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sabato 7 ottobre 2023

Shakira Fuerza REGIDA : video:El Jefe

 Shakira Ha fatto molto parlare di lei in questi ultim imesi, non sempre per motivi strettamente musicali, La sua separazione dak fedifrago Piqué ha tenuto banco anche perchè la cantautrice colombiana ha replicato con una canzone definita Dissing, ovvero di attacco personale. Non p certo l aprima volta che questo capita, e chi segue Shakira sa che nelle sue canzoni ci sono state spesso invettive contro presunti fidanzati e i loro tradimenti: possiamo citare Si te vas, Objection, Don't bother, per dire le più famose. Adsso Shakira ci porponte un duetto con un gruppo messicano dal titolo El Jefe, ovvero il capo, una canzon e dal forte contenuto sociale, e anche dal linguaggio insolitamente colorito per Shakira "ho un capo di merda che non mi paga bene" recita il brano prima di chiamare l'interessato "gran figlio di Puta".

Anche in questa canzon non mancano un paio di frecciate a Pique e anche al suocero, e ci è un adedica ad una governante di casa Shakira brutalmente licenziata dall'ex campione del Barcellona per aver svelato a Shakira il tradimento. " Lili Melgar, questa canzone è per te che non ti hanno pagato la liquidazione" dice esplicetamente Shakira. Insomma una Shakira di lotta e di governo, il cui prossimo disco promette di essere una bomba di suoni, colori, e forse anche di invettive, Vedremo e per ora godiamoci questo simpatico ed orecchiabile brano



venerdì 3 aprile 2020

5 canzoni per sopravvivere alla quarantena

Sono tempi duri, tempi di corona virus e di quarantena, con cui i governi ci costringono a stare in casa "per il nsotro bene", a cui , magari , ptevano provvedere prima stroncando sul nascere questa patologia, che peraltro è ben poca cosa rispetto alle pandemie del passato
Bene, da bravi rockettari, ne approfittiamo per qualche canzone che ci possa aiutare in questa quarantena, canzoni che parlando di febbri, lotta contro le malattie e rinascite.
 e non possiamo non partire con il boss del rock , che con il suo "The fever" (ok è una cover, ma chissenestropiccia?)

 


Una canzone che si riferisce direttamente alla lotta contro una malattia, seppure diversa
è Head Above Water di Avril Lavigne, pezzo possente e commovente
 

 
Una canzone che parla del "dopo" (dopo una crisi relazionale, dopo la perdita di qualcuno di caro, o dopo una maattia) e che ci ricorda che "dopo la tempesta arriva il sole" è Sale el Sol di Shakira
canzone dai ritmi rock

Una canzone che forse non è proprio relazionata alla malattia o alla rinascita, ma ha una aria "malaticcia" e che si adatta molto a questi giorni passati in casa, spesso anche sotto le coperte, anche magari senza avere particolari problemi di salute, ma solo perché fuori fa ancora freddo e non si ha voglia di fare un cazzo, e si è anche abbastanza paranoici, è questa canzone del Cure intitolata Lullaby ovvero ninnananna

 
Dovendo stare a casa, si deve giocoforza dividersi fra salotto e camera da letto (a parte quelli golosi che staranno tutto il tempo in cucina e usciranno da questo periodo con problemi di dieta e diabete...)
Non sarebbe neanche male se nellla nostra stanza ci fossero le Bangles (ed in particolare Susanna Hoffs) anzi "in my room"
 
 

e con questo abbiamo finito, sperando che sia stato di vostro gradimento
 



martedì 30 maggio 2017

El Dorado di Shakira. Recensione

El Dorado è l'undicesimo album di studio della cantautrice colombiana, che con più di 100 milioni di followers su Facebook e 3 esibizioni prima della finali dei mondiali di calcio può essere considerata la Popstar più globale degli ultimi 20 anni, con buona pace di Madonna.
El Dorado è un luogo leggendario in cui sarebbero nascoste quantità immense di oro e gioielli preziosi. Per cercare questo luogo furono addirittura organizzate delle spedizioni nel corso del XVI secolo, spesso guidate da avventurieri senza scrupolo.
Shakira ha chiamato questo album come il leggendario tesoro, dedicandolo al suo compagno ed ai suoi flgli, ringraziandoli di avergli fatto trovare questo tesoro, che ovviamente per Shakira più che rappresentare la richezza materiale (che ha raggiunto da tempo) rappresenta la ricchezza e la pace interiore.
Il cuore del Cd a mio avviso è rintracciabile  nelle quattro canzoni scritte insieme a Ochoa, il produttore e songwriter che ha accompagnato Shakira fin dai tempi di capolavori come Pies Descalzos e Donde Estàn los ladrones.  Nada è una stupenda ballata, forse tra le migliori in assoluto scritte da Shakira, poesia allo stato puro, ma non sono da meno Amarillo, con i suoi toni rilassati in cui i colori dell'arcobaleno rappresentano uno stato d'animo diverso, Coconut tree, questa volta in inglese, che ricorda alcune delle cose di Oral Fixation, e la conclusiva Toneladas, che rischia di passare inosservata, anche perché richiede un ascolto attento, dove la voce di Shakira è praticamente lo strumento principale, mentre timide note di tastiera servono a puro scopo di accompagnamento.
Se queste sono cuore e cervello dell'album le gambe, sono rappresentate dalle già note Chantaje, la Bicicleta, Deja vu, tutte canzoni che fanno muovere gambe e fianchi. Chantaje ha uno stile reggaeton un poì pesante, ma non si può negare che il duetto con Maluma sia alla dinamite, come dimostra il miliardo di visualizzazioni raggiunte dal video. La Bicicleta è un brano divertentissimo ed anche qui l'alchimia con il simpatico Carlos Vives è riuscitissima. Deja Vu  con Prince Royce,è una bachata dai toni nostalgici ed anche questo duetto appare eccellente. Per chiudere la quaterna dei duetti ecco Pierro Fiel con Nicky Jam, gradevole ma inferiore ai precedenti. Il singolo Me enamore, è una romantica canzoncina dedicata al suo uomo. Ammetto di aver storto il naso quando è uscita, ma dopo qualche ascolto non si può non  trovarla divertente e rinfrescante come una limonata, anzi un mojito.
Di duetti se ne trovano veramente tanti, forse troppi, ed ecco quindi Trap, ancora con Maluma, dalle atmosfere molto rilassate, che onestamente sfiora la noia, ma che si riscatta con un interessante uso della chitarra elettrica sulle ultime note. Forse un maggior uso di questa avrebbe reso più interessante il pezzo. Un altro duetto riuscito è What we said, con i Magic, con atmosfere orientate maggiormenta verso il reggae, e con un ottimo ritornello.
Tutto bene quindi? Non proprio: What we said infatti è presente anche come Comme Moi, altro duetto questa volta con il cantante rap francese Black M, la cui voce è veramente molto sgradevole e sinceramente non si capisce l'utilità di questa doppia versione. Altrettanto inutile e fastidiosa risulta essere When a Woman, in cui Shakira si è affidata ad uno stuolo di collaboratori esterni, con risultati decisamente mediocri, dal momento che la canzone non riesce né a divertire né ad emozionare, risultando un pastiche di stili diversi senza essere né carne né pesce.
In conclusione possiamo dire che il disco ha i pregi e difetti dell'ultimo omonimo album, vi è un numero eccessivo e non sempre giustificato di duetti e collaborazioni, un certa ritrosia di Shakira a scrivere le proprie canzoni come invece faceva ai bei tempi, e la cosa spiace dal momento che alla fine le canzoni scritte da lei e Ochoa risultano veramente di altra categoria, ma forse la famiglia toglie tanto tempo e distrae Shakira da questo aspetto della sua professione, riducendola ad un ruolo più da cantante che da autrice. Sull'altro lato il disco è complessivamente più riuscito del precedente, maggiormente compatto, sostanzialmente gradevole, a parte quel paio di cadute di tono già elencate, probabilmente può anche guadagnare con il tempo e tra le ultime 4 uscite lo possiamo collocare appena dietro a Sale el Sol come qualità complessiva.
Sul booklet viene riportata una citazione di Pablo Neruda che dà il senso a tutto l'album
Non si sorprenda nessuno perché voglio consegnare agli uomini i doni della terra, perché imparai lottando che è il mio dovere terrestre propagare l'allegria, e compio il mio destino col mio canto.
Ecco,  questo album va preso come un tentativo di portare allegria in un mondo pieno di lotte e a volte crudeltà, questo è il senso, il portare la propria felicità a tutti gli altri. E da questo punto di vista credo che lo scopo sia raggiunto
voto 8

lunedì 22 maggio 2017

E' uscito il mio libro: Shakira la Rockera dai piedi scalzi


Ho il piacere di comunicare la conclusione felice di un progetto a cui ho lavorato per quasi due anni, nei ritagli di tempo, con molte incertezze e con molti cambiamenti al progetto originale, ma credo di aver raggiunto un discreto risultato finale.
Risultato finale che, chi è interessato, potrà verificare di persona.
Vediamo di cosa si tratta:
Shakira - La rockera dai piedi scalzi è un ebook in vendita presso i negozi Amazon.
Il libro racconta la vita e la carriera di una delle star più amate e seguite: chi segue questo blog avrà avuto modo di vedere il mio interesse verso questa cantautrice (sottolineo cantautrice)
Con oltre 80 milioni di dischi venduti, Hit che hanno segnato la musica moderna (chi non ricorda canzoni  comeWhenever Wherever, Hips don't Lie o Waka Waka? ) centinaia di concerti, più di 400 premi vinti e oltre 100 milioni di followers su Facebook,  Shakira è forse la Popstar più globale e più amata degli ultimi 20 anni. Il libro ne ripercorre in modo agile la vita e la carriera, le origini sociali e culturali, le difficoltà iniziali, i primi successi, la vita sentimentale, i concerti, e analizza la musica ed il significato dei testi.
Viene anche dato ampio spazio alle molte iniziative filantropiche che Shakira ha intrapreso nel corso della sua carriera, dalla creazione della Fondazione Pies Descalzos fino all'impegno nell'UNICEF e a favore dei profughi e dei migranti.
Il sottotitolo del libro "la rockera dai piedi scalzi" vuole indicare come Shakira non sia una semplice popstar ma sottolinea l'amore di Shakira verso il rock, il suo impegno sociale, e la modestia che ne ha sempre caratterizzato l'azione, oltre alla abitudine di esibirsi sul palco a piedi scalzi.

Il libro può essere acquistato presso Amazon a questo indirizzo
A breve alla versione eBook verrà affiancata una versione cartacea.

mercoledì 5 ottobre 2016

Sarah Packiam : Unplugged Album and video

La bravissima Sarah Packiam ha regalato ai suoi fans un EP di canzoni live eseguite rigorosamente in Unplugged, un modo etico, ecologico e sostenibile di fare musica (scherzo ovviamente)
Peccato che il disco non sia praticamente reperibile in formato non digitale, non ci sia un DVD, insomma quando uno non è famoso diventa un casino riuscire ad ascoltarlo o vederlo come si deve.
Al disco partecipa metà band di Shakira, oltre al solito Tim Mitchell, che ha già collaborato spesso con la cantautrice irlandese trapiantata a Miami, anche il tastierista Menendez ed Olgui Chirino, ma ci sono altri collaboratori come George Noriega
In attesa che Shakira se la porti dietro come Opening Act dei suoi concerti, non ci resta che ascoltarla




venerdì 9 ottobre 2015

Shakira - Imagine (Live at the UN's General Assembly 2015)

Shakira ha partecipato alla riunone generale dell'ONU (sì proprio quella in cui c'erano il Papa ed Obama) ha parlato dell'istruzione dei bambini nei paesi poveri, del problema dei rifugiati (per chi non lo sapesse Shakira è rappresentante dell'UNICEF, oltre che fondatrice e portavoce di organizzazioni come Pies Descalzos ed Alas) e, infine, l'unica cosa di cui hanno riferito i giornali, ha cantato Imagine di John Lennon. Una delle migliori versioni di questa canzone, che non sempre ha avuto cover adeguate. Ma in questo caso c'è solo da ascoltare ed applaudire...

sabato 14 febbraio 2015

Manà featuring Shakira: MI verdad

Mi verdad è il nuovo singolo del gruppo rock messicano, che vede la partecipazione della star  colombiana Shakira: la canzone è una dolce ballata d'amore, con un forte sottofondo sociale, una canzone molto gradevole e riuscita, nel cui video Shakira non ha paura di far vedere il suo pancione da gestante. La canzone è salita subito alla prima posizione in moltissimi paesi latinoamericani, facendo capolino anche nelle classifiche europee, probabilmente per merito della presenza di Shakira. che torna ad interpretare uno stile musicale più consono alle sue doti vocali e origini sociali.

domenica 7 settembre 2014

Addio a Gustavo Cerati, il Maestro del rock latino

E' morto ieri Gustavo Cerati, uno degli esponenti di punta del rock sudamericano.
Cerati è stato fondatore e leader del gruppo rock argenitno dei Soda Stereo, attivo tra il 1982 ed il 1995 , poi riunitosi per un fortunata tour nel 2007. In seguito  ha proseguito la carriera come  solista con molti dischi apprezzati da critica e pubblico tra cui ricordiamo Ahy Vamos del 2006 e l'ultimo, Fuerza Natural del 2009. Una certa popolarità gli è venuta anche dalla collaborazione con Shakira, con la quale ha scritto la bellissima No,  oltre che Dia especial, Devocion e Tu Boca.
Collaborò anche con Roger Waters dei Pink Floyd per la canzone The Child Will Fly (che vedeva anceh Eric Clapton e Shakira tra i partecipanti)
Cerati era in stato di coma vegetativo dal maggio del 2010, quando fu colto da un ictus alla fine di un concerto in Venezuela.
I principali giornali argentini sono usciti con la notizia della morte di Cerati come prima notizia, tanto per dare idea della sua popolarità.
Ricordiamolo con un suo celebre brano che si chiama Adios: l'addio che un artista del suo calibro merita



venerdì 11 luglio 2014

Shakira: la discografia rivisitata. Parte Seconda ed ultima

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Dopo una lunga promozione ed una lunga tourné Shakira dà vita a quello che è, fino ad allora, il progetto più ambizioso e rischioso mai affrontato: due dischi nello stesso anno, uno in inglese e l’altro in spagnolo.
E così che nel giugno del 2005, preceduto dal singolo “la Tortura”, esce il primo dei due dischi, in seguito denominati “gemellini”. Il disco si intitola Fijacion Oral (fissazione orale) ed è un ulteriore cambiamento rispetto alla musica “rockera” di DELL e LS. La fissazione orale di cui parla Shakira non è nulla di pornografico, come insinua la solita becera e superficiale critica, ma la fissazione che Shakira dice di avere per la bocca, lo strumento che usa per cantare, parlare, mangiare, baciare, insomma per comunicare e vivere. Dal punto di vista musicale il disco viene definito di “Pop latino, ma in realtà è molto di più. Nel disco troviamo pezzi di Reggaeton (la tortura) ballate soft rock (En tus pupillas, Dia especial) ballate electrorock (la Pared, Las de la intuicion) sperimentazioni elettroniche (Lo imprescindible) tenui ballate dal’atmosfera latina (Dia de Enero) Addirittura Bossa Nova (la magnifica Obtenir un Sì) e rock (Escondite Ingles). Le due canzoni migliori sono però la versione acustica di La Pared, in cui Shakira dà sfoggio di tutta la sua potenza e capacità canora, accompagnata dal solo piano del pianista Menendez, e No, una canzone nata dalla collaborazione con il “maestro” Gustavo Cerati, eccelso chitarrista argentino già mente e braccio del gruppo rock argentino Soda Stereo.
Il successo, seppure inferiore a quello strepitoso di Laundry Service (12 milioni di copie poi diventate 18) è considerevole, soprattutto nei paesi latini, in Messico vengono venute un milione di copie nel primo mese di uscita.
A Novembre esce il secondo capitolo, questa volta totalmente in inglese (è la prima volta, poiché LS conteneva alcuni brani in spagnolo) titolato Oral Fixation, ed è una nuova svolta.
In effetti in OF2 abbiamo forsa la Shakira più rock ed impegnata, un disco che sorprende anche la critica, oltre che il pubblico: in questo disco infatti le atmosfere latine di FO, presenti anche in LS oltre che nei primi dischi, cedono il passo ad una musica decisamente di stampo più anglosassone, anche se qui e là la “latinidad” di Shakira emerge.
Il disco, come dicevo pocanzi, è sorprendente, già a partire dai testi, che toccano in modo esplicito temi inprecedenza appena accennati: How do you do parla di religione, Timor è una denuncia, condita di ironia, della ipocrisia politica su cui si fonda la politica internazionale, Costume makes the clown (l’abito fa il monaco) parla delle maschere che indossiamo sulla scena sociale per compiacere gli altri, Animal City è una canzone sulla ipocrisia dei mass media e dello show business. Le altre sono canzoni d’amore , ma per nulla banali.
Musicalmente, come già detto, il disco è orientato maggiormente verso un tipo di rock contaminato con le influenze latine. Non a caso in Illegal troviamo Carlos Santana, che con il suo magico tocco impreziosisce la atmosfere romantiche del brano. Dont’ bother, Costumes makes the clown ,Hey you How do you do, sono tutti brani rock, Animal City è un misto di rock ed elettronica, con un tocco di musica messicana che crea un atmosfera quasi alla Morricone. Dreams for Plans, Your embrace e la già citata Illegal sono ballate stupende, a completare Something e The Day and the Time che non sono altro che En tu Pupillas e Dia Especial in versione inglese, già presenti su FO. Il pezzo più famoso è però Hips don’t lie, non compreso nella versione originale del CD. Difatti il disco non ebbe i risultati commerciali sperati, pur avendo ottime recensioni dalla critica. Shakira fece quindi uscire il singolo Hips don’t lie, con la presenza dell’ex membro dei Refugee Wycleaf Jean. La canzone doveva originariamente essere un singolo scritto per fare parte della colonna sonora dei mondiali del 2006 che si svolgevano in Germania, ma visto il grandissimo ed insperato successo (la canzone venne promossa sostanzialmente solo negli USA) fu aggiunta in un secondo tempo anche alla ristampa del CD, che così ebbe un rilancio nelle classifiche, raggiugendo le vendite del precedente CD in spagnolo. La canzone è un miscuglio di hip hop e cumbia, una musica tipica colombiana, e, pur essendo un singolo ballabile e senza grosse pretese artistiche, risulta molto gradevole ed originale, ragione del suo successo, diventando anche uno dei cavalli di battaglia delle esibizioni dal vivo della artista colombiana.
Nell’ottobre del 2009 esce l’ottavo disco di Shakira, intitolato She Wolf (La Lupa). La copertina ci mostra una shakira vestita, più che da lupa, da Vamp(ira). Un cambiamento di look notevole, che abbandona i vestiti sexy-rock della era di Laundry Service, ma anche quelli semplici con le scarpe da ginnastica e le magliette dell’era dell Fissazioni, per approdare ad un look molto più sexy (e banale) fatto di minigonne, tacchi vertiginosi, scollature, lustrini. Il cambio di Look corrisponde al cambio musicale, il rock ed il folk etnico vengono abbandonati per una musica che strizza l’occhio al suono da discoteca ed a quel pop commerciale, tra R&B e Dance, che sembra prevalere in quel periodo. Se la title track, scelta come singolo apripista, delude molti fans, il resto del disco non fa meglio. Tra i produttori figura Pharrel Williams, destinato a diventare il maggior esponente di questa branca musicale, ma la cui vena artistica mal si adatta a quella della cantautrice colombiana. I pezzi nati da questa collaborazione (in cui peraltro il contributo di Pharrel sembra decisamente maggiore che non quello di Shakira) risultano confusi, sbiaditi ed in definitiva mediocri. Long Time, Did it again, Why wait sono tutti brani trascurabili, ancora di più di She Wolf, omaggio alla disco plasticosa degli anni 70, fatta almeno con un certo gusto. Si salvano solo Gipsy, una ballata dagli accenti tzigani e influenze indiane, Mon Amour, un buon brano rock quasi alla No doubt, che sembra un  po’ fuori luogo nel disco, e Spy, altro duetto con Wycleaf Jean, che delude coloro che si aspettavano un Hips don’t lie number 2, ma che è in realtà un apprezzabile omaggio alla musica funky/soul degli anni 70, certo più originale del resto del disco. Se consideriamo il flop di vendite e che la stessa Shakira qualche mese dopo prenderà le distanze dal disco definendolo “un esperimento musicale che non la riguardava” e lasciando capire abbastanza chiaramente che la svolta musicale le era stata “suggerita” dalla casa discografica, possiamo definire She Wolf senz’altro il disco meno riuscito e personale dell’intera discografia.
 
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Già prima dell’uscita di She Wolf giravano voci che il disco in inglese sarebbe stato seguito da un disco spagnolo, di diversa impostazione musicale, impostato su musica folk colombiana. Il progetto viene confermato da Shakira durante i mondiali di calcio che si svolgono in Sud Africa nell’estate del 2010. Il disco dovrebbe essere una sorta ritorno alle origini. E così nell’ottobre del 2010, preceduto dall’inno dei mondiali Waka Waka, che si rivela essere un successo ben oltre le aspettative, e dal singolo estivo Loca, ecco uscire Sale el Sol. Il disco rappresenta un ritorno, seppure parziale, alle atmosfere musicali da cui Shakira è partita, però con anche umori musicali nuovi e diversi. E così, inframezzate a ballate rock come Sale el Sol, o a romantiche canzoni come Antes de la Seis o Lo Que Mas, trovano posti scatenati pezzi di merengue, come Addicted to You o la già citata Loca, o la cover di Islands del gruppo indie pop dei The XX, a pezzi reggaeton come Gordita, o ancora pezzi rock scatenati come Shakira non realizzava da tempo come Devocion e Tu Boca, ancora dovuti alla collaborazione con Gustavo Cerati, oltre che alla immancabile Waka Waka, qui riproposta in versione più rock, con chitarre in stile U2. IL risultato è un disco discontinuo ma molto gradevole e vario, che se anche non è al livello dei suoi migliori lavori non ne è nemmeno tanto distante, sicuramente è un disco che riavvicina a Shakira molti dei fan che, dopo il precedente disco, avevano iniziato ad allontanarsi da lei.
Nel marzo 2014 arriva il decimo disco per la cantautrice di Barranquilla, anch’esso lungamente atteso e rimandato a causa della gravidanza della bella colombiana, accasatasi con il calciatore spagnolo Gerard Pique, una relazione di cui i giornali, sportivi e di gossip, hanno parlato molto, ma che Shakira è riuscita a vivere con la discrezione e la misura che l’hanno sempre contraddistinta. Non solo ragioni personali hanno però inciso sul ritardo nella publbicazione dell’album, inizialmente previsto addirittura per l’autunno 2012, ma anche il cambio di direzione musicale, In effetti i rumors, poi confermati dalla stessa Shakira, parlavano di un disco orientato verso la techno e la dance in modo addirittura più deciso di quanto non fosse avvenuto con She Wolf. Dopo la gravidanza Shakira però cambia opinione, e fa capire che il disco invece sarà molto più rock che non dance. Preceduto dal singolo rock-reggae di I can’t remember to forget you, cantato insieme alla cantante barbarodegna Rihanna, esce il 25 marzo 2014 il disco intitolato semplicemente Shakira. Il disco risulta soddisfacente a metà. Se in effetti   da un lato le canzoni suonano, nel loro insieme, oneste e decorose, e se del disco “dance “ sono rimasti Dare (che doveva uscire come singolo già nell’estate 2012) e poco altro, dall’altro lato molte canzoni canzoni sembrano poco ispirate, difettano di personalità, come si evince dal fatto che ben poche canzoni portano la firma di Shakira e che moltesono scritte per intero da altri autori, autori molto distanti dal mondo musicale di Shakira.  Tra le canzoni migliori figurano il già citato duetto con Rihanna, Medicine, un duetto con il cantante country Blake Shelton, Cut me Deep , un pezzo dalle chiare influenze reggae, scritto dal gruppo canadese dei Magic!, 23 dolce ballata dedicata al suo nuovo amore, e la travolgente Loca por ti, magistrale riadattamento di Boig por ti, canzone originariamente scritta in catalano e facente parte del repertorio della rock band catalana Sau. Le restanti canzoni sanno, chi più o chi meno, di già sentito, e potrebbero tranquillamente essere cantata ora da Jennifer Lopez, ora da Avril Lavigne, ora da Katy Perry o magari Florence Welch, o magari Miley Cyrus…insomma mancano di quel particolare umore latino  di quella sorta di pop/rock/latino/world/folk  che ha sempre contraddistinto la musica di Shakira rendendola qualcosa di unico nel panorama musicale: possono piacere, ma non incantano.

Alcune frasi dette da Shakira nelle ultime settimane hanno fatto pensare ad un nuovo disco in spagnolo, ma niente si sa di questo progetto, se si tratta di canzoni del tutto nuove o di traduzioni di questo disco, quale sarà la direzione musicale del disco. L’unica cosa che posso augurarmi è che Shakira ritrovi l’ispirazione che ha avuto fino al 2006 e che poi, nel tempo, ha lentamente perso.

mercoledì 2 luglio 2014

Shakira: la discografia rivisitata. Prima Parte


Shakira è una cantante ed autrice straordinaria, ingiustamente sottovalutata da una critica, in particolare quella italiana, tanto snob quanto cialtrona ed impreparata.
Qui vogliamo ripercorrere le tappe della sua vicenda discografica, rendendole la giustizia che merita.
Shakira Isabel Mebarak Ripoll nasce a Barranquilla, in Colombia il 2 febbraio del 1977 da William Mebarak, di origini libanesi, e da sua moglie Nadia Ripoll, di origini spagnole ed italiane. La giovanissima Shakira mostra subito doti artistiche non comuni, appena impara a scrivere si mette a comporre poesie e ad 8 anni le viene regalata la sua prima chitarra, a 8 anni scrive Tu gafas scura (i tuoi occhiali scuri) dedicati al padre William, che dopo la morte di uno dei fratelli di Shakira nasconde il dolore dietro degli occhiali scuri. A 14 anni, nel 1991 Shakira  ottiene un contratto discografico e fa uscire il suo primo disco intitolato Magia, questi viene seguito due anni dopo dal più maturo Peligro. Nessuno dei due, nonostante alcuni premi e riconoscimenti vinti da Shakira, ha alcun tipo di successo, e così Shakira pensa di lasciare la carriera musicale a favore di quella di attrice (recita infatti in una piccola telenovela), ma il presidente della Columbia Musica la convince a proseguire per almeno un altro disco.
Affiancata da un giovane musicista e produttore, Luis Fernando Ochoa, Shakira si mette al lavoro ed il risultato è il disco Pies Descalzos (1996) che pone finalmente l’artista colombiana all’attenzione di pubblico e critica sudamericana e non solo. Il disco è composto per lo più di canzoni orientate verso un suono folk latino, con influenze anglosassoni anche di tipo rock, e qualche inflessione di tipo caraibico (un poco de Amor). I pezzi migliori sono il rock della title track, la romantica e magnifica Antologia, Espero Sentada, uno strano ed affascinante connubio tra la samba  e il blues ed il brano acappella Pienso en Ti. Il disco soffre ancora di ingenuità, alcuni arrangiamenti non proprio ottimali, ma l’ancora acerbo talento di Shakira riesce a trapelare in modo convincente, seppure ancora a tratti. Pies Descalzos, ha un enorme successo in Sudamerica, facendo all’improvviso di Shakira una stella del firmamento pop latino. Tuttavia la ragazza rimane coi piedi ben piantati per terra, non dimentica da dove viene, e fonda l’associazione che trae il nome proprio da questo disco “Pies Descalzos” Fondazione che da allora si occupa dell’educazione dei bambini e ragazzi poveri della Colombia, che conta attualmente ben 6 scuole con altre in costruzione.
Nel 1998 esce quello che molti considerano il suo capolavoro ovvero Donde Estan Los ladrones?. Il titolo prende spunto dal furto subito da Shakira. Alla giovane cantautrice vennero rubati infatti gli appunti e gli spartiti per il disco che stava preparando. I ladri poi, una volta saputo di chi era la refurtiva, restituirono il maltolto. DELL è sicuramente il disco della maturazione per Shakira, non magari il capolavoro che si dice, infatti ancora ingenuità affiorano qua e là, non tutte tutte le canzoni sono all’altezza, tuttavia ci sono una serie di gemme di rara bellezza. Si te vas è un bel brano rock , in cui la musica si fonde perfettamente con il testo, pieno di ironia e graffi sarcastici, Ciega Sordomuda è una esplosione di latinità e voglia di vivere, Inevitable è destinata a diventare un inno, con la sua aria pacata che esplode in un ritornello potente come una canzone dei Nirvana ma incredibilmente melodico. Moscas en la casa, Sombre de Ti e Tu sono ballate intrise di folk, canzoni d’amore, una più bella e struggente dell’altra, mentre in Octavio Dia e Donde Estan los ladrones vengono affrontati dei temi nuovi, di tipo più sociale e politico, sempre con una certa dose di ironia e dell’ottimo rock.In Ojos Asi Shakira sperimenta l’unione fra generi diversi come la dance e la musica medio orientale, il tutto condito con un pizzico di rock. Meno riusciti No creo e Que vuelvas.
Il successo è ancora più evidente e presto fioccano i premi, Shakira incomincia ad essere conosciuta anche in Europa e soprattutto negli USA e nel 2000 esce MTV unplugged, registrato a New York, che si aggiudica il primo Grammy Award per la cantautrice colombiana, dove vengono ripercorsi in chiave acustica i brani di DELL.

Ormai il momento è maturo per il grande salto sul mercato discografico mondiale, Shakira aggiunge il vocabolario inglese alla sua chitarra ed alla sua voce ed il risultato è Laundry Service, (2001)noto come Servicio de Lavanderia nei paesi spagnoli, un disco che rimane e rimarrà a lungo una pietra miliare del pop-rock degli anni zero del nuovo millennio. Whenever Wherever, Objection, Underneath your clothes sono tutti singoli di successo mondiale, ma ancor prima sono gioielli musicali. Objection (tango) con cui si apre il Cd è un movimentatissimo misto di tango e rock, al limite del punk (ne esiste una versione denominata Afro punk version), Whenever Wherever è un mix del tutto inedito di ritmi tipicamente latini con il rithm and blues americano il tutto condito da richiami alla musica folk andina e con la “solita” spruzzata di rock ceh Shakira ama in quel periodo in modo viscerale.
Underneath Your Clothes è invece un pezzo più tradizionale, una ballata perfetta nel suo romanticismo e lirismo, un pezzo da chek to chek travolgente. Ma sono altri i pezzi che rendono lo spessore del disco, in particolare la ballata rock di The One, ed il rock travolgente di Poem to a horse che rappresentano i vertici del disco, ben sostenuto anche da altri pezzi, come Rules, Fool o ancora Que me quedes tu, ma anche i pezzi meno riusciti, come Ready for the good times o Te dejo Madrid, mostrano questa incredibile melange musicale di generi quasi opposti, ma perfettamente coniugati, a cui la voce di Shakira, finalmente giunta a maturazione, unisce forza vocale, espressività e sensualità assolutamente unici nel panorama musicale.