molti pezzi sono rimarchevoli, quello che mi pare migliore è questo, ed evitiamo pure stucchevoli paragoni 
 

Numero 5 Pretty Reckless- Already Dead
Altro pezzo dei Pretty Recless, non è colpa mia se è un gran disco, e questo pezzo trasuda blues da tutti i pori

Numero 4: Green Day : Troubled times
Perfetto esempio di Punk-pop dai Green Day, orecchiabile, aggressivo, veloce, irresistibile.

Numero 3: Sum41-
Un brano complesso che dimostra la ormai assoluta completezza artistica dei Sum41, con le sue alternanze musicali e cambi di ritmo devastanti
Numero 2 Rihanna- Love on the Brain
Questo pezzo è una meraviglia soul, un brano da altri tempi.
 Punto e a capo.

Numero 1: David Bowie- Lazarus
Confesso che l'ultimo disco di Bowie non riesce ad entusiasmarmi.
Però questo Lazarus è una gemma, oscura e crepuscolare, e mi pareva giusto metterla al primo posto, come omaggio ad un grande che ci mancherà


giovedì 2 giugno 2016

The Runaways

The Runaways sono state uno dei primi gruppi rock all girls. Formate nel 1975 dal manager Kim Fowley radunando alcune volenterose ed inesperte aspiranti musiciste con l'ambizione di essere la risposta femminile al nascente astro dei Ramones, ebbero una vita breve e travagliata, tuttavia lasciarono un seme profondo, aprendo la strada ad altri gruppi femminili, e permettendo a due di loro, Joan Jett e Lita Ford, di arrivare al successo in successive carriere soliste.
Il gruppo  fu messo assieme sostanzialmente da Fowley, che più tardi fu accusato da alcune delle componenti di molestie sessuale, radunando varie aspiranti musiciste e selezionandole.
La formazione che incise i primi due dischi era formata da Cherie Curry alla voce, Joan Jett alla chitarra rimtica, Lita Ford alla chitarra solista, Sandie West alla batteria e jackie Fox (in realtà Fuchs) al basso.
Il grupp incise due album The runaways, nel 1976 e e Queens of Noise l'anno seguente,  entrambi con scarso successo in patria (#194 e #172 tra gli album in Usa, meglio in Svezia dove entrarono nella top40) tuttavia ebbero successo in Giappone, dove Cherry Bombs arrivò addirittura all numero 1, ma dopo una trionfale e folle tourneé nel paese del sol levante, la band incominciò ad andare in crisi, con l'uscita di Cherie Curry, dovuta al ruolo sempre più invadente di Fowley (accusato di recente di stupro nei confronti della bassista Jackie Fox) ma forse anche per gelosie e rivalità all'interno del gruppo. Nel 1977 la band fece uscire un terzo disco,  Waiting for tonight questa volta con Joan Jett alla voce, ma questo andò anche peggio dei precedenti. La band cambiò management e casa discografica, ma ormai vi erano dissidi interni evidenti, in particolare fra le due chitarriste e leader, Joan Jett e Lita Ford, la prima indirizzata verso una musica punk-pop, e la'ltra verso orizzonti più metal/hard rock. In particolare Joan Jett propose un vecchio pezzo degli anni 70, "I Love rock'n roll" ma fu rifiutato dalle compagne. PIù tardi, nel 1982, proprio I love Rock'n roll portò Joan Jett in testa alle classifiche americane ed inglesi.
La storia della band all girl è raccontata nel film The Runaways, uscito qualche anno fa,con Kirsten Stewart nella parte di Joan Jett ed Dakota Fanning in quella di Cherie Curry, a dimostrazione della grande influenza che questa band, sottovalutata quando era attiva, ha poi avuto in seguito.
Ricordiamo che diverse cantanti hanno omaggiato le runaways e Joan Jett, in particolare Avril Lavigne, che ha inciso ed alle volte suonato live Bad reputation, Miley Cyrus e persino Britney Spears, che ha prodotto una discutibile versione di I Love rock'n roll, oltre ovviamente a molte band e musicisti più specificatamente rock.


giovedì 31 dicembre 2015

Jess Glynne - Take Me Home



Questa canzone mi ha colpito particolarmente. Ho sentito altre canzoni di questa Jess Glynne ma non mi hanno fatto grande impressione, ma queste è molto bella. Vedremo sa saprà confermarsi in futuro

venerdì 18 settembre 2015

Demi Lovato - Cool for the Summer (Official Video)



Sinceramente non sono riuscito ad identificare un "tormentone" estivo quest'estate. L'unica canzone che mi ha colpito è questa Cool for the Summer di Demi Lovato, "Hot " al punto giusto e con il giusto mood estivo.

venerdì 10 aprile 2015

Il cuore di Jenna McDougall

La cantante del gruppo punk-pop australiano Jenna McDougall è molto bella di fuori ma anche molto bella di dentro. Durante un recente concerto a Brisbane, durante il SoundWave Festival, un importante festival musicale che si tiene in Australia, Jenna è intervenuta a difesa di un fan, ingiustamente maltrattato da uomini della sicurezza decisamente troppo nervosi.
Il ragazzo voleva solo dare un "five" a Jenna, ma la sicurezza l'ha bloccato e trascinato a terra. Jenna, accortasi dell'accaduto si è lettaralmente gettata giù dal palco difendendo il fan, tranquillizzando la security, e ottenenendo la fine dello spiacevole incidente con un semplice abbraccio al ragazzo.
UN episodio che segnala la grande unione e rispetto che lega i Tonight alive (e gruppi simili) al proprio pubblioc. Ho potuto vedere io stesso a Milano i membri del gruppo , sopratutto Jenna ma non solo, parlare ai fan ed essere molto disponibili.
Brava Jenna, grandi Tonight Alive!


martedì 2 dicembre 2014

Brody Dalle - "Don't Mess With Me"


Brody Dalle, già voce e leader dei The Distillers, torna dopo alcuni non riusciti esperimenti electro-pop ad un approccio più Punk, con un nuovo disco Diploid Love. IL pezzo non ha le stessa fantasia e potenza dei migliori pezzi dei Distillers, ma non è nemmeno poi tanto distante. Qui Live da quel mattacchione di David Letterman (non capisco se sia ubriaco o faccia finta, forse né l'uno né l'altro)

martedì 18 novembre 2014

18 novembre 1960. Nasce Kim Wilde

Il 18 novembre 1960 nasceva in un sobborgo di Londra Kim Smith,che più tardi adotterà il nome d'arte Wilde, figlia del cantante di rock'n'roll Marty Wilde. La sua carriera inizia quasi casualmente all'inizio degli anni 80, quando, dopo aver sostenuto un provino come corista della band del fratello Ricky, le viene proposto di fare la cantante solista. Sostenuta dal fratello e dal padre, a cui si devono le canzoni dei primi 3 dischi, la giovanissima Kim si getta nella carriera musicale, ottenendo un immediato successo con la canzone Kids in America che giunge al secondo posto in UK.
I suoi primi passi sono caratterizzati da una musica che prende spunto dalla New Wave e dalle prime sperimentazioni elettroniche, per poi col tempo aprirsi verso nuovi orizzonti, dove pop, rock, elettronica, dance, si fondono con influenze soul e rithm and blues. Tra i dischi più riusciti vanno segnalati Another step, del 1987, e Close, dell'anno successivo, anno in cui Kim Wilde avrà l'onore di aprire la leg europea del tour di Michael Jackson, per poi cantare nel 1990 nel tour con David Bowie.
Dopo il 1995 Kim si ritira per un po di tempo dalle scene dedicandosi al marito, ai figli ed al giardinaggio, oltre che alla recitazione, per poi ritornare negli ultimi anni sulle scene con un nuovo disco ed un duetto con la cantante tedesca Nena. Qui una delle sue canzoni più belle e famose, Cambodia, dal secondo album Select


lunedì 27 ottobre 2014

Joan Armatrading: Drop the pilot

Jaon Armatrading (nata il 9 dicembre del 1950 nelle Indie Occidentali, cresciuta a Brimingham, in Inghlterra) è stata una delle più brave e rinomate cantanti inglesi durante gli anni 80. I lsuo esordio risale al 1975 con il disco Back to the Night, prodotto da Peter Cage, ma i suoi dischi migliori e di maggior successo risalgono agli albori degli anni 80, in particolar modo Me, Myself, I , che raggiunse la posizione numero 5 nella UK charts e Walk Under Ladders, prodotto dal geniale Steve Lillywhite (produttore in quel periodo dei dischi degli irlandesi U2) che raggiunse la sesta posizione nel settembre del 1981 . Qui una delle sue canzoni più celebri: Drop The Pilot, che sfiorò la top ten inglese raggiungendo la posizione numero 11 nel febbraio del 1983, la posizione più alta raggiunta dall'artista di origine caraibiche nella classifica dei singoli