Pink - Family Portrait
Questo video di Pink è di una bellezza, e tristezza, struggente: il ritratto crudo e realistico di un rapporto madre e figlia che non c'é. Il punto di vista del video è quello della bambina, snobbata dalla madre, interpretata dalla stessa Pink.
Alla fine del video, proprio mentre sembra che tra le due possa nascere una nuova intesa, il mondo patinato della pubblicità e della televisione, come un novello pifferaio magico, irrompe nella ritrovata serenità familiare e ruba la figlia alla madre.
Il sound un po' soul del brano e la voce roca e quasi blues di Pink completano un video tra i più belli degli ultimi anni.
Qui si parla di Rockenroll in modo leggero ma, spero, non superficiale. Rockabilly, bluesrock, punk, dark, hard, heavy(poco) funk, jazz, R&B, Ska, folk, grunge, di tutto un pop. Qui non troverete scomuniche a questo o quell'altro, o settarismi degni di qualche setta religiosa od ideologica ma solo spunti per ascoltare, divertirsi o riflettere su ciò che è rockenroll anzi uockenuoll, come direbbe Paola Maugeri. Buon divertimento!
venerdì 29 agosto 2008
mercoledì 27 agosto 2008
Crosby,Still, Nash & Young: Ohio
Nel Giugno del 1970 4 studenti vengono uccisi da parte di reparti della Guardia Nazionale all'università di Kent.
Colpito dall'avvenimento, Neil Young scrive di getto una canzone, dal titolo di Ohio, dedicata al fatto. La canzone viene registrata la mattina seguente dai CSNY, il leggendario supergruppo di cui fa parte anche il cantante canadese, e nel giro di poco tempo scala le classifiche divenendo una delle canzoni più importanti e significative degli anni della contestazione alla guerra in Vietnam e all'amministrazione di Nixon.
Ps
La versione qui risale al 1974, non è una perfetta esecuzione, ma forse è meglio così, è molto più "viva" di quella del disco.
domenica 24 agosto 2008
Recensioni. The Subways: All or Nothing
Nel loro nuovo lavoro, intitolato All or Nothing, The Subways tornano a proporre il loro Rock alternative, fatto di chitarre ruggenti, ritmiche sostenute, ma anche di momenti melodici, e finezze distribuite qui e là.
Rispetto ai primi lavori mi pare che ci sia qualche somiglianza in più a gruppi più noti, in particolare qualche piccola somiglianza con i Muse emerge qui e là.
Meglio assomigliare ai Muse che ad altri, sia chiaro.
Nel disco si alternano gli ormai classici pezzi tirati e trascinanti, tra i quali si segnalano Girls and Boys, titolo d'apertura, la piacevolissima Kalifornia e sopratutto I Won't let you down che pare all'altezza di Rock'n'roll Queen, il loro pezzo più famoso e che ne ha definito lo stile.
Affiancati a questi trovano spazio song dalle sonorità molto più soft, come Obsession, Move to Newlyn o Lost boys.
Non tutto è convincente, per esempio "This is the club for people who hate people" riprende stili sonori molto lontani da quelli tipici dei Subways (diciamo che siamo dalle parti dei Linkin park e similia), e che personalmente trovo tutt'altro che apprezzabili.
Inezie tutto sommato nel contesto di un disco decisamente riuscito, a cui forse manca un po' di imprevedibilità in più, ma che mi sento decisamente di consigliare agli amanti del sound british e alternative, o a chi cerca qualcosa di diverso.
Rispetto ai primi lavori mi pare che ci sia qualche somiglianza in più a gruppi più noti, in particolare qualche piccola somiglianza con i Muse emerge qui e là.
Meglio assomigliare ai Muse che ad altri, sia chiaro.
Nel disco si alternano gli ormai classici pezzi tirati e trascinanti, tra i quali si segnalano Girls and Boys, titolo d'apertura, la piacevolissima Kalifornia e sopratutto I Won't let you down che pare all'altezza di Rock'n'roll Queen, il loro pezzo più famoso e che ne ha definito lo stile.
Affiancati a questi trovano spazio song dalle sonorità molto più soft, come Obsession, Move to Newlyn o Lost boys.
Non tutto è convincente, per esempio "This is the club for people who hate people" riprende stili sonori molto lontani da quelli tipici dei Subways (diciamo che siamo dalle parti dei Linkin park e similia), e che personalmente trovo tutt'altro che apprezzabili.
Inezie tutto sommato nel contesto di un disco decisamente riuscito, a cui forse manca un po' di imprevedibilità in più, ma che mi sento decisamente di consigliare agli amanti del sound british e alternative, o a chi cerca qualcosa di diverso.
venerdì 22 agosto 2008
Chi ha paura di Avril ?

Leggo la notizia che in Malaysia, un partito di ispirazione islamica vorrebbe la cancellazione del concerto che Avril Lavigne dovrebbe tenere il 29 di questo mese, a causa, secondo gli stessi, dell'eccessiva sensualità dello show stesso.
Verrebbe da ridere: se c'è una cosa che non si può dire dello show di Avril Lavigne è che sia troppo sensuale, vsto che la cantante canadese canta (e suona) in calzoni lunghi e maglietta e scarpe da ginnastica per tutto il tempo, coprendosi pure con una pudica felpa rosa nel finale. E di certo non simula atti sessuali nè si tocca nelle parti intime, come fanno altre(i).
Verrebbe da dire "levateje er vino" (o la grappa di rose) se non che si presume che, in quanto islamici osservanti, siano debitamente astemi.
Ma se qualcuno solleva un problema, giusto o sbagliato che sia la soluzione, vuol dire che qualche ragione, magari non detta, c'è.
La ragione di questa levata di scudi non è da ricercarsi nella presunta sensualità dello show, ma piuttosto nel fatto che Avril, come peraltro altre sue colleghe, forse in modo più netto, è un simbolo di indipendenza e autodeterminazione femminile.
Compone le sue canzoni, le canta, le suona alternandosi a vari strumenti, e, peggio, comanda a bacchetta un gruppo di musicisti tutti maschi.
Troppo per dei tradizionalisti conservatori e bacchettoni, che pensano che le donne debbano stare in casa e non avere voce in capitolo su niente, altro che primeggiare in qualcosa, seppur di frivolo.
venerdì 25 luglio 2008
Gabriella Cilmi- Sweet about me
Questa canzone forse l'avrete sentita o no. Comunque secondo me è la canzone dell'estate. E la sua interprete, una giovanissima ragazza (ha solo 16 anni!) australiana di chiare origini italiane, è destinata ad una grande carriera.
Scommettiamo?
giovedì 24 luglio 2008
The Kinks- Lola
Nell'estate del 1970 esce Lola dei The Kinks, uno dei gruppi più importanti del beat inglese, che arriverà al secondo posto della classifica inglese.
Sarcastici ed irriverenti The Kinks non hanno raggiunto il successo dei Beatles e dei Rolling Stones, eppure le loro qualità non erano inferiori a quelle dei sopracitati gruppi.
Ne è un esempio questa canzone, dal ritmo molto accattivante e dal testo corrosivo.
In effetti sembra la classica canzone d'amore, ma è un amore un po' particolare; infatti nelle ultime parole del testo il protagonista dichiara che "io sono un uomo, e lo è anche Lola"
LO Lo Lo Loo-la!
domenica 20 luglio 2008
Juliette and the Licks: Purgatory Blues
Generalmente penso che i cantanti (o le cantanti ) debbano fare i cantanti, e non cercare di fare gli attori (attrici). E viceserva.
MI ricordo i tentativi penosi di Sting di cercare di fare l'attore. Un pochino (ma proprio solo un pochino) più convincente Madonna.
Per non parlare di Roger Daltrey, cantante simbolo degli Who che partecipò addirittura ad una versione cinematografica di "Vampirella" fumetto cult degli anni 70.
Il film era molto più scult che non cult, però.
Dall'altra parte ci sono stati innumerevoli tentativi, tutti abbastanza disastrosi.
Buon ultima Scarlett Joahnsson, il cui flop non mi commuove nemmeno un poco.
L'unica a salvarsi è stata Jennifer Lopez, che sicuramente ha avuto un buon successo come cantante.
Però come attrice era (ed è) molto meglio. Mi chiedo: perché rinunciare ad una carriera che poteva essere veramente grande come attrice per averne una così così come cantante?
Però alle volte qualcuno mi fa cambiare idea.
E' il caso di Juliette Lewis, che prometteva molto come attrice, però alla fine non ha combinato molto.
Si è così data al Rock, con la formazione dei Licks.
Quello che sembrava un passatempo è diventato una professione.
E bisogna dire che Juliette ci sa veramente fare; il suo( e dei Licks) Four on the Floor è veramente un buon disco, un rock grintoso ed un po' volgare, sporcato di blues , sigarette e wishky.
E se non ci credete beccateve questa purgatory blues, e buon pro vi faccia.
sabato 19 luglio 2008
Blondie- Sunday Girl
Giornata calda e afosa: non mi viene in mente nessun altro modo migliore di passare il tempo che godermi questo vecchio, old fashioned videoclip di Blondie, un gioiello di pop melodioso e rinfrescante.
mercoledì 16 luglio 2008
The WHO- My Generation
Questa è una mitica esibizione degli WHo ad un programma inglese in pieni anni 60.
Non ricordo il nome del programma:indimenticabile è però la esibizione ; si parte da una intervista demenziale ( -di dove Sei? -Di Londra. - Londra? -Londra, Inghilterra!) per arrivare alla conclusione della canzone, con la distruzione deglli strumenti (tranne quello di John ENtwistle, il bassista , che custodisce gelosamente il suo prezioso strumento dalla follia distruttrice dei suoi compari) con tanto di esplosione finale!
Kaos nel Regno Unito!
La canzone My Generation, con il suo nichilsimo generazionale ( "I hope to die before I get old") divenne rapidamente un inno, non soltanto dei Mods, gruppo giovanile a cui gli Who erano associati, ma di molti Kids inglesi e non solo.
lunedì 14 luglio 2008
In Tua Nua- "Seven into the sea" al Self Aid Irlandese
Nel 1987 a Dublino, in Irlanda, si tenne un concerto, chiamato Self Aid.
All'epoca l'Irlanda era ancora un paese povero, uno dei più poveri dell'Europa Occidentale, si portava ancora dietro il peso della secolare occupazione Inglese (l'indipendenza era sostanzialmente arrivata solo dopo la fine della seconda guerra mondiale)ed una massiccia disoccupazione.Perciò i principali gruppi e cantanti irlandesi decisero di mobilitarsi su questo tipo di problema. Oltre all'immancabile Bob Geldof parteciparono all'evento molti altri, tra cui Elvis Costello (inglese ma d'origine Irlandese) Chris De Burgh, The Chieftains e altri gruppi emergenti.
Tra questi si mise in luce la giovane band degli In Tua Nua con questa brillante performance.
Purtroppo il gruppo, che miscelava rock con atmosfere della musica celtica, dopo un paio di ottimi dischi si sciolse.
A me piace ricordarli così.
giovedì 10 luglio 2008
Shakira: Ojos Asi (Live da Rock In Rio 2008)
Perché questo video: fondamentalmente per nessuna ragione particolare se non quella che è il mio compleanno (vabbè era ieri proprio ad essere pignoli) e quindi mi faccio un regalo (ma lo faccio anche a quei pochi ma buoni frequentatori di questo blog)
Quindi questa meravigliosa versione di Ojos Asi da parte della divina Shakira, tratto dal concerto di pochi giorni fa tenutosi a Madrid nell'ambito dela festival Rock in RIo (e perché fanno ROck in Rio a Madrid? Non lo so e non me ne frega)
domenica 6 luglio 2008
The Vincent Black Shadow- Fear's in the Water
Dei TVBS avevo già parlato a proposito della loro canzone "Metro".
Ci ritorno volentieri a proposito del loro album Fears in the Water, da cui la canzone sopracitata è tratta.
L'ho scaricato da Itunes (non avrei mai pensato di fare questo, e devo dire che funziona bene ed è una valida alternativa non solo all'acquisto in negozio, ma anche alla scaricata illegale, che di solito è pure frustrante, oltre che non dare il dovuto alle band che se lo meritano) ed il mio giudizio su loro, se prima era positivo, è diventato esntusiasta.
I TVBS in questo disco riescono a mischiare in modo assolutamente originale e, direi, geniale, stili molto differenti. La musica potremmo descriverla come una specie di Hard Rock molto pop, nel senso che riesce ad essere molto gradevole ed orecchiabile, ma riempito di svariate influenze, rockabilly, rock'n roll, punk, blues jazz, rag time, persino qualcosa di classico.
Tastiere, chitarre, basso e batteria si rincorrono per tutte le 13 tracce del disco,dando vita ad un sound assolutamente vitale e mai, dico mai, scontato, alternando ballate molto vivaci a rock alle volte melanconici, altre volte scatenati, con improvvise variazioni dvoe meno te le aspetti.
Il tutto adornato, per così dire, dalla voce forte e suadente al tempo stesso di Cassandra Fox, un vero talento naturale, una Gwen Stefani con tanta potenza in più.
E le canzoni sono tutte veramente di ottimo livello, ma se proprio devo fare qualche nome direi che oltre a Metro, Dream e The House of Tasteful Men hanno qualcosa in più delle altre.
Un disco che straconsiglio.
Ci ritorno volentieri a proposito del loro album Fears in the Water, da cui la canzone sopracitata è tratta.
L'ho scaricato da Itunes (non avrei mai pensato di fare questo, e devo dire che funziona bene ed è una valida alternativa non solo all'acquisto in negozio, ma anche alla scaricata illegale, che di solito è pure frustrante, oltre che non dare il dovuto alle band che se lo meritano) ed il mio giudizio su loro, se prima era positivo, è diventato esntusiasta.
I TVBS in questo disco riescono a mischiare in modo assolutamente originale e, direi, geniale, stili molto differenti. La musica potremmo descriverla come una specie di Hard Rock molto pop, nel senso che riesce ad essere molto gradevole ed orecchiabile, ma riempito di svariate influenze, rockabilly, rock'n roll, punk, blues jazz, rag time, persino qualcosa di classico.
Tastiere, chitarre, basso e batteria si rincorrono per tutte le 13 tracce del disco,dando vita ad un sound assolutamente vitale e mai, dico mai, scontato, alternando ballate molto vivaci a rock alle volte melanconici, altre volte scatenati, con improvvise variazioni dvoe meno te le aspetti.
Il tutto adornato, per così dire, dalla voce forte e suadente al tempo stesso di Cassandra Fox, un vero talento naturale, una Gwen Stefani con tanta potenza in più.
E le canzoni sono tutte veramente di ottimo livello, ma se proprio devo fare qualche nome direi che oltre a Metro, Dream e The House of Tasteful Men hanno qualcosa in più delle altre.
Un disco che straconsiglio.
venerdì 4 luglio 2008
Videologia 21: Nick Cave feat Kyle Minogue- Where the wilds roses grow
I duetti sono spesso deludenti, noiosi se non proprio disastrosi, motivati come sono da ragioni prettamente commerciali, un po' come quelle commedie in cui si mette un attore di Roma, uno di Milano e uno di Napoli per attirare il pubblico di quelle città, senza curarsi della sceneggiatura.
Eccezione questo stupendo duetto (e video) tra Nick Cave e Kyle Minogue (tratto dal Cd Murder ballads), che peraltro, sulla carta, sembrava una coppia molto male assortita: Poeta maledetto ed eroe del dark il primo, reginetta del pop più frivolo la seconda.
Ed invece funziona tutto alla perfezione.
Merito di Nick, che scrive una ballata dark di amore necrofilo dalle sonorità solenni ed eleganti; ma anche di Kyle, che la interpreta in modo sorprendente, non con la solita vocina squittente ma tirando fuori un timbro vocale caldo e ricco, che completa e si unisce in modo perfetto alla voce di Nick.
IL video è poi stupendo con i suoi colori cupi e violenti.
PS
di Kyle un giorno o l'altro parlerò per esteso ;-))
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