lunedì 14 aprile 2014

Recensione del concerto di Gabriella Cilmi al 75 Beat di Milano

Giovedì sera si realizzava un sogno, sì avete capito bene, un sogno nel senso letterale del termine. Difatti, credo fosse la notte di domenica scorsa, fra le centinaia di sogni che presumo abbiano affollato la mia mente dormiente ma sognante, mi ero sognato lei, Gabriella Cilmi, che mi prendeva sorridendo la mano. Me ne sono ricordato al mattino appena sveglio, e mi sono chiesto il perché di quel sogno, forse avevo visto la sua bacheca di FaceBook e mi era rimasta impressa?
Può darsi, ma sta di fatto che due giorni dopo vengo a sapere che Gabriella sarebbe stata a Milano il 10 aprile. Ne avevo già letto qualche settimana prima, ma poi non avevo visto alcuna conferma ufficiale, per cui avevo pensato fosse una falsa informazione, o che il concerto fosse saltato per una qualche ragione, e invece...
E invece eccomi alle nove al circolo ARCI 75 Beat, pagare l'entrata e farmi la tessera Arci, poiché la regola è questa. Se ne potrebbe discutere ma tant'é. Mi rendo conto che sono un po' in anticipo e mi faccio un giro nei dintorni ingannando l'oretta di tempo che dovrebbe separarmi dall'inizio del concerto. L'oretta di tempo diventa un'ora ed un quarto, un'ora e mezza, e poi, come capirete due ore....mentro attendo nel breve corridoio che porta dal'ingresso alla sala minuta dove sono già posizionati microfoni e strumenti (gli unici ad essere arrivati prima di me) vedo una ragazza sbucare da una porta ed entrare in un'altra sala. Capelli neri tagliati a caschetto, viso mediterraneo, non molto alta...mi rendo conto che mi è passata sotto gli occhi, anzi quasi dietro alle spalle Gabriella Cilmi, di pirsona pirsonalmente, per dirla come l'appuntato del Commissario Montalbano.
Questo rende l'attesa forse meno pesante, anche perché ad un certo punto sento una voce che gorgheggia- E' Gabriella che scalda le corde vocali, devo dire sentendola così la sua voce appare molto megloi che nei dischi, naturale, e capisci cosa voglia dire la parola "talento" spesso usata a sproposito. La saletta verso le 23 si riempie, per dire il vero i musicisti entrano e si mettono agli strumenti ed allora le poche decine di persone che stazionano nell'atrio e corridoio si precipitano nella saletta. Tranquillamente, come fosse una del pubblico capitata lì per caso, entra anche Gabriella, eh sì, la ragazza del corridoio era proprio lei, ma si è cambiata, ha un abitino nero un po' da collegiale, gonna sopra le ginocchia e stivaletti neri ed un gran sorriso. Sale sul palco ed inizia a cantare. La prima canzone è Simmetry, e si vede come lei viva le canzoni e le interpreti non solo con la voce, ma con il corpo, quasi come una attrice. Avendo visto alcuni live via youtube non mi era molto piaciuta questa corporeità, ma lì, avendola davanti, riesco a capirne il senso, la grande carica che mette e che trasferisce nelle canzoni che canta. Il concerto scorre via molto piacevole, con una buona band, e quasi tutte le canzoni del nuovo disco, mentre dei vecchi rimangono solo My Hearts don't lie, fatta in modo travolgente, una On a Mission, stravolta in stile, non dico rock, direi proprio punk, forse a significare una distanza ormai siderale da quel periodo artistico, per lei poco felice e quasi rinnegato, e ovviamente, sweet about me, in cui scende tra il pubblico e fa cantare ad alcuni fortunati il famoso ritornello "sweet about me nothing sweet me about me" ed anche il vostro cronista viene coinvolto in tutto ciò, credo di essere stato il peggiore ma, chissene...io ho cantato con Gabriella Cilmi, e voi no, quindi potete pure rosicare ma  non potete cambiare i fatti....
Il concerto chiude dopo circa un'ora, con The Sting, lasciando l'unica amarezza che una simile artista debba esibirsi di fronte a poche decine di persone (è pur vero che in quella stessa serata vi erano almeno 3 concerti di livello e ben più pubblicizzati) quando "popstar" di dubbio talento o personaggi strabolliti fanno pienoni...
Lo sappiamo, le cose preziose sono per pochi, Gabriella mi è parsa una ragazza molto semplice, che non se la tira "da Star" e che ha volutamente rinunciato a notorietà e soldi per inseguire una propria via artistica, speriamo magari possa avere più successo in futuro.

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