venerdì 22 agosto 2008

Chi ha paura di Avril ?


Leggo la notizia che in Malaysia, un partito di ispirazione islamica vorrebbe la cancellazione del concerto che Avril Lavigne dovrebbe tenere il 29 di questo mese, a causa, secondo gli stessi, dell'eccessiva sensualità dello show stesso.
Verrebbe da ridere: se c'è una cosa che non si può dire dello show di Avril Lavigne è che sia troppo sensuale, vsto che la cantante canadese canta (e suona) in calzoni lunghi e maglietta e scarpe da ginnastica per tutto il tempo, coprendosi pure con una pudica felpa rosa nel finale. E di certo non simula atti sessuali nè si tocca nelle parti intime, come fanno altre(i).
Verrebbe da dire "levateje er vino" (o la grappa di rose) se non che si presume che, in quanto islamici osservanti, siano debitamente astemi.
Ma se qualcuno solleva un problema, giusto o sbagliato che sia la soluzione, vuol dire che qualche ragione, magari non detta, c'è.
La ragione di questa levata di scudi non è da ricercarsi nella presunta sensualità dello show, ma piuttosto nel fatto che Avril, come peraltro altre sue colleghe, forse in modo più netto, è un simbolo di indipendenza e autodeterminazione femminile.
Compone le sue canzoni, le canta, le suona alternandosi a vari strumenti, e, peggio, comanda a bacchetta un gruppo di musicisti tutti maschi.
Troppo per dei tradizionalisti conservatori e bacchettoni, che pensano che le donne debbano stare in casa e non avere voce in capitolo su niente, altro che primeggiare in qualcosa, seppur di frivolo.

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