Visualizzazione post con etichetta concerti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta concerti. Mostra tutti i post

domenica 21 luglio 2024

Concerti LIve- I-Days 9 Luglio 2024- SImple Plan- Avril Lavigne- SUM41

 La presenza del vostro umile servitore ai concerti LIve negli ultimi anni è sempre più scarsa. Naturalmente la pandemenz... ehm pandemia, con tutte le sue implicazioni ha giocato un ruolo fondamentale, ma  quando sono tornati i concerti Live ho iniziato ad avere dei problemi economici che prima non avevo, non in questa misura, cosa che mi accomuna a molte altre persone in questi tempi bui. Ma i politici han ben altro a cui pensare, come cantava il Maestro Guccini negli anni 70. Ma questa è un'altra storia... 

Ho saputo di questo concerto con i soliti mesi di anticipo, all'improvviso, e, vista anche la data, che corrisponde a quella del mio compleanno, decisi di rompere il salvadanaio e buttare via qualche soldo per regalarmi un compleanno rock'n'roll, alla faccia delle Taylor Swift, dei politici e di tutti quelli che ci vogliono del male.

In effetti avere nelle stessa serata la dolce Avril, i tosti SUM41 con l'antipasto dei simpatici Simple Plan al modico prezzo di un cinquantone + la solita prevendita mi è parso un bel bargain.

Ho atteso tutto il tempo necessario, mi sono preparato al concerto riascoltando i classici e non solo, e ho pregato perché il tempo fosse clemente, senza ondate di caldo asfissiante ma soprattutto senza temporaloni. E così il 9 luglio è arrivato, sono uscito dal lavoro decisamente presto, avendo letto che l'inizio del concerto era alle 17 (notizia poi rivelatasi falsa). Insomma esco dal lavoro e mi avvio a piedi verso la fermata M1 di Gorla. E' nuvoloso ed afoso, mi sono portato acqua e succhi di frutta ma capisco che il bere sarà un problema. Prendo il metro e scendo a Lotto confidando che ci sarà almeno qualcuno da seguire per arrivare al luogo del concerto, l'Ippodromo, diventato da qualche anno la sede di concerti di ottimo livello e luogo deputato agli I-Days di quest'anno. C'è una bella fila che devo risalire. Ad un certo punto faccio la genialata e mi inserisco con aria indifferente un po' prima di quanto avrei dovuto fare. Non si può insegnare un nuovo motivo al vecchio maestro e nessuno mi dice un ca...

Faccio comunque la mia lunga fila, mentre bevo l'acqua dalla bottiglietta con il tappo che non si può più togliere secondo gli eurocrati per salvare l'ambiente ( e figuriamoci se non era per questo nobile motivo, mica perché hanno deciso di schiavizzarci ed imporci regole insensate che farebbero l'invidia del buon Kafka, sia gloria all'anima sua) e che invece gli addetti alla sicurezza mi faranno togliere perché poi le regole di merda sono a loro volta bypassate da altre regole di merda, tanto per ricordarci che siamo in un mondo fatto di inutili e assurde regole di merda. Ad ogni buon conto sono passate da poco le 17 ed entro nello spazio ove si terrà l'agognato concerto. E' uno spazio decisamente ampio che può contenere fra le 20.000 e le 25.000 persone, e ritengo che alla fine sarà più o meno quella la cifra degli spettatori.

Individuo subito la zona del Privè, insomma dei gabbiotti chimici, detti anche cessi, e noto con piacere che ci sono stand per mangiare e bere, cosa fondamentale vista la calura, non eccessiva ma è praticamente il primo giorno di vera estate dopo la prolungata primavera padana e non si è abituati. Per fortuna ora c'è il sole con qualche refolo di vento.  Penso che la prima cosa è procurarmi dell'acqua fresca e di mangiare prima che inizi il concerto, mentre i dee jay di Virgin Radio intrattengono e aizzano il popolo già numeroso che staziona davanti al palco. Per acquistare dentro allo spazio deli I-days bisogna procurarsi dei token, in sostanza dare dei soldini veri per prendere questi buoni di acquisto, il che a me pare una bella furbata per obbligare la gente a comprare dentro il più possibile, visto che fuori il Token non vale niente e non è rimborsabile. E vabbé. mi piglio i miei Token e mi prendo un paninazzo allo stand IL toscano, che fa degli ottimi panini di Pulled Pork, che è una americanata ma almeno di buon gusto. Poi finalmente verso le 18 salgono sul palco i Smple Plan, di cui serbo un ricordo dei bei tempi degli anni 2000, quando MTV faceva musica e non porcherie e il Pop-Punk impazzava. E i Simple Plan sono esattamente come me li ricordavo, dei canadesi simpatici e cazzoni che intrattengono i pubblico con canzoni dirette, divertenti, forse un po' banali ma anche molto orecchiabili.

Durante il concerto dei SP ne approfitto per farmi la mia sosta ai cessi e quindi cerco di avvicinarmi il più possibile al palco. L'attesa per Avril, che si esibisce come seconda entry, mi pare infinita; i Simple PLan hanno finito alle 19.00 circa e siamo ormai alle 20.00 e non succede ancora nulla: ma poi inizia una sorta di rumore che annuncia l'arrivo della principessa e della sua Band, I ragazzi incominciano a pestare sugli strumenti e arriva Avril, e finalmente 20.000 persone si trovano a urlare "hey hey you I wanna be your girlfriend" come se non ci fosse un domani. Avril è vestita di nero verde, con un completo molto corto che lascia scoperte generosamente le gambe, a loro volta con tanto di calze e giarrettiere ed enormi stivaloni nero/verdi. La scaletta è quella già nota del Greatest Hits Tour, scorciata di qualche pezzo, curiosamente propri di Smile, cosa strana vista che il Look di Avril è proprio caratterizzato dal nero verde di quel video. Avril appare in ottima forma, a mio avviso la sua voce risulta nettamente migliore che nell'ultimo tour, sarà che il Datch Forum ha una pessima acustica. Non si muove un granché sul palco ed è un po' ingrassata, certo rispetto al 2011 dove era praticamente pelle ed ossa, ma ha anche quasi 40 anni e, visti certi personaggi nel pubblico, direi che è in più che discreta forma. Quindi scorrono tutte (o quasi) le Hit che conosciamo: complicated, Here to never growin up, he wasn't ,una bellissima versione di Losing Grip, la sempiterna Sk8er boi fino al finale con la solita (e sempre stupenda ) I'm with you. C'è da dire che Avril chiude il concerto così così, un po' freddamente (anche se era stata carina come al solito fino ad allora) senza concedersi e concedere alla Band un ultimo applauso.

I commenti sono favorevoli sento dire " bravissima" a più di uno, e personalmente sono molto soddisfatto del concerto, anche se avrei voluto avere qualche canzone in più e la mancanza di un classico come Nobody's Home mi appare inspegabile

E ora tocca ai SUM41, che arrivano quando ormai sono le 21.40 passate. Preceduto dalle note di TNT degli Ac/Dc il  concerto ha  inizio, Derrick èun vero maestro nell'intrattenere e galvanizzare il pubblico e la band ci sa fare parecchio. Da Hell Song a Underclass Hero, a We're all to blame a Walking Disaster tutti i classici della Band vengono suonati come se fosse la prima volta, c'è tempo anche per classici rock come Smoke on the water e Seven Nation Army (chissà se i SUM sanno che questa canzone è diventata dal 2006 un coro da stadio, prima fra i tifosi della ROma, poi queli dell'Italia e adesso in tutta Europa...)

Sul finale Derryck ringrazia come suo solito tutto il mondo ( Thank you tnak yoy thank you) e si lancia anche in discutibili discorsi lirici "everytime i am in your fucking lovely country" che tradotto letteralmente significa "ogni volta che sono nel vostro fottuto bellissimo paese" che forse non è nemmeno una descrizione sbagliata, ma comunque sp capisce che vuol essere un complimento (accompagnato da altre decine di Fuckin qui, fucking là) In Too Deep, fat Lip e Still Waiting concludono lo Show, ma mentre io e molti altri si sono ormai avviati verso il metrò vi SUM41 decidono di regalare ancora una canzone e si gettano su Summer (scelta azzeccata direi) Mi fermo per qualche secondo ancora ad ascoltarli ormai oltre i cancelli dell'Ippodromo, ma l'ora e tarda e la voglia di tornare in fretta prevale.

Addio Simple Plan, Avril e Sum 41, è stato un bel concerto che ha portato un po' di allegria e voglia di vivere in questi tempi cupi. Grazie per il bel compleanno e per esistere e tenere alta la bandiera del Pop-Punk.




giovedì 27 aprile 2023

Concerti Live: Avril Lavigne Mediolanum Forum 24 aprile 2023

 


Questa è la cronaca del concerto più lungo a cui abbia mai partecipato in vita mia- Non fatevi ingannare da quelli che dicono che è durato al massimo un'ora ed un quarto. Non è vero- é un concerto che è durato tre fottuti lunghissimi anni. Se poi parliamo di attesa allora dobbiamo risalire all'11 settembre del 2011, già, perché quello era stato l'ultima volta che avevo visto Avril dal vivo, ed in realtà era l'ultima volta che Avril aveva cantato (e suonato) sul suolo italico. Poi, per varie ragioni, non si era fatta più viva. Nel 2014 era stato annunciato un suo concerto, ma poi la malattia di Lyme che l'aveva colpita aveva portato all'annullamento di questo suo ipotetico concerto. Poi ci sono stati lunghi anni di silenzio, fino all'uscita del singolo Head Above Water e del relativo album. Poi finalmente l'annuncio del Tour Europeo: Avril tornava in Italia, e questa volta per davvero!. L'Evento era stato fissato in un primo momento al Fabrique di Milano per il 16 marzo del 2020. I biglietti però andarono esauriti dopo poche ore, le richieste erano infatti tantissime, Ecco quindi lo spostamento al più capiente, seppure sconosciuto "spazio Lorenzini". Anche qui sold out e nuova data. Tutto inutile però, perché nel febbraio 2020, scoppia la "Pandemia" dovuta ad un virus "di origine sconosciuta" (diciamo così che facciamo prima...) il famoso...insomma quello lì- Ecco che il concerto viene spostato di un anno al 12 marzo 2021. Niente da fare il virus continua la sua mortale corsa...ed ecco che viene spostato al 6 marzo 2022, insieme al suo fratellino di Padova, questa volta in una location più grande ancora, il Mediolanum Forum di Assago.  Ci sono rimborsi, ticket che vegono comprati, persi e recuperati e panico vario, ma nemmeno questa volta è la volta buona, ed ecco così che il concerto slitta ancora all'aprile del 2023.

Era passato così tanto tempo che confesso che mi era quasi passata la voglia, ormai infatti quel concerto sembrava come l'Utopia di Osvaldo Soriano, che più cammini e più si allontana, anche se l'ottimo Love Sux e quelle date che aveva fatto fra Canada e USA la scorsa estate avevano fatto venire un poco di acquolina in bocca. 

La data del concerto si avvicina e l'acquolina in bocca mi torna prepotente, ed ecco il gran giorno. E' ponte del 25 Aprile e ho tutto il tempo per prepararmi, ma ormai mi sono scordato di come si va ad un concerto, ok mi metto la maglietta, ma quale? Ah giusto ho la sua, periodo Under my skin, che mi ha regalato la mia amica Manuela, che ovviamente è stata della partita fin dall'inizio, e ha condiviso con me l'infinita attesa. e poi che faccio, mi porto i panini appresso, li compro là, non mangio stoicamente? alla fine opto per delle (schifose) barrette energetiche, forse più adatte ai miei giri ciclistici. Il super biglietto (un foglio enorme perchè ho preso alla fine il ticket elettronico) è nello zainetto insieme ai pochi alimentati. Passo a prendere Manuela e iniziamo il lungo tragitto metropolitano (inteso nel senso di uunderground come dicono gli anglosassoni). Guardiamo le persone sul vagone per intuire chi potrà essere fra i partecipanti. Comunque alla fine si arriva (alla fine si arriva sempre da qualche parte) e si entra, devo dire con una delle mie genialate, anche se ho seguito solo dei ragazzi che andavano nell'anello C (quello è il posto assegnato, almeno teoricamente) o chiesto pure informazioni, alla fine spunto a metà della fila e ci infiliamo con nonchalance. I fan di Avril sono buoni rispetto ad altri e ci fanno passare senza rompere, facciamo la solita trafila :biglietto, borsa e balle varie, una gentile signorina ci dà un biglietto con scritto Anello A.

Anello A? ma non era il C? Beh, a caval donato non si guarda in bocca e quindi andiamo in questo settore A anche se poi dobbiamo andare dall'altra parte del forum, ci posizioniamo sul lato destro del palco, in basso, circa a metà, insomma una posizione molto migliore del previsto. Meno migliore del previsto gli scalini altissimi che non mi ricordavo, e che lasceranno il ricordo sulle mie povere gambe il mattino dopo.

L'attesa viene resa più leggera dai gruppi di supporto, la giovanissima e pimpante Phem, una sorta di Olivia Rodrigo più ruspante, che devo dire non dispiace affatto, e poi The Girlfriends, un gruppo che mi pare un poco troppo rassomigliante ai Blink 182, ma che diciamo qualche buon brano lo propongono.

Ora è arrivato il turno di Avril, sono ormai le nove ed un quarto le luci sono spente; ragazzi e ragazze, giovani e meno giovani, urlano dall'eccitazione. Ed ecco che sulle note della cover di Bad Reputation compaiono sul gigantesco schermo posto in fondo al palco le immagini di Avril, una specie di riassunto dei suoi video più famosi, cosa che fa crescere ancora di più l'attesa. Ed ecco che il concerto inizia sul serio, Bite me come da aspettativa è il pezzo di apertura. Avril è finalmente lì, vestita con il gonnellino, le calze a rete, gli stivaletti, come molte sue fans, e appare subito molto carica, si muove per il palco non troppo velocemente ma in modo convinto, tira calcetti all'aria,  appoggia un piede  sull'amplificatore da vera rocker. Partono stelle filanti e palloncini colorati di arancio e nero (alla fine potrò colpirne uno che mi era arrivato addosso). Subito dopo è la volta di What the Hell, che viene prima cantata a cappella, e poi attacca la musica. La voce mi appare un po' stanca, un po' faticosa nei toni bassi, anche se "spacca " quando va sui toni alti, a lei da sempre più congeniali. C'é da dire che in alcuni pezzi all'inizio mi pare che il livello del microfono non sia ottimale, in particolare durante When you are gone quando proprio non si sente la sua voce. Non si tratta però, se non in parte, di problemi di voce (anche se un poco di stanchezza dopo 4 concerti praticamente di seguito ci può stare) ma proprio di microfono basso. Il concerto prosegue con Here's to never growing up e Complicated, che mi aspettavo più avanti,  ma va bene. Poi Avril esce per un paio di minuti lasciando spazio alla Band, che sappiamo totalmente rinnovata, e che appare ben rodata e con buoni musicisti. Il gruppo suona una versione strumentale di It was in me, con qualche elemento di Dare to love me, e qui inizia la parte "romantica" del concerto, Ed ecco quindi When You are Gone (con i problemi di microfono di cui sopra) e soprattutto Nobody's home, che credo non facesse più Live proprio dal 2011 (l'aveva proposta già la sera prima a Padova). E poi ecco attaccare, dopo la già nota intro, My Happy Ending, e sembra di essere tornati in piena Under My Skin era.  E poi è  la volta di quella che io ritengo la migliore canzone, o meglio singolo, forse di sempre di Avril ovvero quella I'm a Mess, che non si è filato quasi nessuno, eccetto i fans, ma che è un vero gioiello di scrittura, grazie anche a Yungblud si intende. Durante questo pezzo Avril scende fra il pubblico,(vedi video in alto) e scompare alla vista di noi poveri emarginati che non siamo sotto al palco. E anche qui mi chiedo da quanto tempo non faceva una cosa del genere (chiedo a quelli che la sanno lunga e "Avril non si impegna, è scazzata e su e giù e e sotto e sopra, mi piacerebbe vedere loro, anzi no, non mi piacerebbe affatto...).

Con I' m a Mess finisce la parte romantica ed inizia quella "casinista-rockettara" e quindi arriva la cover di All the Small things dei Blink 182. Devo dire che quando avevo saputo di questa scelta avevo arricciato il naso. Infatti l'unica volta che Avril aveva interpretato questa canzone era stato in un programma francese, mi pare "taratatà" ed era stata di gran lunga la sua peggiore cover, scazzata come poche volte, non le aveva reso un buon servizio. Ma adesso è tutta un'altra cosa: infatti Avril fa entrare sul palco, uno a sinistra e l'altra a destra, il cantante dei Girlfriends e Phem, e sono loro ad iniziare a cantare il brano. Questa cosa mi è piaciuto molto e ho trovato Avril molto carina con loro. A differenza di altri, che tengono lontani i gruppi di supporto, e a volte li bullizzano pure, lei invece si mostra molto disponbile: non solo ha dato loro una grossa opportunità per farsi conoscere, ma ospitandoli sul palco durante il suo concerto gli dà una sorta di "investitura", Si vede anche che con Phem c'è un ottimo rapporto, le due si danno la mano e cantano insieme. Questo è anche il momento del Limoncello, infatti nell'atmosfera caotica che si ha sul palco, ad un certo punto del brano (cantato per lo più dal ragazzo) Avril dice qualcosa di cui non capisco niente tranne la fatidica parola "lemoncellow" ed ecco che le passano una bottiglia del liquore italico e lei lo fa bere praticamente a tutti i componenti della band, poi prende una sorta di lanciafiamme e insieme a Phem spara verso il pubblico, ma per fortuna è solo del fumo, mentre i musicisti corrono sul palco insomma caos totale !

Dopo questo gran casino ci si ricompone un po', Oddio, c'è una lunga intro con Hello Kitty, per fortuna solo suonata, ed in versione più rock e poi si riparte con Avril alla batteria per Love Sux, altro momento divertente assai e ancora Girlfriend,  Love it when you hate me, e Skater boi, fatte alla grande tutte quante.

Ovviamente c'è la solita pausa di qualche minuto prima dei "bis", di cui fanno parte viceversa le canzoni più intense di Avril, e quindi ecco Head Above Water, con le bellissime immagini girate in Islanda che corrono sullo sfondo, e poi Avalanche, una vera perla dall'ultimo album, anch'essa molto di atmosfera, seppure più rockeggiante, ed infine la stupenda e inimitabile I'm with You, con le immagini del mitico video ed un'ottima esibizione. Ma ormai è finita, Avril ringrazia ancora per l'ennesima volta e sparisce (anche se pare che abbia firmato autografi per i fans che l'hanno aspettata). Il concerto non ha certo deluso, divertente, con quel tanto di spettacolo che ci vuole, con equlibrio fra le vecchie Hit e i nuovi brani e le varie anime della sua musica.

Eppure durante il concerto mi è venuto un pensiero, non ricordo precisamente quando, ma mi sono detto "certo che Avril è veramente sottovalutata." Voglio dire, di concerti ne ho visti più di cento, abbondantemente, di dischi ne ho ascoltati a centinaia, forse a migliaia. Credo di capirne qualcosa, credo. Avril è attiva da venti anni, ha sfornato dischi sempre almeno decorosi, e spesso molto al di sopra della media della musica di quel momento, cambiando genere spesso senza mai "sputtanarsi" per così dire, e variando musica in continuazione. I suoi concerti non durano una eternità, ma sono belli e divertenti, eccellenti esibizioni che fanno divertire e commuovere al tempo gli spettatori. E' da 20 anni e passa che ha un suo seguito che non cresce ma neppure è sparito, sta facendo sold out in tutta europa.  Eppure viene trattata come una roba un poco così, un tempo solo musica per ragazzini, ora che sono passati gli anni per over 35.  Che poi mi pare una notevole minchiata, visto che vale per tutti questa regola .Ma insomma le vogliamo dare credito almeno un poco?

Ma lasciamo stare queste riflessioni per altre volte, noi che abbiamo vissuto questo concerto alla fin fine ce ne possiamo infischiare, di certo faremo fatica a dimenticare quell'ora e mezza di sogno.

mercoledì 24 ottobre 2018

Halestorm LIve all'Alcatraz di Milano- recensione

Ed eccomi dopo molto tempo a recensire un concerto live: purtroppo tempo scarso e pigrizia mi hanno impedito di recensire alcuni concerti che valevano almeno qualche riga, Green Day e Shakira su tutti, ma...Hey! nessuno è perfetto! Quindi cerco di rimediare con il concerto degli Halestorm del 22 ottobre all'Alcatraz di Milano.
Preso per tempo e prudentemente il biglietto (in effetti si è registrato il Sold Out) ho atteso con trepidazione crescente il concerto. L'ultimo disco mi è piaciuto assai, ed era 3 anni che li attendevo. Nei giorni precedenti avevo nutrito la mia attesa cercando qualcosa su di loro nei vari inserti dei giornali, ma Tutto Milano di Repubblica liquidava il concerto in 2 righe 2 (mooolto più importanti un gruppo di ex-giovanotti di mezza età come gli Spandau Ballet e non mi ricordo quale rapper à la page....) ed anche il giorno del concerto c'era un trafiletto in cui si diceva soltanto che "erano famosi per l'attività Live"...tralasciando 2 Grammy Award vinti e 4 dischi in studio...quisquilie...
Lasciando da parte la felice ignoranza dei giornalisti (presto o tardi scriverò qualche polpettone su quella cosa chiamata critica...) parliamo del concerto. Arrivo all'Alcatraz (in via Valtellina) sfruttando i mezzi pubblici. Piccola nota: ormai Milano, almeno da questo punto di vista, si sta realmente avvicinando alle grandi capitali europee, si può girare abbastanza comodamente usando i mezzi pubblici, e se potete, ve lo consiglio, meno inquinamento, più economico  e meno stress.
Fatto vedere il biglietto (in realtà nessuno mi ha cagato, mi hanno ispezionato con un metal detector (!) e lasciato passare senza strappare il tagliando, quindi ne deduco: pagare il biglietto è un optional e basta non andare imbottiti di esplosivo per entrare? A saperlo prima risparmiavo...) entro nella sala e con mia sorpresa vedo che è giù praticamente pieno: E' vero che sono arrivato poco dopo le 20.00 ed il concerto inizia alle 21, ma non pensavo di trovare già il pienone. Il mio piano tattico di sedermi nella parte davanti al palco va quindi a pallino, però alla fine sarà un vantaggio.
In effetti inizio  a posizionarmi sulla parte sinistra del palco, piuttosto vicino a questi e mi godo il gruppo di apertura, tali DevilSkin, che non sono per nulla male: la cantante ha i suoi argomenti, e non solo prettamente vocali, ed i due che l'accompagnano al basso e chitarra, hanno il Look e la grinta giusta, a metà fra gli ZZ TOp e dei vikinghi incazzati neri...
Finiscono il set giusto verso le 20.30, il tempo di assaporare la solita birra gelata (che in larga parte finisce dentro il cestino della spazzatura più vicina, non rischio una congestione per finire una birra del cazzo, ed è l'ultima volta che ci casco) e per guardare un po' com è composta la fauna degli spettatori, che, con mia sorpresa, è decisamente più "aged" di quanto ci si potesse aspettare. Ci sono sì ragazzi, ragazzotti e qualche ragazzina, ma alcune persone sono decisamente sopra i 40 ed anche i 50. In particolare c'è una copia davanti a me, che ci si potrebbe aspettare di vedere che so, al cineforum o a qualche conferenza culturale, che non ha paura di stare a 5 metri dal palco attorniato da ragazze variopinte e ragazzi zazzeruti e debitamente sudati.
In ogni caso mi sistemo bene proprio alla sinistra, ad un paio di metri dalla barriera, con un ampificatore in mezzo ad oscurare un poco la vista ma messo in buona posizione per vedere Lizzy, il chitarrista e Arej alla batteria, un po' meno n bassista che però, durante il concerto, spunterà a sorpresa dietro l'amplificatore a farsi vedere. Che caruccio!
Alle 21 in punto (ma sono della Pennsylvania o Svizzeri?)  il concerto ha inizio con Black Vulture, per poi proseguire con Love Bites, Mz Hyde e Apocalyptic. Da subito è chiaro che la band è in vena, Lizzy tiene il palco in modo magistrale e i ragazzi la assecondano in modo fantastico.
Lizzy è in tenuta da combattimento, per così dire: minigonna cortissima di pelle nera, e tacchi a dir poco vertiginosi, direi anzi più che vertiginosi, nel senso che fanno venire le vertigini a tutti quanti, donne e uomini, grandi e piccini. Il tutto condito da una voce "da paura". I momenti Clou del concerto sono Killing ourselvs to death e Do not Disturb, ma soprattutto Amen, che viene allungata forse del triplo della sua durata, con una vera suite musicale da band di razza, e durante i bis, dopo  The silence, l'unica ballata che il gruppo si concede (in alcuni concerti hanno anche eseguito Another Taste of Poison) spicca Miss the Misery, dove Lizzy si butta dentro con grandissima energia (come per il resto del concerto, peraltro) e anche qui il pezzo è decisamente più lungo con vari assoli e variazioni.
il concerto si chiude con la canonica Here's to us in cui il gruppo saluta (insieme anche alla band di supporto) tutto il pubblico, dimostrando grande simpatia e gratitudine per il pubblico arrivato numeroso e molto caloroso, e che spesso ha accompagnato la band cantando a squarciagola le canzoni.
Un paio di ragazzi  dall'accento emiliano commentava durante il concerto che "meritano un altro palco, sono bravi, meritano di più". Concordo, ma purtroppo ormai ai giovani (con qualche eccezione) il rock non interessa più: preferiscono finti fenomenti come il "rap italiano" o musichette stagionali, almeno qui in Italia. Venti-venticinque anni fa gli  Halestorm avrebbero venduto milioni di copie e riempito stadi, adesso suonano all'Alcatraz (seppure con Sold Out)
E' un peccato, ma non per quelli che erano lì,  ma per quelli che non ci sono andati.
IO c'ero, e per il resto, come diceva quel noto filosofo latino...Sti cazzi!
Ultima nota: a mio avviso questo è il migliore dei 3 concerti che ho visto degli Halestorm, e credo sia la loro miglior tournèe.
Speriamo tornino presto...
(si ringrazia l'autore del video)

sabato 6 febbraio 2016

Recensione del concerto dei Tonight Alive a MIlano Fabrique

E come al solito sono qui a fare una breve e circoncisa recensione del concerto dei Tonight Alive tenutosi la sera del 5 dicembre a MIlano presso il Fabrique.
Dopo essermi preparato al concerto portandomi dietro la videocamera argutamente nascosta in un marsupio mimetizzato dentro al cappottone (genialata che non mi servirà a molto come vedremo successivamente) me ne parto con la mia potente Citroen C3 verso il locale dove si terrà il concerto ovvero il Fabrique di via Fantoli. Vi ero già stato in occasione del concerto degli Halestorm a marzo, curiosamente avevo visto in precedenza gli halestom ai magazzini generali, ed anche i TA li aveo visti ai magazzini generali. Anyway arrivo abbastanz acomodamente al luogo,(via tangenziale 15 minuti circa)  trovo anche il parcheggio ad una sessantina di metri dal Fabrique. I cancelli sono già aperti e non c'è la ressa che magari pensavo. Dentro un centinaio scarso di persone già assiepate sotto al palco. Sono deluso dalle poche persone anche se considero che per una volta il concerto me lo posso vedere bene. Mi siedo ed aspetto. UN gruppetto suona come d'abitudine prima del main act e non sono nemmeno male, una sorta di alternative rock tinto di hard e psichedelia.
Alle 21.15 salgono sul palco i Tonight Alive sulle note di To be free. PArto con la mia videocamera, ma uno della security mi blocca dopo meno di 2 minuti dicendo "non si può riprendere con la videocamera". Ah ecco con la videocamera no, ma con i telefonini che hanno ormai una qualità superiore e spazio quasi pari sì? E poi mica volevo fare un DVD era per "uso personale".
 Colpa mia che avrei dovuto piazzarmi nella piccola folla (alla fine circa 250 persone). Vado quindi più avanti e po icambierò posto mettendomi più centrale. I Tonight ALive, nonostante il pubblico non da grande occasione (ma comunquee reattivo)  ci danno dentro sopratutto Jenna pare veramente un "animale da palcoscenico" notevole, Canta benissimo, facendo bene anche gli acuti e muovendosi in modo alle volte militaresco, ma anche sensuale (ed i suoi capelli biondo naturale sono decisamente meglio delle varie tinture verde-nero.blu rosa...).
Dopo to be Free, che dal vivo pare veramente potente e maestosa i lgrupo poresegue con The Fire e The Ocean. Poi Hell and Back, Waht are you scared for ed una sentita versione di Amelia. Come capirete il fulcro del concerto appare da subito essere il precedente The Other Side, il che da un lato non stupisce, visto che è un disco che il gruppo (e  Jenna in particolare) sentono molto, però il tour si iNtiola Limitless e le aspettative sono per pezzi nuovi. Al posto di questi vi è un momento acustico composto da The Other Side e Complexes (non sono sicuro che fosse questa la canzone, mea culpa) Posate le chitarre acustiche ecco ritornare con l'elettricità e via via i vecchi successi, l'attesa The Edge, in cui il pubblico sembra impazzire, e anche i nuovi singoli Human Interraction e Drive, che dal vivo risultano più convincenti.. Dopo un'ora il gruppo saluta ma si capisce che è una finta, difatti nel giro di un minuto rientrano ed ecco How does it feel, già diventato un inno e Lonely Girl.
Concerto bello, però con due difetti a mio avviso, aver presentato delle nuove canzoni solo quelle già note, per cui non riesco a vedere quale maggiore pubblicità porti al prossimo disco in uscit ail 5 marzo (a meno che dopo l'usicta dle disco non aggiungeranno i pezzi inediti...) ed una durata del concerto non proprio mitica, insomma con 3 Cd all'attivo mi sarei aspettato una ventina di minuti in più almeno...anche se questa è una tendenza che vedo sempre di più frequentemente (e vabbè il prezzo del biglietto non era certo caro rispetto ad altri concerti anzi...)
Sull'altro lato i Tonight Alive sono veramente un gruppo molto compatto dal vivo, suonano conu na sicurezza enorme. i brani sono tutti buoni e, come detto, Jenna è una front woman coi fiocchi.
ed ecco il pezzettino di video che ho girato, ovviamente ce ne sono di migliori in giro, ma visto che è l'unica cosa che mi hanno permesso di riprendere, almeno che serva a qualcosa

mercoledì 20 gennaio 2016

I Tonight Alive saranno a Milano il 5 Febbraio! +How Does it Feel?

Notiziona per tutti gli appassionati di punk-pop. rock e dei Tonight ALive in particolare: la band australiana sarà a Milano al Fabrique il 5 di febbraio per un concerto che si preannuncia come indimenticabile- i 5 canguri hanno anche fatto uscire il secondo video ufficiale intitolato How does it feel e se il primo video Human interraction mi aveva lasciato perplesso devo ammettere che questo invece mi ha gasato non poco! Chitarre incisive batteria fantastica e Jenna al top! IL concerto lo ripeto a rischio didiventare ripetitivo, si prennuncia fantastico (ho visto qualcosa delle date australiane...so quello che dico...)
Ovviamente ci sarò

lunedì 7 dicembre 2015

Hey violet Live in concerto Magazzini Generali- recensione

C'è freddo, un cazzo di freddo - Questo il mio pensiero mentre salgo in macchina per dirigermi verso i Magazzini Generali, dove si terrà il concerto degli (o delle) Hey Violet. Il freddo c'è. e anche pungente, e c'è pure il traffico, ma tutto sommato me la cavo ed arrivo a destinazione una decina di minuti prima delle 20, orario supposto di inizio del concerto secondo l'inserto de "la Repubblica" (In realtà il biglietto ed i vari siti dicono 20.30, ma si sa che quelli de "La Repubblica" hanno informazioni che solo loro hanno...e difatti sono quasi sempre sbagliate).
L'ultima volta che ero stato qui, se non ricordo male, era stato per Ok Rock e Tonight Alive, era sempre un 4 dicembre, c'era freddo ma era meno. e la coda era, molto, molto più lunga...
Stavolta me la cavo in 5 minuti, forse meno. Vedo che c'è meno gente dell'altra volta, o forse le persone arriveranno dopo ( e difatti il locale piano piano si riempirà,ma non in modo strabordante come per i TA o gli Halestorm qualche mese prima) Affido giaccone alle commesse del locale, e cerco un posto per vedere bene. Come detto non ci sono molte persone, ma nei pressi del palco la concentrazione è veramente notevole. Osservo un po' la "fauna " ed è più o meno come me l'aspettavo, 90% di giovanissimi (under 20 se non 18) e 90% di ragazze. Evidentemente la popolarità nel nostro paese delle Hey Violet è dovuta quasi esclusivamente al tour di supporto al 5 Seconds of Summer.. IL restante 10% è composto da genitori, e in piccolissima parte da rockettari incalliti come il sottoscritto. Peraltro anche alcuni dei genitori non sfigurano accanto alle loro figliole, anzi: Ne vedo uno poco davanti a me con una cresta stile Joe Strummer nel 1982, un orecchino piuttosto evidente al lobo e tatuaggio, oltre che una pancia notevole, un'altro che identifico solo più tardi come genitore ha i capelli lunghissimi stile Rage against the machine, e c'è pure una madre che accompagna la figlia: tra le due le differenze non sono molte visto che la madre, biondissima, ha una ciocca verde che le spunta in mezzo alla folta capigliatura...Cose simpatiche a parte il concerto è preceduto dalla esibizione di un cero Jessarae, tanto sconosciuto quanto (ammettiamolo ) figo, che le ragazzine salutano estasiate, anche se credo che nessuno sappia chi sia il tipo, tanto è vero che fa vedere il suo nome scritto su un foglio. I suoi 25 minuti sono gradevoli, le canzoni non sono gran cosa, ma canta bene e non gli è difficile ipnotizzare la piccola folla. Avrà successo...
 Alle 21 in punto, salgono sul palco le nostre anzi i nostri eroi, lasciandomi sorpreso. In effetti non sono più 4 ma 5 perché alla formazione si è aggiunto un bassista di chiara origine asiatica, permettendo a Rena di dedicarsi al solo canto. L'altra novità è data dalla pettinatura della suddetta Rena, che non è più quell'acconciatura a metà fra il punk ed il rasta che l'aveva caratterizzata, ma è un molto più semplice taglio a caschetto con capelli neri, direi più pratico ed anche più carino. E forse Rena è proprio la sorpresa in positivo della serata, tiene infatti bene lo stage, nonostante la piccola statura, canta bene, ma non si comporta da leader lasciando alla sorella Nia (veramente ottima batterista) ampio spazio nel presentare le canzoni e dire cose che mi risultano indecifrabili (forse parlare lentamente quando sei all'estero sarebbe meglio...o no?..) Le ragazze, pardon i ragazzi e le ragazze del complesso partono subito alla grande con Can I feel it e this is why. Noto con un certo dispiacere che la musica degli Hey Violet ormai non ha più niente a che vedere con la musica del precedente gruppo in cui militavano Rena, Nia e Miranda, le Cherri Bomb, e questo mi rende un poco perplesso nella parte iniziale. Devo dire che le mie perplessità scemano per poi scomparire quando il gruppo si riunisce al centro del palco per una parte acustica in cui spicca I'm There, e successivamente, ripresi gli strumenti elettrici, Sparks Fly. Da allora in poi trovo il concerto decisamente divertente e riuscito, nonostante una acustica del locale non proprio perfetta. IL finale è dato da You Don't love me like you Should, in cui il chitarrista Casey Moreta scende anche tra il pubblico per l'assolo di chitarra. Tutti si agitano e ballano sia sul palco che sotto. Caos Totale...
DOpo una cinquantina di minuti però gli Hey Violet hanno concluso il loro non gigantesco repertorio per cui salutano (molto brevemente) e se ne vanno.
Alla fine devo dire che, pur nei limiti della durata, mi sono divertito e ammetto che, ormai, le Cherri Bombs fanno parte del passato, Rena Nia e MIranda hanno scelto un'altra strada, una musica più pop, divertente e frizzante ma anche con canzoni più calme e riflessive, ed i risultati sembrano dargli ragione. Alla prossima quindi...

sabato 4 aprile 2015

Halestorm cronaca del concerto di Milano del 29 marzo



Come forse si era letto fra le righe...sono andato al concerto degli Halestorm, tenutosi al locale Fabrique in via Fantoli a Milano. La location del concerto non era male, lo spazio era abbastanza ampio e ben distribuito , a differenza dei Magazzini Generali dove avevo visto il precedente concerto, dove c'è una specie di budello stretto per cui la visione del palco è veramente ardua. Al Fabrique viceversa il parterre è distribuito  attorno al palco, quindi è più largo che lungo e questo permette una migliore visione, sopratutto se ci si mette sugli scalini alla destra del palco. Ciò mi ha permesso di girare qualche video anche decente, come quello che posto sotto. Per arrivare al concerto l'ho trovato buono, non eccezionale. Gli Halestorm hanno fatto pochi pezzi nuovi, tra cui questo Mayhem che potete ascoltare sotto, i 2 singoli Amen e Apocalyptic (continuo a preferire il primo...) ed una canzone chiamata (pare) Bad Girl World, di genere decisamente più rilassata, quasi blues, rispetto alla media delle loro canzoni, sopratutto quelle che eseguono nei Live. Nell'insieme possiamo dire che i quattro ci hanno dato dentro di brutto, privilegiando i pezzi veloci e pesanti, a scapito delle ballate, difatti né I Bet you Wish you had me back né Familiar Taste of Poison sono state eseguite, l'unico break è stato ,   perdonate il gioco di parole, Break in, eseguita al piano da Lizzy, con una performance vocale onestamente lontana dall'essere ottimale. Apro piccola parentesi: Lizzy è bravissima a cantare i pezzi rock tirati, ma pur avendo grosse qualità vocali, deve imparare a gestire meglio la voce in pezzi che richiedano, come dire, il fioretto più che la sciabola. A scanso di equivoci è stato un bel concerto, molto tirato, , con molta energia, non di grande durata (1 ora e 20" comprese le soste) con il solito intermezzo dell'assolo di batteria del divertente e pazzoide Arej. Tra i pezzi eseguiti I get Off, I miss the misery, Love Bites, RockShow fino al finale con Here's to Us

lunedì 2 marzo 2015

The Subways Live in Milano La Salumeria Della Musica 28 febbraio 2015






...e finalmente il nostro eroe vide dal vivo i fottutamente mitici The Subways. Il concerto precedente me l'ero perso a causa dei postumi di una broncopolmonite, quisquilie....
Il concerto è stato spostato da Assago (non il pala ma un locale nelle adiacenze) alla Salumeria della Musica, luogo in cui mi ero recato già un paio di volte per altri concerti (Patrizia Laquidara e Brooke Fraser ) . Tutto sommato forse è stato meglio così- Entro quindi alla e 20,40 (l'orario del concerto è fissato alle 20,30 ma so bene che i Subways saliranno sul palco almeno un'ora dopo. Prendo una birra, purtroppo in un bicchiere di plastica, a temperatura troppo bassa e troppa, ma va bene..., mi scolo  la birra mentre un gruppo italiano suona, nemmeno tanto male, diciamo che sono dignitosi. Poi sale su un gruppo di cui non consoco il nome, ma credo siano la spalla ufficiale dei The Subways. Si tratta di due tipi zazzeruti (basso e chitarra) ed una tipa bionda, assai svestita e anche assai scema (oppure ubiraca) i tre intrattengono il pubblico (che inizia a farsi numeroso, nell'ordine di un paio di centinaia di persone) più grazie alle grazie (pardon por le jeu de paroles) della biondina svestita (che suona abbastanza bene la batteria ed urla nel microfono ) che grazie alla qualità musicale. Dopo mezz'ora abbondante pensano bene di levarsi dalle palle ma ci vuole ancor aun poco perché i tre Subways appaiano. Alle 22,1 5 circa finalemnte fanno il loro ingresso, salutati dal pubblico calorosamente. In realtàsono in due perché Josh (il batterista) è assente, ma comunque ben sostituito.
SI parte a spron battuto con We Don't need money per poi passare ad una nutrita carrellata di canzoni tratte dall'ultimo (ed ottimo) cd tra cui Taking all the blame e My Heart is pumping to a brand new beat , per poi arrivare alle storiche Rock&Roll Queen e Yeah Yeah. I tre o meglio due tengono il palco splendidamente, trascinando anche i più riottosi in un vortice di divertimento e rock'n'roll puro, come deve essere, senza fronzoli e senza insensati e noiosi intellettualismi.  Molto simpatico sopratutto il cantante e chitarrista Billy Lunn, bravissimo sia a suonare che a cantare, ma sopratutto simpaticissimo, parla inglese lentamente, facendosi capire e facendo ridere il pubblico. Grande quando si butta nel pubblico durante "it's a Party" seguito poi dai tre del gruppo precedente, ma ancora più grande quando dichiara "adesso sarebbe il momento in cui noi lasciamo giù gli strumenti, andiamo via un attimo, voi chiedete One more songs one more songs e noi rientriamo. Niente di questa bullshit, rimaniamo e suoniamo" finalmente qualcuno che la fa finita con la menata dei bis già previsti prima ancora che qualcuno li richieda. Insomma per farla breve è stato veramente uno dei concerti più divertenti che abbia mai visto, e di concerti ne ho visti veramente tanti...


giovedì 11 dicembre 2014

One Ok Rock. Tonight Alive e Mallory Knox. recensione del concerto del 4 Dicembre 2014

Come forse avevo anticipato, il vs molto onorevole inviato si è catapultato al concerto dei Tonight..ehm volevo dire degli One Ok Rock che si è tenuto il 4 dicembre presso i Magazzini Generali in quel di Milano.
L'acquisto dei biglietti è stato alquanto complicato, e non mi dilungherò, se non per dire che a Mariposa Dischi, secondo me e senza offesa per nessuno, si beve qualche bicchiere di troppo, spero almeno sia buono.
In ogni caso la mia preparazione al concerto è stata ottimale, studiata fin nei minimi dettagli, ed infatti anche questa volta non ho fatto quello che avrei dovuto fare, ma di questo parlerò più avanti.
Il racconto inizia vero le 19 di giovedì 4, quando finalmente riesco a posteggiare davanti ai Magazzini. Con mio stupore vedo una fila notevole davanti a me per entrare e, quindi, disciplinatamente e bestemmiando solo ed unicamente fra me e me medesimo mi metto in fila. Nella attesa di entrare, cioè circa una mezz'oretta, mi devo sciroppare le amenità di una dolce fanciulla leggermente bimbominchiosa che, per dirla in soldoni, è solo lì per gli One Ok Rock che sono, sulla carta, il gruppo che meno mi interessa, e si lamenta del fatto che vi sia un special guest (che poi sono 2, basta guardare sul sito, cara fanciulla bimbominchiosica) ed esclama, piena di disappunto bimbominchiosico "mi rompe che ci sia un gruppo prima!". Ora, se ti rompe, perché vieni al concerto 2 ore prima (in realtà 2 ore e mezza prima) del tuo gruppo? vieni lì un'oretta dopo, ti rompi di meno te, e mi rompo di meno io, giusto no?
Ok, in ogni caso poco dopo le 19,30 sono dentro: ora gli orari annunciati sono 19.20 Mallory Knox: 20.20 Tonight ALive e 21.30 One Ok Rock. Quindi i Mallory Knox hanno già iniziato, e quindi, ignorando la possibiltà di mettere giù il cappotto all'entrata mi fiondo per provare a riprendere con la mia videocamera. Commetto però un grave errore. Chi è stato ai Magazzini Generali saprà che si tratta di un budello, in sostanza c'è un corridoio ed alla fine il palco. Punto. C'è un piano superiore da cui alcuni privilegiati si godono tutto molto meglio (interrogazione parlamentare attesa a tale proposito!) ma per il resto.... nulla!. C'è solo un piccolo scalino sulla destra, (forse c'é ne è uno anche dalla parte opposta) che tutto sommato può essere un buon posto per vedere e soprattutto riprendere il concerto. Con gli Halestorm mi ero messo lì e non era andata male, Qui commetto appunto l'errore di cui sopra, vado trovo avanti e mi trovo nella terra di nessuno, troppo lontano dal palco ma troppo in basso per vedere.
Cerco difatti di filmare qualcosa ma rinuncio. Il set comunque ribadisce le buonissime impressioni che ho avuto da quei pochissimi video visti. Gli inglesi Mallory Knox sono una band che ci sa fare, il cantante (che dovrebbe chiamarsi Dave) ha una bella voce, graffiante, forse qualche volta commette qualche errore di precisione. ma nell'insieme risulta efficace e tiene bene il palco, ed il resto della band mostra affiatamento e capacità. Alle 20 hanno però già finito, dopo aver scaldato il pubblico a puntino. Alle 20.20 è il momento da me più atteso, ed i ragazzi australiani dei Tonight Alive salgono sul palco preceduti da una musica quasi da thriller. Jenna, la cantante, sfoggia un berretto da baseball all'incontrario e dei capelli nero-verdi, ed è ben lontana da come appare nel video di The Edge, anche se è proprio quello il pezzo con cui iniziano. Subito si vede che questa è una band vera, e che i paragoni con i Paramore non reggono molto anche perché Jenna è di una buona spanna superiore, e non solo in altezza, alla grintosa Haley, Difatti la cangurina mostra, assieme ad ottime doti di frontwoman, una notevole estensione vocale, veramente impressionante a tratti. Le sue doti vocali aggiungono decisamente una marcia in più e danno maggiore spessore ed originalità ad una musica che. altrimenti, per quanto apprezzabile,  rischierebbe di scadere nel già sentito. La band australiana ripercorre buona parte dell'ultim disco, per cui Lonely Girl, The Other Side e Fire vengono proposte in modo perentorio ed efficace. Riesco a girare un paio di video e poi mi arrendo, ma il concerto mi soddisfa. I Tonight salutano il pubblico calorosamente ricambiati, e ne approfitto per sganciarmi e finire nelle retrovie.
Qui  prendo fiato ed una birra e poi noto un ragazzo che invita una ragazza a seguirlo fuori con aria furtiva. Mangio la foglia e mi precipito anch'io e vedo Jenna circondata da un gruppettino di fans che parla e firma autografi. E qui mi maledico, perché avevo pensato di portarmi una biro ed un pezzetto di carta, ed invece... Scatto comunque qualche foto, e poi torno indietro, dopo aver notato che anche alcuni componenti dei Mallory knox sono usciti a parlare coni fans. Molto carino da parte loro, questi ragazzi ancora fanno musica per divertirsi e non per puro business, mi dico. Compro il disco del gruppo inglese con i restanti 15 euro.
Inizia finalmente l'atteso Show degli One Ok ROck. Li ascolto con interesse, ma anche con un certo distacco, perché voglio capire perché siano così più famosi degli altri due gruppi. Sinceramente non lo capisco, anche se mi adeguo. Tengono bene il palco, il cantante sale costantemente su uno sgabello e da lì sembra incitare la folla che lo segue estasiata, però musicalmente mi paiono decisamente più banali e piatti delle band che li hanno preceduti. Sopratutto il batterista picchia come un forsennato, ma non cambia quasi mai (per non dire mai) ritmo. Sentendo bene la voce del cantante nell'unico brano un po' calmo la trovo decisamente nasale e non particolarmente buona, in confronto agli altri due. In ogni caso mi guardo l'oretta di concerto, quando poi il gruppo esce in attesa di essere richiamato per i bis di prammatica sgattaiolo fuori dall'uscita dove padri e madri impazienti aspettano i figlioli.
Buon concerto alla fine, spero di rivedere Mallory e Tonight Alive in concerti dove magari possano suonare più a lungo.

lunedì 24 novembre 2014

Mallory Knox a Milano il 4 Dicembre



Pochi giorni fa è stato annunciato il concerto dei Tonight Alive a Milano. Con una certa mia sorpresa ho poi appreso che i Tonight Alive sono solo l'opening Act del gruppo giapponese One Ok Rock.
Ma la serata è ancora più ricca perché c'è un altro gruppo che suona ancor prima dei TA. Si tratta della band inglese dei Mallory Knox, ammetto a me totalmente sconosciuta. Ebbene ho voluto dare un ascolto alla loro musica ed un occhio ai loro video e non mi sembrano per nulla male. In particolare questo brano mi sembra ottimo. Questo mi ha definitivamente convinto ad andare al concerto, e ad andarci anche presto, non voglio perdere questa band ( e nemmeno i TA, sugli OOR si può discutere)

domenica 9 novembre 2014

Tonight Alive a Milano il 4 dicembre!


Ebbebe sì; ieri mi ha giunta la notizia che la band punk/pop di Sidney sarà a Milano il 4 dicembre ai Magazzini Generali per un concerto che si prospetta assai rovente. Confesso che consideravo questa band nient'altro che degli emulatori dei Paramore, ma dopo un po' di ascolti ho cambiato idea.
In realtà, pur appartenendo allo stesso genere, i Tonight Alive sono dotati di una loro autonomia artistica, e ho impressione che Jenna McDougall sia anche meglio di Hayley Williams. D'altro canto anche gli Stiff Little Fingers devono parecchio ai The Clash, gli Aerosmith ai Rolling Stones e via discorrendo. Su di loro ne saprò di più dopo  il 4 dicembre, quando finalmente avrò la possibilità di verificare dal vivo le loro capacità.

mercoledì 23 luglio 2014

Billy Bragg in Concerto: teatro Dal Verme di MIlano 20/7/14

E così, dopo 3 anni di assenza: ho l'occasione di rivedere per la settima volta (proprio così, per mia fortuna ho tenuto conto di tutti i concerti che ho visto, e Billy l'ho frequentato dal 1988, poi 1989, poi tre volte negli anni 90 e poi la Camera del Lavoro nel 2011) il buon vecchio Billy Bragg, che forse non migliorerà il suo italiano e peggiorerà il suo inglese, come ci ha fatto sapere in apertura di concerto, ma migliora come interprete delle sue canzoni.
In compagnia di fratello e amico "bragghiano" (a proposito, ma se le fans degli One Direction si chiamano Directioner i fans di B:B come si chiamano... Braggers? Ok la smetto subito..) sono al Teatro Dal Verme alle 20,30. Ci si accomoda ai posti a sedere dopo che il secondino all'entrata ci ha fatto attendere per quasi mezz'ora. Prima dei concerti un tipo che ha l'aria del guerriero Celtico (giusto l'aria ...)fa finta di provare tutti gli strumenti. Probabilmente Billy e soci sono ancora al pub. Alle 21,30, puntualissimo sul ritardo (nel senso che avevo previsto che iniziava alle 21.30 e non alle 21.00) Entra il caro vecchio Billy, accompagnato da una band di 4 elementi. Batterista, bassista, chitarrista di elettrica, acustica e steel guitar, e tastierista. Parte subito con una Ideology riveduta e corretta in direzione country, il che ci fa capire che ci sono stati cambiamenti, ma alla fine la sostanza è sempre quella: canzoni di lotta e di amore intervallate da discorsi a volte seri, spesso invece conditi di irresistibile humor inglese (o bragghiano, o da braggers).Nelle sue intro alle canzoni  non può mancare qualche riferimento ai recenti mondiali di calcio, come alle meno recenti elezioni europee.
 Billy e la sua band  ci danno dentro subito con i pezzi dell'ultimo disco, per dire il vero non ne fanno moltissimi, se la memoria non i inganna eseguono No One Knows nothing Anymore, Handyman blues,  la bellissima e tristissima I ain't got no home e la trascinante There will be a reckoning.
Le canzoni nuove sono belle, ma sono le vecchie quelle che alla fine trascinano di più, così Shirley (anch'essa riarrangiata) Sexuality e Accident waiting to happen vengono accolte e salutate con ovazioni. La stessa cosa succede con New England, che Billy introduce raccontando una improbabile session con i Kraftwerk, con i quali avrebbe voluto fare le canzoni di Woddy Guthrie (anche lui presente con la classica All You Fascists Bound to Loose), ed alla fine di questa improbabile storia ecco una versione "alla Kraftwerk" dell'intramontabile canzone.
Il concerto finisce abbastanza presto con una dozzina di canzoni cantate, ma è solo una finta: passa forse nemmeno un minuto ed ecco rispuntare il nostro con la sua vecchia chitarraccia color beige.
Chissà se è ancora quella degli anni 80...ed ovviamente ecco i classici fatti stavolta alla vecchia maniera, ovvero da solo, e quindi To Have and to Have not e There's a Power in a Union, sempiterno inno di lotta.
Arriva furtivo il pianista ed ecco, a sorpresa, Tank Park Salute, da quel sottovalutato capolavoro che è Don't try this at home. E poi è la volta, e no, non poteva mancare nemmeno lei, di Waiting for the great leap forward, con gli altri componenti della band  che entrano man mano, prima il bassista, poi il batterista ed infine il chitarrista,  e si aggiungano alla canzone arricchendola sempre di più fino a farla esplodere in un grande finale. Alla fine un bel concerto e rimane impresso il messaggio di Billy: le canzoni non possono cambiare il mondo (" vi assicuro, ci ho provato ed è così") ma possono farci capire che non siamo soli e darci lo stimolo per fare qualcosa. Fondare un sindacato o magari cercare una nuova ragazza...

martedì 29 aprile 2014

Halestorm live ai magazzini Generali di Milano



Ieri 28 Aprile mi sono recato a vedere il concerto degli Halestorm, una band di cui ignoravo l'esistenza fino a qualche settimana fa, ma che mi sono entrati rapidamente in testa e nel cuore a causa del loro rock sporcato di metal, duro ma anche molto orecchiabile e quasi melodico.
Mi piace questo mischiare l'agro ed il dolce, la durezza delle chitarre e la forza della batteria con le melodie e la dolcezza della voce, per questomi piacciono le female fronted band, che tradotta nella nostra lingua (che mi dicono essere ancora l'italiano, fino alla prossima riforma del governo, almeno) significa le band che hanno una donna che canta. Ma passiamo al racconto della serata.
Dopo aver parcheggiato l'auto e aver raggiunto il luogo del concerto , situato molto vicino a dove avevo visto Gabriella Cilmi un paio di settimane fa (vedi post sotto) aver fatto vedere il biglietto ai due gentili gorilloni che sorvegliano l'entrata, entro.
Era la prima mia volta ai Magazzini Generali; appena entrato capisco che sono di fronte ad una scena stile inferi di Dante: caldo assurdo ed il posto, molto più piccolo di quel che pensassi, strapieno (e dire che mancava ancora un'oretta all'inizio del concerto). Avendo portato una telecamera per riprendere qualche pezzo dell'avvenimento ed il cappottone, decido che è meglio lasciare il cappottone ed ombrellino alla reception e infilarmi la telecamerina nella tasca dei pantaloni, con aria indifferente naturalmente. Mi avvicino a dove una band di volenterosi metallari intrattiene il pubblico, insomma, al palco. Mi avvicino per modo di dire, in effetti il posto, come detto poco capiente, è strapieno. Ci sono un paio di scalini sul lato destro, in mezzo c'è il Mixer e poi quello che si chiama parterre, ma che qui è l'unica cosa che c'è. Tutti assiepati al caldo e al puzzo, visto che la temperatura interna è almeno di 25 gradi. Cerco una posizione nella quale possa vedere qualcosa del concerto e magari registrarlo, e mi rassegno a starmene in piedi. Dopo che il gruppo di supporto ha finito e una attesa di circa mezz'ora, con buona puntualità, entrano sul palco gli Halestorm.
Subito attaccano con Miss the misery seguito da Freak like me e si capisce che la band è compatta, che Liz è bella, brava e quasi(quasi) carismatica, mentre il fratellone batterista è un pazzo scatenato, oltre che un eccellente batterista. In effetti a metà inoltrata del concerto Lizzy e la band escono e lasciano il ragazzo ad intrattenere il pubblico con la sola batteria. Arejay si scatena. percuote la batteria in tutti i modi possibili ed immaginabili, la suona in piedi, poi butta via le bacchette e passa a suonarla a mani nude. Finito questo grida alla folla: ne volete ancora? ovviamente la risposta è sì ed il ragazzo, entusiasta e con un ghigno degno del Joker dipinto sul volto annuncia trionfante "now the big sticks!" e tira fuori delle bacchette gigantesche, diciamo dei bastoni, e riprende a massacrare la batteria! Grandissimo!
A parte questo intermezzo chi guida le danze è Lizzy la cui voce è estremamente potente, ma ancora mi deve convincere di averne una totale padronanza. canta Break In accompagnandosi con le sole tastiere, è brava, ma non perfetta, mentre appare più a suo agio quando fronteggia la folla cantando a squarciagola e completando anche con assoli di chitarra l'esibizione. Vengono eseguite molte canzoni dell'ultimo disco tra cui Love Bites, Rock show Mr Hide daughter of darkness, Gold dust woman cover dei Fleetwood Mac e get ready dei Daft Punk in versione decisamente più rock dell'originale fino al finale con l'anthem Here's to Us.
Un'ora e mezza di concerto per un gruppo che sa offrire una non originalissima ma riuscita ricetta di buon sano rock'n roll, sudore e divertimento.
Arrivederci alla prossima!