giovedì 27 aprile 2023

Concerti Live: Avril Lavigne Mediolanum Forum 24 aprile 2023

 


Questa è la cronaca del concerto più lungo a cui abbia mai partecipato in vita mia- Non fatevi ingannare da quelli che dicono che è durato al massimo un'ora ed un quarto. Non è vero- é un concerto che è durato tre fottuti lunghissimi anni. Se poi parliamo di attesa allora dobbiamo risalire all'11 settembre del 2011, già, perché quello era stato l'ultima volta che avevo visto Avril dal vivo, ed in realtà era l'ultima volta che Avril aveva cantato (e suonato) sul suolo italico. Poi, per varie ragioni, non si era fatta più viva. Nel 2014 era stato annunciato un suo concerto, ma poi la malattia di Lyme che l'aveva colpita aveva portato all'annullamento di questo suo ipotetico concerto. Poi ci sono stati lunghi anni di silenzio, fino all'uscita del singolo Head Above Water e del relativo album. Poi finalmente l'annuncio del Tour Europeo: Avril tornava in Italia, e questa volta per davvero!. L'Evento era stato fissato in un primo momento al Fabrique di Milano per il 16 marzo del 2020. I biglietti però andarono esauriti dopo poche ore, le richieste erano infatti tantissime, Ecco quindi lo spostamento al più capiente, seppure sconosciuto "spazio Lorenzini". Anche qui sold out e nuova data. Tutto inutile però, perché nel febbraio 2020, scoppia la "Pandemia" dovuta ad un virus "di origine sconosciuta" (diciamo così che facciamo prima...) il famoso...insomma quello lì- Ecco che il concerto viene spostato di un anno al 12 marzo 2021. Niente da fare il virus continua la sua mortale corsa...ed ecco che viene spostato al 6 marzo 2022, insieme al suo fratellino di Padova, questa volta in una location più grande ancora, il Mediolanum Forum di Assago.  Ci sono rimborsi, ticket che vegono comprati, persi e recuperati e panico vario, ma nemmeno questa volta è la volta buona, ed ecco così che il concerto slitta ancora all'aprile del 2023.

Era passato così tanto tempo che confesso che mi era quasi passata la voglia, ormai infatti quel concerto sembrava come l'Utopia di Osvaldo Soriano, che più cammini e più si allontana, anche se l'ottimo Love Sux e quelle date che aveva fatto fra Canada e USA la scorsa estate avevano fatto venire un poco di acquolina in bocca. 

La data del concerto si avvicina e l'acquolina in bocca mi torna prepotente, ed ecco il gran giorno. E' ponte del 25 Aprile e ho tutto il tempo per prepararmi, ma ormai mi sono scordato di come si va ad un concerto, ok mi metto la maglietta, ma quale? Ah giusto ho la sua, periodo Under my skin, che mi ha regalato la mia amica Manuela, che ovviamente è stata della partita fin dall'inizio, e ha condiviso con me l'infinita attesa. e poi che faccio, mi porto i panini appresso, li compro là, non mangio stoicamente? alla fine opto per delle (schifose) barrette energetiche, forse più adatte ai miei giri ciclistici. Il super biglietto (un foglio enorme perchè ho preso alla fine il ticket elettronico) è nello zainetto insieme ai pochi alimentati. Passo a prendere Manuela e iniziamo il lungo tragitto metropolitano (inteso nel senso di uunderground come dicono gli anglosassoni). Guardiamo le persone sul vagone per intuire chi potrà essere fra i partecipanti. Comunque alla fine si arriva (alla fine si arriva sempre da qualche parte) e si entra, devo dire con una delle mie genialate, anche se ho seguito solo dei ragazzi che andavano nell'anello C (quello è il posto assegnato, almeno teoricamente) o chiesto pure informazioni, alla fine spunto a metà della fila e ci infiliamo con nonchalance. I fan di Avril sono buoni rispetto ad altri e ci fanno passare senza rompere, facciamo la solita trafila :biglietto, borsa e balle varie, una gentile signorina ci dà un biglietto con scritto Anello A.

Anello A? ma non era il C? Beh, a caval donato non si guarda in bocca e quindi andiamo in questo settore A anche se poi dobbiamo andare dall'altra parte del forum, ci posizioniamo sul lato destro del palco, in basso, circa a metà, insomma una posizione molto migliore del previsto. Meno migliore del previsto gli scalini altissimi che non mi ricordavo, e che lasceranno il ricordo sulle mie povere gambe il mattino dopo.

L'attesa viene resa più leggera dai gruppi di supporto, la giovanissima e pimpante Phem, una sorta di Olivia Rodrigo più ruspante, che devo dire non dispiace affatto, e poi The Girlfriends, un gruppo che mi pare un poco troppo rassomigliante ai Blink 182, ma che diciamo qualche buon brano lo propongono.

Ora è arrivato il turno di Avril, sono ormai le nove ed un quarto le luci sono spente; ragazzi e ragazze, giovani e meno giovani, urlano dall'eccitazione. Ed ecco che sulle note della cover di Bad Reputation compaiono sul gigantesco schermo posto in fondo al palco le immagini di Avril, una specie di riassunto dei suoi video più famosi, cosa che fa crescere ancora di più l'attesa. Ed ecco che il concerto inizia sul serio, Bite me come da aspettativa è il pezzo di apertura. Avril è finalmente lì, vestita con il gonnellino, le calze a rete, gli stivaletti, come molte sue fans, e appare subito molto carica, si muove per il palco non troppo velocemente ma in modo convinto, tira calcetti all'aria,  appoggia un piede  sull'amplificatore da vera rocker. Partono stelle filanti e palloncini colorati di arancio e nero (alla fine potrò colpirne uno che mi era arrivato addosso). Subito dopo è la volta di What the Hell, che viene prima cantata a cappella, e poi attacca la musica. La voce mi appare un po' stanca, un po' faticosa nei toni bassi, anche se "spacca " quando va sui toni alti, a lei da sempre più congeniali. C'é da dire che in alcuni pezzi all'inizio mi pare che il livello del microfono non sia ottimale, in particolare durante When you are gone quando proprio non si sente la sua voce. Non si tratta però, se non in parte, di problemi di voce (anche se un poco di stanchezza dopo 4 concerti praticamente di seguito ci può stare) ma proprio di microfono basso. Il concerto prosegue con Here's to never growing up e Complicated, che mi aspettavo più avanti,  ma va bene. Poi Avril esce per un paio di minuti lasciando spazio alla Band, che sappiamo totalmente rinnovata, e che appare ben rodata e con buoni musicisti. Il gruppo suona una versione strumentale di It was in me, con qualche elemento di Dare to love me, e qui inizia la parte "romantica" del concerto, Ed ecco quindi When You are Gone (con i problemi di microfono di cui sopra) e soprattutto Nobody's home, che credo non facesse più Live proprio dal 2011 (l'aveva proposta già la sera prima a Padova). E poi ecco attaccare, dopo la già nota intro, My Happy Ending, e sembra di essere tornati in piena Under My Skin era.  E poi è  la volta di quella che io ritengo la migliore canzone, o meglio singolo, forse di sempre di Avril ovvero quella I'm a Mess, che non si è filato quasi nessuno, eccetto i fans, ma che è un vero gioiello di scrittura, grazie anche a Yungblud si intende. Durante questo pezzo Avril scende fra il pubblico,(vedi video in alto) e scompare alla vista di noi poveri emarginati che non siamo sotto al palco. E anche qui mi chiedo da quanto tempo non faceva una cosa del genere (chiedo a quelli che la sanno lunga e "Avril non si impegna, è scazzata e su e giù e e sotto e sopra, mi piacerebbe vedere loro, anzi no, non mi piacerebbe affatto...).

Con I' m a Mess finisce la parte romantica ed inizia quella "casinista-rockettara" e quindi arriva la cover di All the Small things dei Blink 182. Devo dire che quando avevo saputo di questa scelta avevo arricciato il naso. Infatti l'unica volta che Avril aveva interpretato questa canzone era stato in un programma francese, mi pare "taratatà" ed era stata di gran lunga la sua peggiore cover, scazzata come poche volte, non le aveva reso un buon servizio. Ma adesso è tutta un'altra cosa: infatti Avril fa entrare sul palco, uno a sinistra e l'altra a destra, il cantante dei Girlfriends e Phem, e sono loro ad iniziare a cantare il brano. Questa cosa mi è piaciuto molto e ho trovato Avril molto carina con loro. A differenza di altri, che tengono lontani i gruppi di supporto, e a volte li bullizzano pure, lei invece si mostra molto disponbile: non solo ha dato loro una grossa opportunità per farsi conoscere, ma ospitandoli sul palco durante il suo concerto gli dà una sorta di "investitura", Si vede anche che con Phem c'è un ottimo rapporto, le due si danno la mano e cantano insieme. Questo è anche il momento del Limoncello, infatti nell'atmosfera caotica che si ha sul palco, ad un certo punto del brano (cantato per lo più dal ragazzo) Avril dice qualcosa di cui non capisco niente tranne la fatidica parola "lemoncellow" ed ecco che le passano una bottiglia del liquore italico e lei lo fa bere praticamente a tutti i componenti della band, poi prende una sorta di lanciafiamme e insieme a Phem spara verso il pubblico, ma per fortuna è solo del fumo, mentre i musicisti corrono sul palco insomma caos totale !

Dopo questo gran casino ci si ricompone un po', Oddio, c'è una lunga intro con Hello Kitty, per fortuna solo suonata, ed in versione più rock e poi si riparte con Avril alla batteria per Love Sux, altro momento divertente assai e ancora GirlfriendLove it when you hate me, e Skater boi, fatte alla grande tutte quante.

Ovviamente c'è la solita pausa di qualche minuto prima dei "bis", di cui fanno parte viceversa le canzoni più intense di Avril, e quindi ecco Head Above Water, con le bellissime immagini girate in Islanda che corrono sullo sfondo, e poi Avalanche, una vera perla dall'ultimo album, anch'essa molto di atmosfera, seppure più rockeggiante, ed infine la stupenda e inimitabile I'm with You, con le immagini del mitico video ed un'ottima esibizione. Ma ormai è finita, Avril ringrazia ancora per l'ennesima volta e sparisce (anche se pare che abbia firmato autografi per i fans che l'hanno aspettata). Il concerto non ha certo deluso, divertente, con quel tanto di spettacolo che ci vuole, con equlibrio fra le vecchie Hit e i nuovi brani e le varie anime della sua musica.

Eppure durante il concerto mi è venuto un pensiero, non ricordo precisamente quando, ma mi sono detto "certo che Avril è veramente sottovalutata." Voglio dire, di concerti ne ho visti più di cento, abbondantemente, di dischi ne ho ascoltati a centinaia, forse a migliaia. Credo di capirne qualcosa, credo. Avril è attiva da venti anni, ha sfornato dischi sempre almeno decorosi, e spesso molto al di sopra della media della musica di quel momento, cambiando genere spesso senza mai "sputtanarsi" per così dire, e variando musica in continuazione. I suoi concerti non durano una eternità, ma sono belli e divertenti, eccellenti esibizioni che fanno divertire e commuovere al tempo gli spettatori. E' da 20 anni e passa che ha un suo seguito che non cresce ma neppure è sparito, sta facendo sold out in tutta europa.  Eppure viene trattata come una roba un poco così, un tempo solo musica per ragazzini, ora che sono passati gli anni per over 35.  Che poi mi pare una notevole minchiata, visto che vale per tutti questa regola .Ma insomma le vogliamo dare credito almeno un poco?

Ma lasciamo stare queste riflessioni per altre volte, noi che abbiamo vissuto questo concerto alla fin fine ce ne possiamo infischiare, di certo faremo fatica a dimenticare quell'ora e mezza di sogno.

sabato 1 aprile 2023

Lone Justice: un gruppo da riscoprire

 I Lone Justice furono una band che ebbe una breve per quanto gloriosa storia. Fondati nel 1982 dal chitarrista  Ryan Hedgecock e dalla cantante e chitarrista Maria McKee incisero due dischi,l'omonimo Lone Justice nel 1985 seguito l'anno successivo da Shelter, per poi sciogliersi nel 1987 dopo svariati cambi di formazione. I dischi ebbero uno scarso successo sfiorando solo la top50 americana, pur avendo svariate ottime critiche. Il gruppo proponeva sostanzialmente un sagace country rock, con influenze rockabilly e punk, e sicuramente aveva il suo  punto di forza nella voce e nella presenza scenica della cantante Maria McKee, che poi intraprenderà una carriera solista più soddisfacente, ma non certo di grande successo. 

Una dimostrazione del talento e della capacità Live di Maria e Co. la si può vedere in questo raro Live di Soap soup and salvation (sapone, zuppa e salvezza) forse il loro pezzo migliore



mercoledì 28 dicembre 2022

Paramore : The news

 I paramore sono particolarmente attivi in questo periodo, ed eccoli a proporci il loro secondo video nel giro di poche settimante: Il pezzo si intitola "The News" un brano dal ritmo sincopato, decisamente più rock del precedente, anche se esce dai canoni del genere per approdare a lidi decisamente meno battuti e oserei dire "sperimentali". UN brano veramente interessante e che ribadisce come i Paramore siano ormai di gran lunga il gruppo più sperimentale sulla scena



domenica 18 dicembre 2022

The Struts - falling with me

 Il gruppo britannico dei The Stuts continuano a proporre il loro rock anni 70 dolcemente influenzato dal Glam rock del periodo. Ed ecco il nuovo singolo, Falling with me. La ricetta è la solita, rok'n roll e coretti glam, ma funzione maledettamente bene. In attesa di rivederli nel nostro paese godiamoci il video.




martedì 22 novembre 2022

novità: Maggie Lindemann- Cages

 Maggie Lindemann è una giovane cantautrice/musicista di 24 anni, autrice di una manciata di singoli, un Ep ed un Cd appena uscito dal titolo Suckerpunch uscito nel settembre di questo 2022. La texana ha fra le sue fonti di ispirazione Avril Lavigne,  Paramore, Evenescence e No doubt, direi decisamente delle buone fonti, e, pur avendo iniziato nel campo Pop, si è velocemente trasferita nel a lei più congeniale cmapo del Pop-punk/Alternative, che sta avendo in questo 2022 una vera rinascita sotto la spinta di artisti come Yungblood, Machine Gun  Kelly e la già citata Avril Lavigne, che hanno ridato vita ad un movimento he sembrava ormai sparito. IN questo singolo Cages, la piccola Maggie picchia duro il giusto, proponendo un mix di momenti punk duri con alcuni sprazzi più melodici, e appunto pop, una miscela molto gradevole e divertente. Certo si vede che è andata a lezione da Avril, fin dallo skater che appare nel video, oltre che i bracciali borchiati, Niente da dire si copia sempre dai migliori (o dalle migliori in questo caso)




mercoledì 5 ottobre 2022

Paramore ; This is why

I Paramore tornano dopo un lungo silenzio, e tornano alla grande. La band americana ha saputo passare, dagli esordi negli anni  zero di questo secolo, dal punk emotivo dei primi dischi a forma sempre più sofisticate, toccando il pop rock e poi il funky. Hanno attraversato litigi e crisi, uscendone rafforzati. 

Questa This is Why è un riuscito ed originale mix di ritmi funky e accelerazioni pop-punk, ritmato e melodico al tempo stesso, che cresce con gli ascolti. Curioso anche il video con un finale con una Hailey Williams conciata come il Joker




domenica 25 settembre 2022

Speciale elezioni- Edoardo Bennato : i buoni e i cattivi

 Edoardo Bennato si è sempre distinto, per l'ironia dei testi ed il disincanto rispetto  a buona parte dei suoi colleghi delgi anni 70. IN "arrivano i buoni" Bennato ironizza sui "buoni" del suo tempo, che poi sono gli stessi dei nostri, una analisi distruttiva del "buonismo" con decenni di anticipo. Cambiano i suonatori ma la musica è sempre la stessa, dittatura e guerra.



giovedì 22 settembre 2022

Speciale elezioni- FrankieHi-NRg. Rap-lamento

 Frankie Hi-Nrg (Francesco ad alta energia)  in questo rap-lamento, anagramma di parlamento, fa un brano non solo divertentissimo e rimato (oltre che ritmato) alla perfezione, ma coglie perfettamente nel segno.

Addirittura profetico quando dice : non prendetemi per pazzo ste compromissioni storiche ma qui nel nostro stato il campionato vien giocato solamente da due squadre con le maglie identiche"

Niente da dire, il profeta Ezechiele  gli fa na pippa, al nostro Frankie

 


mercoledì 21 settembre 2022

Speciale Elezioni: Giorgio Gaber- le elezioni

 Visto che siamo in clima elettorale (??) ecco che è il caso di realizzare uno speciale sulle elezioni, andando a scovare quelle gemme in cui gli artisti, quelli veri, non al guinzaglio del Potere nei suoi vari travestimenti, ne hanno parlato .

E non si può che partire dal grande, geniale Giorgio Gaber, che già in pieni anni 70, non aveva problemi a  sottolineare la ritualità e inutilità di tale ricorrenza, prendendo in giro con la sua classe e ironia.



sabato 20 agosto 2022

Recensioni: Halestorm - Back from the dead


La band rock-metal degli Halestorm tornano con il loro quinto  album, a seguire l'ultimo  intitolato Viciuos. Il titolo dell'album è Back from the Dead, che potremmo tradurre con "ritornando dalla morte", riferimento non troppo velato al lungo periodo pandemico, che ha causato la fine dell'attività Live per sostanzialmente tutti gli artisti, con gravi conseguenze non solo economiche, ma anche psicologiche.

Il gruppo vuole farci sapere che è ancora vivo e vegeto, e pronto a dare battaglia con le sue armi preferite, grinta, velocità e abilità musicali. L'album si apre, e non potrebbe essere diversamente, con la title track back from the dead. L'urlo liberatorio di Lizzy, che appare fin da questa traccia in grande forma, è seguito da un pezzo rock metal nel classico stile del gruppo, in cui parti più dure si alternano  a parti leggermente più melodiche, il testo, come il video, è ispirato al cinema e ai fumetti horror, dove letteralmente i morti tornano a vivere. Il secondo pezzo, wicked ways, ha la stessa struttura, e risulta ancora più tirato "Non chiamarmi angelo, sarò sempre una peccatrice, questo non mi fa cattiva, non sono cattiva, ma ho i mei modi disturbanti" è la dichiarazione di Lizzy. Strange Girl ha una struttura più lenta rispetto ai precedenti pezzi. Brightside è sostenuta da un classico riffettone di chitarra "continuo a guardare al lato illuminato della strada, perché anche quando diventa più scuro, abbiamo tutti bisogno di qualcosa in cui credere"

Il disco prosegue con The Steeple un pezzo che non si differenzia in modo particolare dagli altri. Con Terrible Things le atmosfere cambiano. il brano è infatti totalmente acustico, ed è una amara riflessione sulla natura umana e sulla difficoltà di cambiare, sicuramente uno dei brani più belli dell'album. My redemption non offre particolari spunti di interesse, risultando un brano nella media, Più interessante Bombshell, caratterizzato da un ritmo lento sostenuto dal basso, e da atmosfere solenni. I come First è un altro brano assolutamente potente, che può ricordare brani come Amen.  Psycho Crazy, è un brano, come i due precedenti, in cui il ritmo è meno veloce senza che questo vada a discapito della potenza, che anzi ne esce rafforzata. Raise your Horns conclude l'album, e non poteva che essere una ballata possente e coinvolgente, un poco nella tradizione di Here's to us, ma con la stessa nostalgia di brani come Break in. Sicuramente il pezzo più bello del disco, caratterizzato da una eccellente prestazione vocale di Lizzy Hale.

In sostanza un altro ottimo disco da parte della band americana, non il loro migliore, e forse un poco ripetitivo nella prima parte, ma sicuramente all'altezza della loro fama e un segnale che gli Halestorm sono ben vivi e sempre sul pezzo !

sabato 26 febbraio 2022

Avril Lavigne - Love Sux recensione


Love Sux (L'amore fa schifo) - Settimo disco di Avril Lavigne, che segna un ritorno al pop-punk delle origini: almeno questo è quello che scrivono i vari siti. In realtà, fin dal primo ascolto, si capisce che questo non è un ritorno, ma una vera e propria rinascita musicale di un'artista che ha cambiato spesso pelle, venendo spesso criticata dal suo stesso fandom per questo, e pur sfornando dischi sempre validi, con i loro difetti specifici ma sempre fondamentalmente onesti e sempre con quelle 5-6 canzoni per album che non possono non piacerti,  è stata messa un poco da parte dal mercato e dai media.

Il disco è stato preceduto da una attenta e intelligente campagna di marketing, peraltro necessaria visto quanto sopra ed il fatto che il disco esce per la etichetta di BArker Travis, già batterista dei Blink182, quindi non una major, e sicuramente questo ha permesso una maggiore libertà artistica che si riflette poi nel disco. Disco che, come si capisce dal titolo, esplora soprattutto le difficoltà di relazione, e racconta in modo ironico, ma anche alle volte arrabbiato, alcune esperienze della nativa di Toronto.

La prima traccia del disco si chiama Cannonball, e si apre con un urlo, che è una vera e propria dichiarazione di intenti "sono vicina ad esplodere, Motherfu**er!" Alle parole seguono i fatti con il pezzo più punk che Avril abbia mai scritto o cantato, A seguire Bois Lie con Machine Gun Kelly, pezzo che inizialmente pare un po' timido ma cresce con gli ascolti, ed è piuttosto simile ai brani del musicista americano, probabilmente sarà uno dei singoli del disco, e, va detto, è molto orecchiabile. Poi la già nota Bite Me, che è un bel brano con alternarsi di fasi più melodiche e altre aggressive. il quarto brano è Love it when you hate me, anche questo un duetto, questa volta con Blackbear, che inizia molto calmo per poi accendersi, con un miscuglio di HipHop e Rock già provato in passato, molto gradevole, non eccezionale, Love Sux è un altro brano veloce e orecchiabile che parla di amori andati a male a seguire Kiss me Like the world is ending, annunciato come una ballata ma che in realtà si apre anche questo con una partenza al fulmicotone e progredisce per arrestarsi solo nel finale. Avalanche cambia parecchio le atmosfere, si tratta infatti di un brano molto più tranquillo, uno dei pochi a poter essere definito una ballata, e ricorda le cose migliori di under my Skin. una vera perla a mio giudizio. Anche  Deja VU pur essendo più rock, ha atmosfere che in qualche modo ricordano UMS, con un potente riff di chitarra che si alterna a fasi più calme.

Con F.U, che sta a significare esattamente quello che avete pensato significhi, Avril ritorna a pigiare sull'acceleratore, lasciando ancora senza fiato l'ascoltatore, e trascinandolo con i suoi vocals fantastici e la sua energia prorompente. All  I wanted è un altro duetto con Mark Hoppus, bassista e cantante dei Blink182, ed è un perfetto esempio dello stile denominato Pop-Punk: veloce, leggero e divertente con coretti al momento giusto e tantissima energia. Dare to love me è un'altra rara quanto bellissima ballata, che inizia timidamente per poi svegliarsi lentamente e progressivamente, e rappresenta la richiesta da parte di Avril di poter essere e sentirsi  amata interamente. Uno dei miei pezzi preferiti dell'album.

Ed infine si chiude con Break of Heartache, anche questo un brano come anche il precedente interamente scritto da Avril, che si riallaccia in qualche modo al pezzo iniziale, e anche qui si parte dall'ormai rituale incitamento "Let Go Motherfu**Er" per lanciarsi in un brano interamente punk, che costringe l'ascoltatore a sbattere la testa dappertutto per seguire il ritmo indiavolato.

Ci sarebbero molte cose da dire ma credo per sintetizzare che è un disco assolutamente energico che non si può intendere come una semplice "Operazione nostalgia" ma come l'inizio di un nuovo percorso che Avril ha intrapreso, anche dal punto di vista delle sue relazioni e amicizie (nel disco collaborano oltre aTravis Barker e gli altri musicisti citati anche ModSun, musicista che è partito dal rap per approdare al Pop-punk, e con cui Avril ha una relazione sentimentale che ha avuto una sicura e positiva influenza anche sulla sua vita musicale) e che dovrebbe essere guardato da tutti gli ammiratori della cantautrice canadese con ottimismo e speranza. 

Se Head Above Water era il disco in cui Avril ci diceva che era tornata alla salute e alla serenità dopo la malattia di Lyme, con questo disco Avril ci dice che che ha ancora tanto da dire musicalmente, che è pronta a ripartire in nuovo percorso di vita e di carriera musicale con un entusiasmo ritrovato, entusiasmo che ritroviamo in ogni traccia del disco, e che speriamo duri più a lungo possibile,

voto 10/10


sabato 20 novembre 2021

Avril Lavigne - Bite Me (Official Video)

Venerdì scorso è uscito il nuovo video Di Avril Lavigne, video che dovrebbe inaugurare la nuova era, al momento denominata Al 7, poichè sarà il settimo disco della rocker canadese. Il pezzo segna un pieno rientro della originaria di Toronto nell'alveo del Pop-Punk, dopo almeno un decennio di assenza dal genere, in cui Avril ha sperimentato vari generi musicali, dall'acustico di Godbye Lullaby, al pop dell'0m9nimo album, fino ad arrivare ad un disco quale Head Above Water, intriso di umori Soul ed atmosfere dark, con qualche capatina in un pop "impegnato", per così dire. Bite ME invece ci ripropone suoni decisamente più rock, un alternarsi di frasi musicali diverse, con un hook decisamente trascinante (come deve essere) un pezzo che ti entra rapidamente in testa, ma rimane gradevole dopo ripetut ascolti, e che si inserisce perfettamente all0interno del Revival Pop/punk di questo periodo, con artsti com eModSun ( legato sentimentalmente ad Avril) MAchine Gun Kelly, e soprattutto YOngblood, tutti artisti che dovrebbero essere presenti nel disco che dovrebbe uscire verso febbraio.

Nient'altro da dire se non "Rock on Avril, Rock on"

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giovedì 14 ottobre 2021

Gli imperdibili: X- Under the Big Black Sun

 Gli X sono uno dei gruppi che ho amato di più, e sono sempre stato imbarazzato da due cose su di loro: 1) il loro nome, che già di per sè è abbastanza stambo ed anonimo, anche se facile da ricordare,  e non esssendo nemmeno fornito di articolo (the) davanti diventa spesso  difficile da comunicare o anche solo scrivere. 2) il fatto che siano uno dei gruppi più misconosciuti, almeno qui in Italia, pur avendo avuto un certo seguito ed apprezzamento negli Usa, e, a livello di nicchia e molto tempo fa, anche qui nella penisola. 

E arriviamo al disco che ci interessa; Under The big black sun, uscito nell'estate del 1982, è il terzo disco della band losangelina, che aveva già pubblicato due intensi lavori: l'esordio con Los Angeles, ed il seguito Wild Gift, due eccellenti lavori, in cui la forza e l'irruenza del Punk si sposavano con il rockabilly e soprattuto con un lirismo, grazie anche all'amalgamarsi di due voci, uno maschile e l'altra femminile, che lo hanno sempre reso un qualcosa di unico nell'ambiro del punk/new Wave (e non solo).

Pur essendo i già citati dischi, e anche i successivi, ottimi dischi, Under the big Black Sun rimaneil mio disco preferito della band californiana: infatti qui il discorso musicale si amplia ulteriormente, aprendosi a generi musicali impensabili, come il Country,e include aperture melodiche inedite, il tutto senza rinunciare né all'impatto della chitarra elettrica e della batteria, ma sopratutto  al lirismo delle voci e delle atmosfere, e direi alla poesia dei testi, creando un qualcosa non solo di gradevole, ma che spesso dà i brividi all'ascoltatore,

Il disco si apre con Hungry Wolf; un rock teso e lirico, che parla di lupi innamorati, che predano insieme e vivono insieme per l'intera vita. Motel Room in my Bed è una delle canzoni liriche del disco, un upbeat veloce, con la chitarra rockabilly del chitarrista Billy Zoom ad accompagnare in modo mirabile le voci di Axene e John. Riding with Mary è una canzone dedicata al ricordo della sorella di Exene, scomparsa qualceh mese prima, una canzone dalle atmosfere Dark, con una chitarra forte, che ricorda i primi lavori del gruppo. Come Back to me, ancora dedicata al ricordo della sorella, ci sorprende con le sue atmosfere dolci e nostalgiche, una ballata che tuttavia non cade nello sdolcinato. Poi è la volta della title track, uno dei pezzi più belli dell'album, anche questo un pezzo in cui i precisi arpeggi di Billy la fanno da padrone, e dove il lirismo raggiunge apici irraggiungibili. Il successivo Because I do, è un pezzo decisamente punk, dove la batteria  la fa da padrone, imponendo un ritmo travolgente al brano.

Dancing with tears in my eyes è un altro brano semplicemente stupendo, una ballata country, veramente sorpendente se consideriamo scritta ed eseguita da un gruppo punk, uno di quelli che "Non sa suonare" secondo i soloni e gli incompetenti che ancora animano il web. Il successivo Real child of Hell mantiene le promesse del titolo, è un pezzo tiratissimo, un punk'n'roll tipico degli X.

How I learned My lesson, è un pezzo veloce dove le voci di John ed Exene si alternano in modo molto gradevole. Il disco si chiude con The Have nots, che parla di emarginati che consumano le loro vuote esistenze in bar malfamati bevendo fino all'ultima goccia, ma non è un discorso moralista quello degli X, ma una degna celebrazione della working class, fatta con il loro stile, ed è ancora un brano riuscitissimo, che cresce mano mano che la canzone procede.

Che dire? un capolavoro, che riascoltato dopo anni non delude affatto ma ancora regala quelle sensazioni ed emozioni della prima volta.